Home TEMPO LIBERO Flaminio, Beethoven e “il muro” dei Pink Floyd ricordando quello di Berlino

Flaminio, Beethoven e “il muro” dei Pink Floyd ricordando quello di Berlino

Il 9 novembre 1989 cadde il Muro di Berlino. L’iconografia scolpita nei ricordi è quella dei giovani che si arrampicano tirandosi su a vicenda, degli uomini con i picconi ad aprire brecce, di mani che si toccano da una parte all’altra del muro. In tre giorni, due milioni di persone passarono il confine sancendo la fine di un’epoca segnata dalla Guerra Fredda e dalla contrapposizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

In occasione del trentennale, nella Ex caserma Guido Reni – Via Guido Reni 7, al Flaminio – domenica 10 novembre (inteso idealmente come il vero, primo giorno senza muro) alle 18.30 si terrà un concerto con la Nona Sinfonia di Beethoven e The Wall dei Pink Floyd.

Era il 1979 quando un concept album diverso dai soliti cambiò la storia del rock. Il disco, realizzato dai Pink Floyd, s’intitolava The Wall. Nel luglio del 1989 Roger Waters rilasciò un’intervista radiofonica in cui gli chiedevano quando l’album sarebbe stato eseguito di nuovo dal vivo. Il leader dei Pink Floyd rispose: «Solo se cadrà il muro di Berlino». Pochi mesi dopo, il 9 novembre 1989, il muro di Berlino fu abbattuto: e siamo nella Storia.

Nel concerto del 10 novembre l’Orchestra Sinfonica Città di Roma diretta dal M° Pier Giorgio Dionisi realizzerà in prima esecuzione mondiale la ‘fusione contemporanea’ fra The Wall e la Nona Sinfonia di Beethoven.

Nel 2001 spartito e testo sono stati dichiarati dall’UNESCO “Memoria del Mondo”; a tal proposito il tema del quarto movimento – il famoso Inno alla Gioia su testo di F. Schiller – è stato riadattato da Herbert Von Karajan e adottato nel 1972 come Inno Europeo. È in quest’ambito di suggestive e romantiche fusioni rielaborate in chiave contemporanea che il sogno beethoveniano di un universo legato da fratellanza e amicizia si porge nella sua più potente attualità.

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