Home CRONACA Stazione Vigna Clara,  presentati 4 nuovi ricorsi al TAR

Stazione Vigna Clara,  presentati 4 nuovi ricorsi al TAR

stazione-vigna-clara

Quattro nuovi ricorsi al Tar contro l’apertura della stazione Vigna Clara. Nuova doccia gelata sulle aspettative di migliaia di potenziali utenti. Gongolano i trenoscettici locali, brindano alcuni residenti di Vigna Clara.

Nuovo colpo di scena sulla lunga vicenda della riapertura della Stazione Vigna Clara con annessa attivazione della tratta Vigna Clara – Ostiense che a detta di molti tanto bene farebbe alla mobilità non solo del quadrante Nord ma dell’intera capitale.

Mentre Eugenio Patanè, presidente della commissione Trasporti della Regione Lazio, intervistato al TGR Lazio giovedì 6 giugno e ad insaputa degli sviluppi odierni affermava che la “Stazione Vigna Clara aprirà a novembre 2019”, mentre RFI e Regione Lazio stavano concludendo la nuova valutazione d’impatto ambientale e mentre RFI stava per dare il via dal prossimo 15 giugno alle prove tecniche mirate ad accertare l’eventuale presenza di vibrazioni sui fabbricati circostanti e quantificarne la portata (così come richiesto dal TAR nella sentenza di marzo 2018), ecco che la vicenda si complica nuovamente con la notizia di questi nuovi ricorsi che probabilmente faranno slittare ogni più ottimistica previsione di riapertura a breve della stazione.

A chiamare in causa il TAR pare siano stati alcuni dei precedenti ricorrenti che risiedono in una via di Vigna Clara sotto la quale passa la galleria che poi sfocia nella stazione. A rendere nota la presentazione dei ricorsi è il Corriere della Sera, nell’edizione romana di venerdì 7 giugno, al quale RFI ha dichiarato: “Se avremo una pronuncia entro l’estate forse si potrebbe aprire per la prossima primavera ma, al momento, queste sono solo supposizioni: purtroppo siamo tornati nella stagione dell’incertezza”.

A quanto si apprende, con i quattro nuovi ricorsi al Tar si contestano le modalità con le quali RFI avrebbe condotto le verifiche e si chiede di prendere parte attiva alle stesse. Però, come precisa al CorSera il direttore investimenti area Centro di RFI, “è giunta anche  la lettera del legale dei ricorrenti che ci nega l’accesso alle abitazioni nelle quali avremmo dovuto condurre le misurazioni. Quindi ora siamo obbligati ad attendere il responso del Tar”.

39 COMMENTI

  1. la solita storia, basta a chi è contrario al progresso! non si rendono conto che è già tutto pronto, non servono nuovi lavori e, una volta che la tratta avrà iniziato il normale esercizio, i loro immobili aumenteranno di valore.

  2. No, non posso crederci! Inaccettabile che un pugno di privati stia bloccando un’opera pubblica che stiamo aspettando da anni. Speriamo che la Regione questa volta si faccia sentire con più incisività e che possa essere chiesto un iter veloce, vista la situazione

  3. Comunque per un’informazione completa va detto che dall’inizio e ancora adesso la tratta non è destinata ai passeggeri. Forse bisognerebbe battersi anche per ottenere che invece delle merci viaggino le persone.

    • Gentile Rosanna, l’idea di usare l’anello nord come linea prevalentemente merci era di diversi decenni fa, e oramai questa idea è stata superata dalle mutate condizioni. Altrimenti RFI non penserebbe mai di attivare una linea che al momento, prima del completamento dell’anello, terminerebbe a Vigna Clara, dove sarebbe usata esclusivamente da passeggeri.

  4. Gentile Signora Rosanna Oliva De Conciliis, mi chiedo da quale libro delle favole ha tirato fuori questa novella, sperando che qualcuno non le abbia passato la velina.
    L’Anello Ferroviario e’ e sara’ sempre un collegamento urbano a servizio dei cittadini di Roma, anche se la cosa le puo’ dare fastidio.
    Buona Giornata
    Stefano Testi
    Comitato Un Anello per Roma

  5. Ma a che profondità si trova la galleria, sotto via Cesare Ferrero di Cambiano? E le sale operatorie? E queste “quando” sono state fatte? A quanto sembra RFI ha abbandonato (per le ragioni che ho esposto prima: mutate condizioni ed esigenze del servizio merci, onerosità delle opere richieste) la chiusura dell’anello. Quindi speriamo che l’iter, questa volta, sia veloce!

