Home CRONACA Stop all’impianto di compostaggio a Cesano-Osteria Nuova?

Stop all’impianto di compostaggio a Cesano-Osteria Nuova?

osteria nuova

Assemblee popolari per convincere i residenti che fare l’impianto di Compostaggio proprio lì in quell’area, a metà strada fra Cesano e Osteria Nuova, era la soluzione giusta; consigli municipali convocati ad hoc, consulenti messi in campo, una società di Milano pagata per gestire il processo di percorso partecipativo (il cui scontato obiettivo era però annunciato fin dall’inizio).

Notevole il dispiegamento di forze di AMA mentre la reazione popolare non era proprio quella sperata: migliaia le firme raccolte da una variegata platea di “Comitati per il NO” (Comitato “NO al compostatore”, Comitato di Quartiere “Insieme per Cesano”, Comitato di Quartiere “Osteria Nuova”, Consorzio “Poggio dei pini”, Associazione “Progetto comune”).

A distanza di quasi di due anni dalla prima ipotesi di lavoro (della vicenda si cominciò infatti a parlare a giugno 2017) il progetto AMA – sponsorizzato strenuamente dall’assessorato capitolino all’Ambiente – di realizzazione di un impianto di compostaggio in via della Stazione di Cesano pare arenarsi sulla spiaggia dei pareri negativi.

Lo scorso 9 maggio si è infatti tenuta l’ultima seduta della conferenza di servizi, organismo nel quale sono coinvolti e rappresentati tutti gli attori coinvolti nel processo decisionale. La seduta era finalizzata al rilascio dell’autorizzazione di valutazione di impatto ambientale, la cosiddetta VIA.

E, pubblicati gli esiti sul sito della Regione Lazio, si apprende che è proprio dagli ambienti del Comune che arrivano degli stop grossi come macigni, gli stessi ambienti che fino a pochi mesi fa erano i maggiori sponsor dell’operazione.

Tanto per cominciare, il Municipio XV  nega il suo parere positivo condizionandolo all’inserimento nel progetto di opere di mitigazione dell’impatto con interventi di miglioramento della sicurezza della viabilità (quali ad esempio, adeguamento delle sezioni stradali di via della Stazione di Cesano e via Braccianense e realizzazione di rotatorie agli incroci via di Baccanello, via della Stazione di Cesano, via Braccianense, via Santa Maria di Galeria).

Ma non solo, per dare il suo ok, il XV chiede anche siano inserite precise garanzie sul limite massimo del numero dei mezzi diretti giornalmente all’impianto di compostaggio e sul percorso che essi dovrebbero fare. E non è tutto, perchè il XV chiede che AMA si impegni a realizzare come interventi di compensazione ambientale la riqualificazione del Parco della Rotonda di Cesano, la realizzazione di una nuova area destinata a verde pubblico a Osteria Nuova, la realizzazione di una pista ciclabile tra Osteria Nuova e la Stazione ferroviaria di Cesano.

Anche il Dipartimento capitolino all’Urbanistica esprime parere negativo dicendo che il progetto potrà essere approvato solo dopo che sia stato modificato l’Accordo di Programma del 1997 consentendo l’inserimento di impianti di gestione rifiuti.
Per quanto riguarda la viabilità limitrofa all’area, anche qui parere negativo finché non verrà prodotto un progetto definitivo, in variante dell’attuale Piano Regolatore, da Sistema ambientale Agro Romano a Sistema delle Infrastrutture e degli impianti stradali.
E, stando al dipartimento, “quest’ultimo intervento è da sottoporre alla procedura espropriativa”, il che lascia immaginare tempi molto lunghi.

Da parte sua, il Dipartimento capitolino all’Ambiente non esprime parere positivo fintantoché AMA non soddisferà una lunga serie di richieste  e osservazioni in particolare sull’aria e sui rilevamenti olfattivi.

La ciliegina è a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali che, accertata da tempo la presenza nell’area di reperti archeologici, scrive: “esaminata la documentazione integrativa presentata, pur comprendendo la pubblica utilità dell’opera esprime per quanto di stretta competenza parere negativo”.

