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    La lunga marcia della pirandelliana Giuliana Salce

    le “centomila” vite di Giuliana Salce, la storia di una donna come tante più che di un'atleta straordinariamente vincente

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    È in libreria “Tacco e punta Giuliana, tacco e punta!”, dedicato alla campionessa di marcia Giuliana Salce, romana, oro a Parigi nel 1985 e 17 volte capace di abbassare il record del mondo.

    Scritto dal giornalista Massimiliano Morelli, (editore Etrom Mirror, costa dieci euro) il libro non rappresenta però le gesta sportive della Salce, oggi sessantatreenne; punta invece l’attenzione su bulimia e anoressia, su vicende familiari legate a uno zio che si trasforma in un orco, a un marito traditore, questioni di doping e quant’altro, scandagliando gli aspetti più reconditi d’una vita dalle mille sfaccettature.

    Più che la storia dell’atleta, l’autore racconta il dietro le quinte di una vita pirandelliana, stile “uno, nessuno e centomila”, portando alla luce fatti più o meno noti di una donna come tante, fra violenze subite da bambina, vessazioni patite nel corso del primo matrimonio, anoressia, bulimia e scampoli di doping che hanno coinvolto la “signora della marcia italiana” prima come vittima, poi come prima accusatrice.

    Vita e passione, delusione e rivincita, “Tacco e punta Giuliana, tacco e punta!” è lo spaccato dell’esistenza di una donna, diventata suo malgrado personaggio, nella quale si può rispecchiare ogni donna.

    È la conferma di una serie di denunce portate avanti per liberarsi di un peso, per uscire dalla ragnatela di una serie di drammi esistenziali, per offrire una via d’uscita a chi ha vissuto, o ancora oggi vive, momenti simili senza avere il coraggio di ammetterli neanche al proprio io.

    Ne parliamo con l’autore

    Qualche domanda a Massimiliano Morelli per saperne di più sul suo ultimo libro che, a nostro parere, andrebbe portato anche nelle scuole.

    Massimiliano, come nasce questo libro?

    Una biografia autorizzata esattamente come lo è “Tacco e punta Giuliana, tacco e punta!”, parte con tre prerogative. La prima è legata a un editore che ha voglia di investire, punto di partenza necessario per dare il “la” alle cose, perché senza rischio d’impresa dei privati, in Italia, si combina ben poco.

    In secondo luogo serve una persona (beninteso, non un personaggio, ma una persona) che abbia voglia di raccontarsi. Di ripercorrere la sua vita, certo non per ostentare chissà cosa, specie se si parla anche di miserie umane e non di frizzi e lazzi, ma per destare attenzione su determinati gangli della vita, magari con la speranza che nessuno debba vivere omologhe situazioni.

    Serve infine quel qualcuno capace di mettere nero su bianco pensieri e parole, dosando discrezione e leggerezza in un panorama comunicativo che a queste latitudini ormai s’impersona solo con lo scoop, e maledetta televisione che ci ha reso stupidi e volgari per questo.

    Due le prefazioni. Perchè?

    E’ vero, il libro ha una doppia prefazione. Le introduzioni sono affidate a Piergiorgio Benvenuti (ex presidente di Ama, oggi presidente di EcoItaliasolidale) e a Paolo Masini (ex assessore del Comune di Roma, oggi presidente di Mamma Roma e i suoi figli migliori), che conoscono bene la signora Salce per aver incrociato a più riprese i rispettivi destini.

    Ma ci sono anche immagini di vita personale…

    Sì, il libro riporta inoltre affreschi familiari (Cesare Presutti, Barnaba Salce e Francesca, il marito e i due figli) ed è suddiviso in capitoli, legati ai momenti topici della vita di Giuliana Salce.

    Così, scavalcata la parentesi sportiva, ecco la fase della violenza familiare, quella della bulimia, dell’anoressia, del doping. E l’oggi, incorniciato dalla pace interiore, dalla capacità di diventare forte nonostante un passato costellato da angherie, paure, fantasmi.

    Sappiamo che la storia di Giuliana Salce diventerà anche un film. Ce lo confermi?

    Sì, lo confermo. Sono stato già contattato da un produttore che intende fare del mio libro la sceneggiatura di un film. Una grande soddisfazione per Giuliana e per me, perchè questa storia merita di essere resa nota nel modo più ampio possibile affinchè quanto accaduto a lei, e a tante donne come lei, smetta di accadere.

    Edoardo Cafasso

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