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Ponyadi 2019, a Tor di Quinto di scena l’equitazione under

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Tutto pronto a Tor di Quinto, nell’Ippodromo Militare dei Lancieri di Montebello, per le Ponyadi 2019,  la kermesse dedicata ai più piccoli che si terrà dal 28 al 31 agosto.

Per quattro giorni, questo spicchio di Roma Nord diventerà come d’incanto il centro di gravità permanente dell’equitazione “under” (dove under sta tanto per i cavalli, quanto per i cavalieri e le amazzoni) grazie a questa manifestazione, una vera e propria mini olimpiade multidisciplinare dell’equitazione.

Ancora una volta lo splendido Ippodromo dei Lancieri di Montebello dedicherà, in sinergia con la Fise – Federazione Italiana Sport Equestri – le sue risorse e le sue strutture per rendere indimenticabile la presenza di oltre mille bambini, oltre 1200 pony, supportati dai loro ippogenitori e familiari, istruttori, amici e accompagnatori.

Obiettivo ambizioso che già lo scorso anno è stato raggiunto ampiamente, con un impegno organizzativo notevole nella struttura dove saranno impiegati ben 8 campi gara tra erba e sabbia, la zona dedicata al cross, il boschetto per l’endurance e 6 campi prova, le relative scuderie, le aree destinate al soggiorno in  tende e camper ed un efficiente parcheggio van.

Create dalla Federazione Italiana Sport Equestri nel 2006 come naturale proseguimento di quelli che erano stati fino ad allora i Giochi della Gioventù, le Ponyadi hanno dimostrato da subito la struttura vincente di un evento che rappresenta al meglio la fusione tra l’attività sportiva equestre di base e l’aspetto fondamentale del gioco, che nel bambino rappresenta una delle attività più importanti per il sano sviluppo della personalità e della socializzazione.

Le Ponyadi 2019

Anche quest’anno saranno presenti tutte le discipline e attività equestri praticabili insieme al cavallo e in questo caso specifico il pony, le competizioni in programma sono aperte agli allievi delle scuole di equitazione che vanno dai 5 ai 14 anni di età.

A sfidarsi saranno le rappresentative di 19 Regioni e della Repubblica di San Marino che hanno aderito all’evento ludico della Fise più atteso dell’anno a darsi battaglia per la conquista del medagliere 2019, che andrà ovviamente alla Regione che avrà conquistato il maggior numero di medaglie d’oro.

Ben 20 le diverse specialità e discipline: Gimkana 2, Gimkana Jump 40, Gimkana Cross, Pony Games, Carosello, Presentazione, Piccolo Gran Premio, Run & Ride, Salto Ostacoli, Concorso Completo, Country Jumping, Dressage, Volteggio, Endurance, Horseball, Attacchi, Polo, Reining e per la prima volta, in linea con il progetto di inclusione che la Federazione ha messo in campo si svolgeranno anche le Paraponyadi, dove anche giovanissimi con disabilità saranno protagonisti dello sport con il Parareining, il Paraendurance, Volteggio e Attacchi Integrati.

Ma per i giovanissimi con i loro amici pony questa grande festa va ben oltre la pura competizione: è il momento dell’anno in cui, in chiusura delle vacanze estive, ci si scambia la passione per questo sport con amici che provengono da ogni parte d’Italia, si gioca e si condividono gioie e dolori, successi e sconfitte.
È il piacere di ritrovarsi insieme, per condividere e celebrare insieme con tutti i protagonisti delle Ponyadi, i  genitori, senza i quali tutto ciò non sarebbe possibile, i tecnici appassionati che amano il loro lavoro e trasmettono ai bimbi i migliori valori dello sport, del fair play e dell’amore per i pony, e con tutto lo staff che già da tempo sta lavorando per coordinare la complessa macchina dell’evento.

E quando, tra una competizione e l’altra i piccoli rider vorranno distrarsi un po’ e far riposare i pony ci saranno diverse le iniziative che la FISE ha predisposto a corollario di questa animatissima manifestazione, grazie anche al contributo dei partner che hanno dato il loro supporto.

Seguire le Ponyadi è facile

Come ricordato, l’evento è aperto al pubblico e l’ingresso è gratuito per tutti e quattro i giorni. La manifestazione sarà comunque trasmessa in web streaming sulsito della FISE, con diretta in contemporanea delle gare sul campo Tribuna (Pony Games) e sul campo Nuovo (Salto Ostacoli).

Foto e post saranno inoltre pubblicati sulle pagine istituzionali FISE dei social Facebook, Twitter ed Instagram. Tutte le informazioni sull’evento, aggiornate in tempo reale, sono disponibili cliccando qui: https://www.fise.it/ponyadi

L’Ippodromo in pillole

Distante poco meno di due chilometri da Ponte Milvio e situato in un’area che vanta ben 32 ettari d’estensione ai piedi della Collina Fleming, dove costituisce un sito naturale e paesaggistico assolutamente incontaminato dedicato interamente ai cavalli, l’Ippodromo Militare di Tor di Quinto ha origini assai lontane e la sua storia è legata indissolubilmente alla storia della Cavalleria italiana. Alcuni tra i più celebri cavalieri militari, da Federico Caprilli ai fratelli D’Inzeo, si sono formati sui percorsi ad ostacoli e di campagna di quello che è uno dei più famosi ippodromi d’Italia.

La sua origine risale al 1891 quando presso Tor di Quinto fu costituita una Sede distaccata della celebre Scuola di Pinerolo, per lo sviluppo dei Corsi Complementari di Campagna. Quando la cavalleria era ancora montata, tutti gli Ufficiali subivano un durissimo addestramento con esercizi che erano dei veri e propri ardimenti: famosissimo lo “scivolo” di Pinerolo (in località Tavernette) dove cavallo e cavaliere affrontavano una scarpata praticamente verticale.

Presso l’ Ippodromo di Tor di Quinto si formarono quindi, negli esercizi di campagna, intere generazioni di cavalieri. Anche in questa sede fu realizzato un arditissimo scivolo che dalla collina, che oggi ospita il Reggimento dei Lancieri di Montebello, degradava verso la piana del Tevere: percorso utilizzato agli inizi degli anni ‘40 anche dai primi veicoli cingolati.

Ma l’Ippodromo fu anche il luogo dove vennero svolti, spesso alla presenza del Re, importanti concorsi ippici. Ancora oggi tra le strutture esistenti sopravvive la bellissima palazzina reale dove principi e gentildonne osservavano le evoluzioni dei cavalieri o assistevano a parate militari.

Questa sede è anche legata a uno dei più famosi cavalieri di tutti i tempi, il Capitano Federico Caprilli, inventore del “metodo naturale”, metodo esportato in tutto il mondo e ancora oggi alla base della moderna equitazione. Caprilli intuì, attraverso una profondissima conoscenza dell’equitazione, che bandendo ogni forzatura e assecondando i naturali movimenti del cavallo, quando questi si accingeva a saltare, i risultati sarebbero stati di gran lunga migliori. Con Piccola Lark, un cavallino che montava a volte senza morso e redini, riuscì a saltare praticamente ogni cosa stupendo il mondo intero. Caprilli (caduto di cavallo, nei suoi esercizi, più di 300 volte) morì a soli 39 anni.

La bellissima sede di Tor di Quinto fu spesso usata dalla cinematografia: alcune scene di “Cavalleria” e “Luciano Serra pilota” furono proprio girate nell’Ippodromo. Nel 1946, quando la rinascente Cavalleria divenne corazzata, in Tor di Quinto, fu poi creata la Scuola di Cavalleria blindata.

Ma è a partire dagli anni 60 che l’Ippodromo torna alla sua originaria funzione, ovvero la condotta dell’attività equestre, tant’è che attualmente è strutturalmente inserito alle dipendenze del Reggimento Lancieri di Montebello e comprende un Gruppo Squadroni di Rappresentanza a cavallo ed un Centro Ippico Militare (CIM) che ospita circa cinquanta cavalli. Il CIM svolge i Corsi di Equitazione a favore dei portatori di handicap, dei giovani fra 12 e 14 anni nonché del personale militare e civile del Ministero della Difesa ed ogni anno diverse sono le manifestazioni che vi si svolgono suddivise tra concorsi ippici, completi di equitazione e concorsi riservati ai pony, come appunto le Ponyadi.

Gaia Azzali

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