Un progetto nato male e cresciuto peggio del quale, allo stato dell’arte, non si vedono sbocchi in uno scenario in cui i vertici AMA cambiano ad ogni cambio di stagione, l’assessorato all’ambiente capitolino è acefalo da mesi mentre il Campidoglio, in sostituzione di quello andato a fuoco, ha assoluta necessità di costruire un nuovo TMB dove bruciare tutta l’indifferenziata prodotta dai romani.
Scenario nel quale, visti gli aut-aut posti, il progetto dell’impianto di compostaggio a Cesano pare proprio passare in second’ordine.

Soddisfatti ovviamente i comitati cittadini che per due anni si sono battuti contro il  progetto facendo leva su tutti quei punti critici che oggi sono stati messi nero su bianco a valle della conferenza dei servizi del 9 maggio.

“Alla luce di quanto emerso – scrive il Comitato di Quartiere di Cesano – è logico intuire che questa area per tutti i vincoli e problemi infrastrutturali che possiede non è l’area idonea alla costruzione di un impianto industriale e per renderla idonea occorreranno molti investimenti, forse troppi.
Allora da cittadini nonché contribuenti ci chiediamo perché non è stata fatta una scelta ponderata fra i siti più idonei, perché ci si è incaponiti su Cesano spendendo soldi pubblici (per una progettazione, per un percorso partecipativo) che alla resa dei conti ha dato ragione a noi, ha dato ragione alla logica, alla conoscenza del territorio” .

“Non sappiamo se questi pareri – conclude la nota del CdQ – potranno mettere definitivamente la parola fine alla costruzione di questo impianto, sappiamo però che continueremo a batterci affinchè il nostro territorio venga salvaguardato e rispettato e possa essere fornito di servizi utili ed essenziali dei quali, in questo momento, abbiamo urgente bisogno”.

1 commento

  1. In qualità di facilitatrici di Ascolto Attivo, società incaricata da Ama per la conduzione del percorso partecipativo relativi ai progetti degli impianti di compostaggio di Casal Selce e Osteria Nuova – Cesano, desideriamo fare delle precisazioni rispetto ai contenuti dell’articolo di Claudio Cafasso, del 13 maggio scorso, che intervenendo su questo tema cita Ascolto Attivo e il percorso da noi condotto.
    Nel suo articolo, Cafasso descrive come “scontati” gli obiettivi del percorso partecipativo e considera “mal spesi” i soldi pubblici usati per finanziarlo.
    Il percorso partecipativo ha dato frutti significativi: da una parte, è emersa la condivisione della necessità, non più rinviabile, di dotare la città di impianti che consentano la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti in maniera efficiente; dall’altra, l’opportunità del coinvolgimento dei cittadini, comitati e stakeholders tutti, sin dalle battute iniziali, per confrontarsi sugli aspetti connessi a questo tema (localizzazione degli impianti, tecnologie e standard internazionali, responsabilità degli abitanti, rapporti con gli operatori, creazione di strumenti e organismi per il controllo costante delle attività): ciò implica che tutte le parti coinvolte si assumano un ruolo di corresponsabilità nel processo decisionale. Sottovalutare questi esiti del percorso partecipativo sarebbe molto grave, in quanto preluderebbe alla ripetizione delle stesse dinamiche alle prossime occasioni, invece di partire in modo molto più efficace e costruttivo.
    L’intero percorso e i suoi esiti sono raccontati nel documento finale disponibile a questo link https://www.sfogliami.it/sfogliabili/178/642/AA_AMA_relazione_finale_SFOGLIABILE_2_pr331pbv.pdf
    Il documento finale è pubblico – è stato condiviso attraverso la newsletter ai partecipanti che lo hanno reso vivo, e a tutti gli attori, esperti, interlocutori coinvolti – e il 9 maggio è stato ufficialmente consegnato alla Responsabile del procedimento, ing. Flaminia Tosini, funzionaria della Regione Lazio.
    Per correttezza d’informazione, va sottolineato che quella tenutasi il 9 maggio scorso è stata la prima e non l’”ultima” seduta della Conferenza dei Servizi, tuttora in corso, e che pertanto allo stato non vi è alcun ’“esito” pubblicato sul sito della Regione, dove invece possono essere visionati i pareri consegnati dai singoli attori coinvolti istituzionalmente nella Conferenza dei Servizi, citati anche nell’intervento di Cafasso.
    Marianella Sclavi, Agnese Bertello, Stefania Lattuille – ASCOLTO ATTIVO SRL

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