  6. Gentile Giancarlo, per chiudere l’anello ferroviario di Roma è prerequisito essenziale l’attivazione della linea Vigna Clara – Ostiense e il raddoppio della stessa. Il progetto di chiusura anello non è stato abbandonato, anzi a luglio 2018 è stato addirittura oggetto di un protocollo d’intesa con il Campidoglio che l’ha recepito in una delibera di giunta.
    Legga qui: http://www.vignaclarablog.it/?p=79655
    cordiali saluti
    La Redazione

  7. visto che si tratta di un’opera di pubblica utilità al pari di una metropolitana, possibile che non ci siano strumenti di legge per evitare questo continuo ricorso al Tar?

    i servizi per la mobilità sono una priorità, in questa zona siamo ostaggi del traffico e non ci sono alternative!

  8. La notizia dell’ennesimo ricorso al TAR contro l’apertura della tratta ferroviaria per Vigna Clara ci lascia interdetti. Arrivati a questo punto,constatato l’evidente ostracismo degli abitanti verso la ferrovia, chiediamo che RFI smantelli tutto ,addebitando tutti i costi ai residenti, che potranno così dormire sonni tranquilli cullati dalle vibrazioni continue, costanti e letali provocate dal traffico automobilistico intenso sulle strade del quartiere,respirando salutari boccate di PM10.
    Ancora una volta Il nimby di quattro gatti trionfa sui bisogni della collettività, ma non possiamo aspettarci altro da una cittadinanza votata e devota al dio automobile. Al posto della ferrovia,
    chiediamo che il sedime della stazione venga adibito a stoccaggio delle balle di rifiuti solidi urbani: solo questo meritano coloro i quali da anni,con scuse pretestuose,stanno impedendo la riapertura di un’opera strategica per la mobilità cittadina

  9. Chiedo scusa, pensavo di essere stato chiaro la stazione di Vigna Clara deve essere aperta; il binario è doppio da Valle Aurelia fino a Farneto ove è stato tolto il 2° per fare posto alla banchina. Diverso il discorso della chiusura dell’anello che oramai è obsoleto. E’ un discorso lungo; sono felice che sia entrato nel dibattito un personaggio del calibro di Oscar Cugini.

    • Sig. Venza, perché mai il discorso sulla chiusura dell’anello sarebbe obsoleto? Semmai sarebbe assolutamente ingiustificato attestare la linea in maniera definitiva a Vigna Clara. L’apertura di Vigna Clara deve essere solo un primo necessario passo. E non è che il discorso sia poi così lungo da fare: la chiusura dell’anello aumenterebbe notevolmente la flessibilità del nodo ferroviario di Roma anche e soprattutto in termini di instradamento di migliori servizi regionali e metropolitani. Spero che alla lunga questa banda di “nimby” che ragionano a colpi di ricorsi al TAR possa essere finalmente sconfitta!

  10. Secondo me la storia è stata mal gestita da subito, io da ragazzino aiutavo mio padre in diversi lavoretti quasi tutti in zona Cornelia attuale fermata Metro A. Ad aspettare la metro ho passato le medie, poi le superiori, infine sono stato chiamato alla leva all’epoca obbligatoria, quindi di questa metro ho visto veramente la prima pietra. Anche lì i vari residenti hanno fatto partire azione legali di ogni tipo, ma quasi sempre fesserie come nel caso della povera Vigna Clara ossia vibrazioni, rotture di soffitti di appartamenti, e come hanno risolto… semplice pagando, sono bastati pochi soldi per evitare rotture di marroni, ed era il 1990 dove non c’era crisi e il lavoro si trovava, pensiamo adesso con questa crisi la gente per 6.000/10.000 Euro venderebbe la propria madre.
    Ma allora dico io perché i famosi Manager di RFI non gli tirano i testa a ognuno di questi ricorrenti una valigetta con 10.000 spuzzolosi Euro come lo si era fatto per la zona di Cornelia?

