Home ATTUALITÀ Roma nuovo tipo di “città pestilenziale”? Lo dice l’alfabeto…

Roma nuovo tipo di “città pestilenziale”? Lo dice l’alfabeto…

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Le città pestilenziali, dall’antichità fino all’inizio dell’800, furono quelle città che pur ospitando decine di migliaia di individui erano prive di acqua corrente e di un sistema fognario.

Il vero problema non erano i rifiuti, che allora neanche esistevano, ma la mancanza di igiene e i liquami che rimanevano in strada. Nelle città pestilenziali le malattie e le infezioni erano molto diffuse e le epidemie facevano strage di individui.

Oggi le città pestilenziali non esistono più (tranne in alcuni casi molto ari) perché l’acqua potabile e le fogne raggiungono in una città tutte le abitazioni; le condizioni igieniche sono buone e i vaccini hanno fatto il resto.

Eppure le città moderne, città come Roma, non sono certo un modello di ordine e pulizia e il problema dei rifiuti urbani (oggi il vero grande problema) si fa pesantemente sentire. Ma allora assistiamo oggi alla nascita di un nuovo tipo di “città pestilenziale” dove disordine, sciatteria, assenza di cura e manutenzione  sono la caratteristiche principali? Sembrerebbe proprio di si.

Abbiamo voluto fare un elenco delle criticità che caratterizzano l’ipotetica  “città pestilenziale” di oggi ricorrendo alle lettere dell’alfabeto.

A come Asfalto danneggiato, spaccato e sbriciolato e A come Alberi malati, secchi prossimi a schiantarsi al suolo e ancora A come Adesivi appiccicati su muri, sportelli, pali della luce, segnaletica stradale…

B come Bottiglie di vino, liquori e birra abbandonate in ogni luogo, specie nelle piazze della movida e nei parchi e ancora B come Baracche  presenti negli insediamenti abusivi, nelle aree verdi, sotto ponti e cavalcavia..

C come Caditoie otturate dalla sporcizia e C come cassonetti danneggiati e che tracimano rifiuti

D come Danni: il vandalismo fa danni nei parchi, nelle aree gioco, nelle aree attrezzate ma D anche come Discariche abusive

E come Erbacce, sono dovunque: sui marciapiedi, lungo gli edifici, nelle crepe dell’asfalto, tra i guardrail e a volte raggiungono dimensioni incredibili…

F come Fontane con le acque sudicie, stagnanti e piene di rifiuti e F come foglie secche nelle strade, le stesse foglie che ostruiscono i tombini e provocano allagamenti di strade e cantine…

G come Graffiti, uno dei fenomeni più degradanti e dannosi da un punto di vista economico nelle nostre città che qualcuno ancora si ostina a definire come “street art”…

H come Homeless, i senzatetto, quelle migliaia di individui che vivono nei parchi, giardini o nei sottovia e che ai semafori chiedono l’elemosina..

I come Illuminazione, assente, insufficiente, inefficiente…

L come  Liquami presenti insieme ai detersivi nei nostri fossi e ai margini degli insediamenti abusivi privi di servizi igienici…

M come Marciapiedi rotti, spaccati, spezzati, frantumati soprattutto dalle ruote delle auto che vi parcheggiano sopra ma M anche come mancato ritiro dei rifiuti per giorni e giorni…

N come “Nasoni” le storiche fontanelle in ghisa quasi sempre danneggiate, sporche, con i rubinetti che perdono acqua in continuazione…

O come Off-limits ovvero tutte quelle aree che per varie ragioni (cedimento asfalto, apertura di una voragine, pericolo di caduta di alberi, perdite d’acqua) non sono accessibili e che vengono di norma segnalate con nastri bianco-rosso o con rete di colore arancione che poi rimane sul posto per mesi o per anni…

P come parcheggi caotici e insufficienti, P come Pini che cadono perché non curati e P come Parchi abbandonati, trascurati, sporchi con le strutture e la segnaletica danneggiata…

R come Rifiuti ingombranti quelli che anziché essere portati alle Isole Ecologiche vengono abbandonati in strada, sui prati o vicino ai cassonetti: materassi, frigoriferi, lavatrici, mobili, calcinacci, detriti…

