Home AMBIENTE Cassia, il lato B dell’Inviolatella Borghese

Cassia, il lato B dell’Inviolatella Borghese

parco-inviolatella-borghese

Difficile capire come faccia l’Amministrazione capitolina ad armonizzare il bel patrimonio artistico con il non tanto bello patrimonio “verde” spesso trascurato se non degradato.

Qualche giorno fa un articolo di  cronaca di un noto quotidiano romano paragonava la Capitale a Cernobyl dove “la natura si sta riprendendo il territorio”: in effetti basta guardare la vegetazione di parchi e strade per rendersi conto di come la vegetazione stia prendendo il sopravvento.

E’ quello che succede in uno dei tanti parchi di Roma Nord, il parco attrezzato dell’Inviolatella Borghese, di cui ci siamo occupati numerose volte, al quale si accede dall’omonima via sulla Cassia, ubicata poche centinaia di metri dopo l’incrocio con via Fabbroni, ai piedi di Vigna Clara.

Chiariamo subito una cosa: il parco, costato ai contribuenti romani 100mila euro, è e continua ad essere uno splendido parco con le sue colline, i grandi alberi, l’area umida oggi ricoperta dalla mentuccia; un parco ampio, bello e selvaggio. Senza alcun dubbio il paradiso dei cani.

Ma al di là delle bellezze naturalistiche l’Inviolatella è in pessimo stato e l’assenza totale di manutenzione e di cure è ben evidente a cominciare da quell’edificio semi distrutto che doveva diventare la sede dei guardiaparco dell’Ente Parco di Veio.

Gran parte delle strutture fisse sono state danneggiate e versano in pessimo stato come il cancello di ingresso avvolto dai rovi e dove un alberello caduto impedisce quasi di entrare.

Rovi, erbacce e il fontanile che da anni perde acqua e che ha trasformato in un pantano il sentiero di accesso; e che dire dei tavoli e delle panchine; sottratti, danneggiati, distrutti, o ricoperti  di erbacce. Non parliamo poi dei cestini dei rifiuti…quelli che almeno sono rimasti.

Le tabelle con le mappe e l’indicazione di servizi sono state danneggiate; una addirittura giace in terra abbattuta dalla totale assenza di cura e di vigilanza. E che dire poi dell’altro fontanile dove un grosso tubo di plastica di colore nero sembra captare le acque per portarle chissà dove

L’ultimo sfalcio è avvenuto ad ottobre 2018, un semplice taglio dell’erba che poi è ricresciuta più rigogliosa di prima. Allora si parlò di bonifica e riqualificazione ma la domanda sorse spontanea: se dopo lo sfalcio non si riparano anche i danni, che riqualificazione è?

Ora, perchè il parco rinasca a nuova vita, bisogna attendere che venga dato seguito alla risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio del Municipio XV lo scorso maggio.
Nella stessa si chiede al presidente del municipio e all’assessore all’ambiente di “mettere in campo tutte le azioni necessarie affiché vengano realizzate …. sostituzione segnaletica e attrezzature danneggiate … costante manutenzione dell’area ….recupero del casale“.
Ma non solo, l’ambiziosa risoluzione chiede anche la realizzazione del tanto agognato dai cittadini “nuovo accesso da via Fabbroni“.  Chi vivrà vedrà.

Un’ultima annotazione: da tempo una catena con un grosso lucchetto sbarra l’accesso all’area di sinistra di Via dell’Inviolatella Borghese, là dove l’Ente Parco di Vejo aveva realizzato alcuni sentieri contraddistinti con segnavia bianco-rossi; quasi un monito a non entrare. Qualcuno però fa finta di ignorare che quell’area è pubblica.

Francesco Gargaglia

5 COMMENTI

  1. E che dire delle due strutture (ville, concessionaria di auto, non è dato saperlo) da più di 10 anni costruite e ne abbattute, ne utilizzate, con accesso dalla Via Cassia?

  2. Finchè non si faranno il tanto promesso ingresso da Via Fabbroni con il ponticello…l’unione dei due parchi attraverso il sottopassaggio (gia esistente) che collega alla Marymount ed il marciapiede su via cassia nuova la vedo difficile…e poi un pò di illuminazione non guasterebbe passare li la sera fa paura! ma avete visto come hanno ridotto i giardini di vigna clara a via antonio de viti de marco? cartelloni abusivi (lo dice anche il servizio giardini) per i quali distruggono piante bellissime…e poi pieno di senza tetto ed extracomunitari del Bangladesh e rumeni che fanno delle feste pic nic all’interno e lasciano tutto sporco anche i materassi! che degrado allucinante! sto pensando dopo 40 anni di cambiare zona per lo schifo che vedo ogni giorno.

    e la stazione di Vigna Clara?

  3. vorrei anche segnalare l’ormai consueto incontro con i cinghiali, attirati da questa indiscriminata massa di rifiuti, dove andare a grufolare.
    Stesso dicasi per il parco davanti al MaryMount a via di villa lauchli….io non so di chi sia competenza, ma anche questo aspetto non è da poco

  4. il solto discorso della gestione… anche qui perché non si da ad una associazione il fabbricato con l’obbligo di gestione del parco circostante?? ne sarebbe contenta l’associazione, il municipio o comune che si leva un problema di gestione e sicuramente noi cittadini che avremmo uno spazio verde dove poter andare oggi piuttosto degradato e pericoloso… Non ho mai capito queste riluttanze…

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome