Home TEMPO LIBERO Le tre streghe di Macbeth: a teatro con mamma e papà

Le tre streghe di Macbeth: a teatro con mamma e papà

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Il Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese ospiterà per sei domeniche consecutive “Le Tre Streghe di Macbeth – ovvero l’educazione civica di un aspirante Re”. Lo spettacolo, scritto e diretto da Gigi Palla, che abbiamo intervistato, è indirizzato ai bambini di età compresa fra i 6 e gli 11 anni. Ma anche agli adulti.

Liberamente ispirato alla tragedia scozzese di William Shakespeare, la rappresentazione durerà 60 minuti e vedrà in scena Tommaso Cardarelli, Sergio Mancinelli, Valentina Marziali e Gabriela Praticò. Le scene e i costumi saranno curati da Susanna Proietti,  le musiche da Alessandro Cercato.

Macbeth ha un unico grande desiderio: diventare Re ossia poter cingere il suo capo della meravigliosa corona appartenuta a Kenneth Mac Alpine, il capostipite dei sovrani scozzesi.

Tre streghe, apparentemente sue complici in questo ambiziosissimo progetto, attraverso una serie di prove ridicole, falsi incantesimi e premonizioni non proprio ineccepibili, gli faranno capire quali sono le qualità che bisogna avere per poter guidare un regno ed essere un punto di riferimento per la propria comunità.

A colloquio con Gigi Palla

Nato a Roma il 15 luglio 1970, autore e regista, oltre che attore, Gigi Palla si dedica da venticinque anni al teatro per bambini e ragazzi. Attraverso le produzioni del Teatro Le Maschere, approdate fin dallo scorso anno anche al Teatro Ciak di via Cassia 692, l’artista capitolino non propone animazione ma autentico teatro professionale, credendo fermamente nel concetto espresso dallo psicologo ed educatore Jerome Bruner, secondo il quale “un bambino deve conoscere, avere dimestichezza con i miti, le storie, le fiabe popolari, i racconti tradizionali  della sua cultura (o delle sue culture). Sono quelli che strutturano e nutrono un’identità”.

Gigi, come nasce questo spettacolo?

È uno spettacolo che nasce su commissione, perché per la prima volta il Globe Theatre e la sua direzione artistica hanno deciso di aprire al pubblico degli spettatori più giovani con una produzione appositamente dedicata.

Ovviamente, considerato il luogo, il tema doveva essere shakespeariano. Avevo all’attivo alcune precedenti produzioni che avevano come fonte di ispirazione l’opera del Bardo, ma la sfida è stata pensare a qualcosa di totalmente nuovo e la scelta è ricaduta su Macbeth perché, a mio avviso, presentava alcuni elementi accattivanti per il genere come le streghe, i fantasmi, le formule magiche, sui quali poter impostare una drammaturgia ad hoc.

Quali elementi hai estrapolato dalla tragedia shakespeariana?

Parecchi! Innanzi tutto il protagonista, del quale si mostrano tutti gli aspetti caratterizzanti la sua personalità: l’ambizione, la vanità, ma anche la paura. Poi, ovviamente, le streghe, con i loro sortilegi, e un altro paio di personaggi dell’opera originale, come il fantasma di Banquo e il portiere che svolge la funzione del “foul”, del matto.

E, ancora, la foresta di Birman che si mette in marcia e rappresenterà un preciso segnale per il nostro Re in pectore.

E quali altri hai modificato?

Il personaggio fondamentale di Lady Macbeth è stato trasformato in quello di Lady Mamma, anche perché il nostro Macbeth è un bambinone a cui piace giocare a fare il Re.

Insomma, la trama dell’originale, che in un momento dello spettacolo verrà riassunta, ritorna in diversi punti, da una prospettiva però opportunamente rovesciata: non poteva essere altrimenti visto che questa è una delle tragedie del Bardo con il maggior numero di assassinii!

In cosa consiste “l’educazione civica” di Macbeth?

Sostanzialmente nell’apprendere quali sono le qualità che un Re deve avere per poter essere la guida per i propri sudditi: altruismo, senso della giustizia, rispetto ed accortezza, amore, coraggio, virtù e saggezza.

Credo che queste siano alcune delle qualità che qualificano anche il cittadino attivo, per la cui formazione, appunto, dal prossimo anno rientrerà in vigore, nelle programmazioni scolastiche, l’ora di educazione civica. E un pochino si è voluto alludere a questa apprezzabile novità o ritorno.

Tre motivi per andare al Globe Theatre?

In primo luogo perché lo spettacolo è divertente, poi perché il Globe è uno spazio magico e questa è una buona occasione per farlo conoscere agli spettatori più giovani, che magari faticherebbero di più ad assistere ad un “canonico” dramma di tre ore.

Infine, perché il teatro per l’infanzia e la gioventù ha un valore formativo altissimo e sarebbe bello se questo progetto dedicato ai ragazzi, come già avviene nel gemello londinese, potesse avere una continuazione e uno sviluppo.

Ma lo spettacolo piacerà anche agli adulti?

I bambini non vanno a teatro da soli e, oltre a non sottostimare mai la loro capacità di comprensione, evitando eccessive semplificazioni e banalizzazioni, mi sono posto, come ho sempre fatto, l’obiettivo di essere gradevole anche per i più grandi, cercando di essere il più possibile trasversale.

In questo caso ci aiuta molto l’allusione all’opera originale, sempre in chiave ironica, per cui anche gli spettatori adulti troveranno motivo di divertimento: ecco perché diciamo che lo spettacolo è adatto dai 6 agli 11 anni ed è destinato a tutti.

Appuntamenti e biglietti

Lo spettacolo sarà in scena per sei domeniche consecutive (25 agosto, 1, 8, 15, 22 e 29 settembre) e sempre con inizio alle ore 11. I biglietti possono essere acquistati al botteghino del Globe Theatre e su https://www.ticketone.it/ .

Giovanni Berti

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