  11. Farneticazioni cmq non può riaprire a servizio viaggiatori, è fuori norma. Sul resto…sono solo opposizioni pretestuose

    • Omar, secondo lei RFI non conoscerebbe le norme che definiscono se una una stazione sia atta al servizio viaggiatori o meno? E’ sicuro di quello che dice?
      O sono io che ho capito male?

  12. Gentili Signori,
    forse sarebbe meglio chiarire alcuni particolari tecnici:
    Primo: la linea non è vero che non sia a norma, dato che segue le normative Alta Velocità
    Secondo: il binario era unico nel 1990 posato sul dispari ma con deviazione per il marciapiede di Farneto.
    Terzo: la linea attualmente ha due binari da Valle Aurelia al Posto di Passaggio di Pineto al km. 1+600, da dove parte il singolo binario dispari fino a Vigna Clara.
    Farneto è solo un posto di esodo con il solo marciapiede di banchina, e non sarà mai stazione.
    Nel Pineto esistono il Posto di Passaggio di cui sopra ed il Posto di Esodo di Pineto al km. 1+700 che non sarà mai Stazione o fermata.
    Quarto: la popolazione è semplicemente violentata dai ricorrenti dato che aspettano il treno da trent’anni.
    In tutto questo constato con stupore la disinformazione e l’ostilità del Sig.Omar Cugini che io stimavo tecnico dei trasporti.
    Buona giornata
    Stefano Testi
    Fondatore e Vicepresidente del Comitato Un Anello per Roma
    Dirigente Movimento presso la BBT al Brennero
    Responsabile del Controllo Progetti del Nodo di Roma del Consorzio Ferrofir

    • Ostilità a cosa?Dicevo solo che non si può riaprire Olimpico – Farnesina, salvo allargare la galleria per fare un’altra banchina.

  13. Mi chiedo se RFI non possa a sua volta denunciare questi quattro cittadini, chiedendo i danni per tutti gli anni nei quali la ferrovia non è stata attivata…
    Mi chiedo se non possa fare la stessa cosa il comitato “Un anello per Roma” chiedendo i danni per tutti gli anni nei quali non abbiamo potuto usufruire del servizio…

  14. Per rimanere coerenti con tutti i commenti di stupore, sgomento e rabbia, e per convogliare i nostri pensieri, le nostre idee e le nostre reazioni in un’unica mobilitazione, vi chiedo di partecipare all’incontro che il Comitato Un Anello per Roma ha indetto per giovedì 13 Giugno alle ore 18.30 a Via Monterosi n. 76. Lì tutti insieme potremo decidere le azioni da intraprendere contro i ricorrenti, prima come cittadini e poi come futuri utenti di questa importante opera pubblica. Partecipate numerosi.
    Grazie.

    Cristina Tabarrini
    Presidente Comitato Un Anello per Roma

    • Purtroppo ho saputo troppo tardi dell’incontro. Per favore teneteci aggiornati (magari anche attraverso la chat dove alcuni di noi si sono iscritti)

  15. Volevo precisare che il mio intervento dell’8 giugno “Giusto ed esauriente! Bravo.” si riferisce al quello dell’Ing. Stefano Testi! Ovviamente non a quello di Omar Cugini…..!

  16. Ritorniamo tutti sul tema in questione, la Stazione è stata ideata, voluta e realizzata CONTRO la volontà dei residenti, ai quali fu detto che la zona era e sarebbe rimasta “Residenziale” cioè non popolare o industriale o commerciale o crocevia ecc., ecc., ovvero quiete pagata salata, costo degli immobili maggiore così come maggiore costo dalle tabelle comunali sulle aree o zone che distinguono gli immobili da categoria a categoria C1, C2 A1, A2 non so, ecc., ecc., IMU, ICI ecc., ecc., per capirci.
    Dunque l’entrata in funzione della stazione cambierà queste condizioni, si avranno richieste di rimborso delle tasse sulla casa pagate negli anni come C1, C2 A1, A2 non so, ecc., ecc.. la richiesta dovuta di cambio di area, da residenziale a ?????? ecc., ecc., sovrapposizioni e caos salvati dai ricorrenti che si oppongono ad un atto ideologico perentorio (la realizzazione della stazione) che viola palesemente i principi di libertà, democrazia e giustizia.

