Home TEMPO LIBERO Mæternità, l’amore materno nell’Italia antica a Villa Giulia

Mæternità, l’amore materno nell’Italia antica a Villa Giulia

locandina-MÆTERNITÀ

Inaugurata il 23 marzo ed incentrata su tematiche riguardanti la maternità e l’allattamento nel mondo antico, la mostra  MÆTERNITÀ, maternità e allattamento nell’Italia antica, che si tiene nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, sta registrando già un buon numero di visitatori attratti dalla particolarità dell’esposizione.

In mostra non si trovano infatti “oggetti da museo” ma “piccoli” votivi, riflessi e testimonianze degli aspetti della vita quotidiana per i quali furono creati. Diversi reperti hanno lasciato per la prima volta i depositi del Museo e sono stati restaurati per l’occasione; non sono stati scelti “capolavori” ma opere in grado di illustrare la narrazione e stimolare la riflessione. Tracce visibili delle credenze, delle speranze e, in definitiva, del vissuto di coloro che le hanno lasciate.

Scopo della mostra è indagare le tematiche riguardanti la maternità nel mondo etrusco e romano. La maternità viene analizzata da un nuovo punto di vista: il focus non è esclusivamente sulla madre e sul bambino, ma si allarga a tutte le figure che possono avere assistito, o talvolta forse anche ostacolato, la madre nel periodo che va dal concepimento al raggiungimento dell’età adulta del figlio.

Numerose le figure femminili che gravitavano intorno alla madre e al bambino con ruoli molto più attivi rispetto a oggi. Senza dimenticare il padre che, assieme al pedagogo (maestro), era probabilmente più presente nella vita dei piccoli rispetto a quello che si è soliti a pensare.

Le fonti scritte purtroppo ci hanno lasciato poche informazioni e per giunta indirette, solitamente mediate da autori maschi che scrivevano per i ceti sociali più elevati o vi appartenevano. Oltre a ciò, è raro trovare informazioni riguardanti donne e bambini nel loro vissuto quotidiano nelle opere giunte fino a noi, che trattano quasi esclusivamente i generi letterari “nobili”, come poesia, oratoria, storia.

Un grande aiuto può venirci dall’archeologia. Statuette votive di donne con bambini sono presenti in tutto il Mediterraneo antico. Vengono comunemente chiamate kourotrophoi.
Nell’Etruria meridionale e nel Lazio sono numerose e proprio in queste aree compare una tipologia di statuetta non attestata altrove: quella della coppia con un bambino. La coppia può essere formata sia da due donne che da un uomo e da una donna.

Opportunamente contestualizzate all’interno di ciò che sappiamo o possiamo ricostruire sulla famiglia etrusca e romana, queste statuette sembrano raccontarci una diversa “microstoria”.

A lungo gli studiosi hanno pensato che il bambino nella società antica non fosse considerato importante, ma dalla lettura che qui viene proposta emergono le preoccupazioni, le cure e le attenzioni di cui il bambino era costantemente oggetto.

La mostra, curata da Giulia Pedrucci con Vittoria Lecce, con l’adesione del Comitato provinciale UNICEF di Roma, prosegue fino al 2 giugno ed è compresa nel costo del biglietto di ingresso al Museo.

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
piazzale di Villa Giulia 9
Apertura: martedì – domenica orario 9/20 (chiusura biglietteria alle 19, chiusura sale alle 19.30)

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