Home TEMPO LIBERO Il parco di Vulci apre il sipario tra le rovine etrusche

Il parco di Vulci apre il sipario tra le rovine etrusche

parco Vulci

Anche quest’anno il Comune di Montalto di Castro e il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci puntano sulla professionalità della compagnia Teatro Studio di Grosseto per vivere il Parco in modo nuovo e suggestivo con la rassegna “Vulci…che spettacolo!“, tre spettacoli in programma nel mese di luglio, che hanno ottenuto il contributo della Regione Lazio.

Tre spettacoli in cui il fascino della natura e delle rovine del Parco fanno da cornice scenografica alle rappresentazioni creando un’immersione totalizzante nel filo del racconto.

Si parte domenica 7 luglio alle 18  con l’ “Iliade”, libero adattamento da Omero ed Euripide per la regia e drammaturgia di Mario Fraschetti e Daniela Marretti. Futuro, passato e presente si mescolano nella rete drammaturgica. Immagini, quadri viventi, in una messa in scena estremamente stilizzata, in cui la storia della guerra di Troiana si erge a dramma di tutte le guerre. Ritmi, vocalità e canto sono interamente affidati agli attori.

Domenica 14 luglio alle 18 andrà in scena La Pace, libero adattamento dalla commedia di Aristofane. Teatro Studio, attraverso una recitazione grottesca e caricaturale, riesce a cogliere la tensione satirica propria della Commedia Antica, per uno spettacolo dalla comicità irresistibile.

Domenica 28 luglio alle 18, Teatro Studio chiude con “Migrazioni. Storie di donne, uomini e destini”, liberamente tratto da “L’ultimo viaggio di Sindbad” di Erri De Luca e inserti da Agamennone di Eschilo, Le troiane e Medea di Euripide.

Mare, viaggi, rotte, arrivi e partenze. Racconti senza tempo, che presi in brevi attimi, risuonano al presente. La performance si sviluppa secondo uno schema non convenzionale e rinuncia alla struttura drammaturgica, servendosene soltanto sottotraccia. Un capitano di vascello che accoglie clandestini, il pubblico stesso, Clitemnestra Ecuba, Ionà, Medea. Polidoro, stranieri, respinti, profughi e reietti,  illacrimati , insepolti.

Lo spettatore viene accolto e guidato “nel tempo e nello spazio”, tra presente e passato, nell’eterno migrare dell’uomo, tra personaggi – donne uomini, fanciulli – e storie, storie di viaggi, di vite, di avventure.

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