    • tsk..come se l’Italia FOSSE un paese oggi noto per le sue integerrime e intransigenti doti morali in merito alla Liberta alla Democazia e alla Giustizia. come è stato fatto un torto OGGI ai passeggeri con questa infinita telenovela fatta di PROMESSE irrealizzate nei confronti della Stazione e dell’Anello,nello stesso modo e con lo stesso atteggiamento fu fatto ai tempi un torto ai cittadini a cui fu promesso ,come da lei citato,una zona residenziale priva di altro se non di appartamenti e trqnuillità, e il leit motiv è LO STESSO dacchè questo paese si chiama Italia: Bugie, raggiri,e promesse non mantenute. chi ci va di mezzo ? ancora una volta TUTTI!

    • E da quando una stazione modifica le categorie catastali?Da quando la realizzazione di una stazione viola palesemente i principi di libertà, democrazia e giustizia?Ma che film è?Nel 1990 però andava bene?La stazione abbandonata andava bene?
      PS
      Credo che molti non abbiano compreso il tono provocatorio del comunicato stampa CeSMoT

    • Caro leosc, le hanno già risposto altri, ma visto che per lei l’apertura di una stazione “viola palesemente i principi di libertà, democrazia e giustizia”, la invito a controllare cosa prevede il PRG (Piano Regolatore Generale) di Roma là dove c’è la stazione di Vigna Clara. Basta scaricare questo PDF:

      http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/uo_urban/prg-pubblicaz-30122016/0011-Sistemi%20e%20Regole%20-%203.10.pdf

      e questo, dove, troverà il significato dei colori usati sulle mappe:

      http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/uo_urban/prg-pubblicaz-30122016/0001-Sistemi%20e%20Regole%20-%203.00.pdf

      Come vede, quel blu usato nel luogo dove è prevista la stazione indica chiaramente le “aree di rispetto per ferrovie nazionali, metropolitane e in concessione”. Quindi, come si dice dalle nostre parti, “ma de che stamo a parla’??”

    • @leosc Sono una residente, da anni. E da anni aspetto l’apertura della Stazione e il miglioramento dei trasporti pubblici per il collegamento del quartiere con il resto della città, dove si lavora, si studia, o dove si può avere esigenza di andare per qualunque ragione. Certamente l’aumento del traffico privato e il proliferare di suv in tripla fila non serve a qualificare una zona come “residenziale”. I ricorrenti stanno ostacolando un diritto costituionalmente garantito, il diritto alla mobilità (e aggiungo, alla mobilità sostenibile).

  17. Buongiorno, sarei curioso di sapere dai Signori leosc e Gabriele chi ed a quale titolo abbia fatto loro quelle promesse di cui parlano. Grazie

  18. Il Sig. Leosc si arroga il diritto di parlare a nome dei residenti, ma a che titolo?? A me risulta che moltissimi residenti in realtà aspettino questo collegamento da anni! Dove sta scritto poi che nelle zone residenziali non si possano fare infrastrutture per la mobilità? Ricordo poi che nei quartieri dove è stata portata la metropolitana i valori degli immobili sono aumentati.

  19. Concordo pienamente con Mauro, il problema è esattamente il contrario, senza soluzioni di mobilità alternative, i quartieri si svalutano (basta vedere la Cassia, ad esempio…)

  20. @Giorgia,
    ma quale negazione di diritti visto che anche lì si può scegliere per la mobilità di usare mezzi pubblici e privati a piacere e risparmio l’elenco.
    Molti, Lei compresa, sottovaluta quanto potrà essere ingombrante la Stazione in funzione, un continuo rumoroso andirivieni di convogli e di persone, apertura/chiusura porte e diffusione di annunci di servizio ” è in partenza direzione valle aurelia il treno……” ogni quarto d’ora che stravolge la nature delle cose, ingiusto anche per cittadini residenti “odiosi”.
    Dunque lo smantellamento di tutta la tratta compresa la stazione e nuovo progetto a completamento dell’anello (realmente indispensabile) tutto nelle mani della politica senza accanimento su un atto superficiale ingiusto ideologico per essere rispettosi, per essere maliziosi un errore madornale dei mondiali di calcio del 1990.