S come strisce pedonali non segnalate o quasi sempre del tutto cancellate e S come Segnaletica stradale sporca, danneggiata, arrugginita, illeggibile…

T come Topi che insieme a cornacchie e gabbiani  si abbuffano dei rifiuti lasciati in strada…

U come Urbanizzazione sregolata che è all’origine del consumo sfrenato di territorio con tutte le gravissime conseguenze che questo fenomeno crea a cominciare dal dissesto idrogeologico…

V come Voragini che sono presenti su quasi tutta la rete stradale e che provocano migliaia di incidenti a volte anche molto gravi…

Z come Zanzare, soprattutto quella “tigre”, sempre più aggressive e sempre più diffuse a causa del degrado e dei tanti copertoni abbandonati dove le larve trovano un habitat ideale.

Una serie lunga di criticità che penalizzano in modo determinante la bellezza di una città unica al mondo e che ne fanno un nuovo e diverso tipo di città pestilenziale: sporca, sciatta e trascurata dove la pandemia è l’assuefazione dei cittadini  ad uno stato di cose  giudicato più o meno irrecuperabile.

Le vere “città pestilenziali” sparirono dalla faccia della terra quando si ebbe l’intuizione (ma gli antichi romani già ce la avevano avuta secoli prima) che solo le fogne e l’acqua corrente avrebbero potuto sconfiggere sporcizia e malattie.

Chissà quanto tempo ancora dovremo aspettare prima che ai romani la loro città degradata da anni venga restituita pulita, ordinata, curata e soprattutto bella.

Francesco Gargaglia

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7 COMMENTI

  1. <Sono d'accordo con l'alfabeto della Grande Bruttezza, però aggiungerei anche alla Z un "come zozzoni che scrivono sui muri, seminano bottiglie e lattine ovunque dopo essersele scolate, scaricano gli ingombranti cartoni dell'e.commerce senza disturbarsi a piegarli, nonchè materassi, reti, mobili , espositori di farmacia accanto ai cassonetti senza disturbarsi a chiamare l'AMA dell'apposito servizio "rifiuti imgombranti", (servizio che esiste ed è anche abbastanza sollecito come ho potuto costatare) …..".
    Ognuno è giusto che faccia la sua parte! O no?

  2. Non confonda i graffiti teppistici con la street art, che è un fenomeno di abbellimento della città e di dignità per le periferie: si faccia un giro a Tor Marancia, ad Ostiense o a Tor Pignattara

  3. Complimenti per l’esauriente articolo che fotografa in maniera realistica la drammatica situazione della nostra splendida città. Alle puntuali osservazioni dell’articolo aggiungo che anche la situazione del Tevere è indecente per scarichi di calcinacci frigoriferi e schifezze varie scaricate abusivamente sulle sponde specie alla confluenza con l’Aniene ( sono canottiere e mi godo la visione dal fiume! ). E pensare che era stata stanziata una cifra per il risanamento del fiume da Castel Giubileo fino a centro città. Che fine ha fatto quel progetto?
    Cordiali saluti
    Marco Marocco

  4. Ok! Ok. Ma cosa si può fare per cambiare la situazione? Da dove cominciare? Ci si potrebbe riuscire? Chi può rispondere a queste domande?

  5. Cominciamo noi abitanti a comportarci meglio con lo scarico dei rifiuti ingombranti e non , magari cercando cassonetti meno pieni di quelli sotto casa …. ! E quando parlo di scritte sui muri non mi riferisco certo alla street art, bensi ad altro…..

  6. @Antonella Buono,
    giusto cominciamo noi a comportarci meglio, ma non parlerei della città come se ci abitassero altri al posto nostro, la città siamo noi e noi oggi a quanto pare siamo proprio così come la città.
    Di aiuto meglio, indispensabile più volte detto è avvicinarsi alla politica che ha il compito di tradurre le volontà in cose concrete, Gentile Antonella Buono (non risponda) Lei in che partito o movimento politico si riconosce?

  7. Non sapendo più a chi scaricare le colpe ora è il turno dei cittadini che devono comportarsi meglio.
    Ma si può pensare di governare 3 anni senza affrontare e risolvere nessun problema ma affidandoci a proclami su facebook per raccogliere consensi?
    Invece di giocare a fare i politici potevate fare gli influencer che forse vi veniva meglio.

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