    • Io deduco che lei non ha mai preso un mezzo pubblico in tutta la sua vita… Consideri anche che tra qualche mese aprirà una nuova clinica in zona e ci sarà ulteriore traffico…

    • @leosc
      Mi faccia capire una cosa: lei è un residente della zona, quindi vive sicuramente a poche decine di metri da casa da quel fiume ininterrotto di automobili e altri veicoli (comprese le rumorosissime minicar) che scorrono h24 su Corso Francia e sulla Flaminia e Cassia nuove. Ebbene, a fronte dell’impatto devastante sulla qualità ambientale e urbana di questo fiume di traffico, il “vulnus”, secondo lei mortale, a quelle che lei definisce “caratteristiche residenziali” della zona sarebbe dato dal rumore delle porte dei treni e (ammesso che si sentano) dagli annunci dell’altoparlante della stazione?
      E per questo motivo si dovrebbe abbandonare un tracciato ferroviario quasi completamente realizzato, previsto da decenni e per il quale sono pure da decenni previste le relative destinazioni d’uso in sede di pianificazione urbanistica? Per farne uno nuovo? E, di grazia, pagato con quali soldi? I suoi e quelli dei ricorrenti al TAR? Secondo lei, chi è qua che fa ragionamenti “ideologici”? Chi giustamente vuole che l’investimento venga completato, o lei con le sue strane idee?
      Essere realisti e stare con i piedi per terra non è mai una cattiva idea, mi dia retta…

  21. @ Leosc: Ma perchè scusi il traffico di Corso Francia forse è meglio??? Cosa dovrebbero dire queli che vivono accanto alla tangenziale, nei pressi delle stazioni della metro, vicino a Termini o in prossimità di una linea tranviaria?? Vogliamo parlare poi degli schiamazzi continui che devono subire coloro che vivono nelle zone della “movida”? Chi vuole la pace assoluta può sempre trasferirsi in campagna. La “politica” cui fa riferimento lei è quella che ha lasciato che questa città si sviluppasse senza infrastrutture adeguate (e mi piacerebbe conoscere il suo elenco di alternative), condannando la cittadinanza a ore di spostamenti per recarsi al lavoro, allo studio o altro.

  22. @Mauro,
    Come dire questo account se non firmato in calce (come il commento di C. Tabarrini) è la voce di cittadini residenti che si ritrovano oggi nelle stesse posizioni politiche ma non è uno strumento di partito o di movimento politico offre commenti alle vicende nella visione condivisa da cittadini residenti che si ritrovano oggi dalla stessa parte politica, mentre invece quando il commento è firmato esprime un parere personale.
    Detto questo, si vuole contribuire alla formazione dell’indirizzo politico del nostro movimento cercando di mettere in ogni argomento sufficiente informazione per evitare di giungere a conclusioni affrettate.
    Il caso della Stazione Vigna Clara appunto è tutto politico, e dunque l’argomento “costi” passa obbligatoriamente in secondo piano, meglio si ripaga l’investimento fatto generando questo dibattito anche rovente, esercizio ed esempio di democrazia contro posizioni di tipo decisionista che stanno seducendo molti cittadini, Via della Conciliazione (ovvero ecc., ecc.,) deve restare un caso unico legato alla storia, 10, 100, 1000, stazioni Vigna Clara sono meglio di una seppur Magnifica Via della Conciliazione.
    leosc

    • Mi scusi ma qui la politica non c’entra nulla; siamo di fronte al blocco di un’infrastruttura pagata dai contribuenti per l’opposizione di pochi che antepongono i propri interessi a quelli della comunità mediante pretestuosi ricorsi al TAR. Questo secondo me è lobbismo e non politica, cosa di cui ho una concezione troppo elevata per chiamarla in causa in una vicenda simile.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome