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Novità in vista per la stazione Vigna Clara

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Emessa il 22 febbraio 2018 e pubblicata il 28 marzo dello stesso anno, a distanza di dodici mesi dalla sentenza del TAR Lazio, che accogliendo il ricorso di un condominio e di una casa di cura in via Cesare Ferrero da Cambiano ha di fatto stoppato la riapertura della stazione Vigna Clara e la messa in esercizio della tratta Vigna Clara-Ostiense, sembra che una cortina sia calata sulla vicenda.

Nel corso dell’anno si era poi saputo che RFI, insieme a Trenitalia ed alla Regione Lazio, stava lavorando per ottemperare alle prescrizioni del TAR.

Proprio per saperne di più e per conoscere quali azioni erano in corso l’Associazione Fleming Vigna Clara per la mobilità, il Comitato Un anello per Romail Movimento Difesa del Cittadino Lazio, i lavoratori TIM SpA della sede di via Oriolo Romano, l’Hotel Colony e il Comitato Ambiente e Legalità Ponte Milvio, a fine luglio avevano inviato una lettera a RFI, al Presidente della Regione Lazio, al Sindaco di Roma, al Presidente del Municipio XV e, infine, agli assessori ai Lavori Pubblici della Regione e del XV ponendo una serie di interessanti quesiti (per leggerla è sufficiente cliccare qui) rimasta però senza risposta.

Quasi contemporaneamente veniva resa nota dal Campidoglio la delibera n.134 della Giunta Capitolina nella quale si dava il via libera alla sottoscrizione di un “Verbale d’Intesa tra Roma Capitale, RFI Spa e FS Sistemi urbani s.r.l. per la definizione e sottoscrizione degli interventi da realizzare all’interno del Nodo ferroviario di Roma finalizzati al potenziamento del sistema ferroviario metropolitano e regionale…” che fra diverse iniziative prevede anche il raddoppio della linea Vigna Clara – Valle Aurelia e lo sblocco dei lavori per la chiusura dell’anello ferroviario congiungendo la stazione Vigna Clara con quella di Nomentana passando per la stazione Tor di Quinto e scavalcando il Tevere: 15 km di tratta.

Un progetto per il quale servono 547 milioni: questa è la cifra stimata da RFI e ad aprire i cordoni della borsa dovrebbe essere il Governo del quale però, ad oggi, non s’è registrato pubblicamente alcun cenno d’interesse.

Le ultime notizie sull’attivazione della linea risalgono a settembre 2018 quando ad un incontro pubblico organizzato dal Comitato “Un anello per Roma” partecipò il presidente del Municipio XV Stefano Simonelli riferendo quanto appreso in una riunione con RFI.

Nessun ricorso al Consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR ma volontà di ottemperare a tutte le prescrizioni: limite di velocità di 55 km/h, peso dei treni non superiore alle 320 tonnellate e rispetto delle specifiche ambientali richieste. No a una nuova Valutazione di Impatto Ambientale ma sì a una campagna di prove per soddisfare le specifiche di una VIA e per ottenere una certificazione da parte della Regione in linea con le richieste del TAR.

Nel mese di settembre sarebbero cominciate le prove di rumori e vibrazioni in galleria e si stimava di avere risultati non solo strumentali e scientifici, ma anche procedurali e formali entro la fine del 2018. Questa in  sintesi la strategia di RFI.

Novità in vista

Mentre RFI tace, nonostante che anche dalla nostra redazione siano state inviate all’Ufficio Stampa richieste di aggiornamento, e mentre di uno sviluppo del Verbale d’Intesa con Campidoglio non si trova nuova traccia anche in virtù del silenzio da parte di Palazzo Chigi su possibili finanziamenti della chiusura dell’anello ferroviario, pare ci siano novità in vista.

Novità che arriveranno dal Comitato “Un Anello per Roma” che dichiara in una nota di “non essersi fermato e di aver sempre tallonato RFI e la Regione Lazio per ottenere l’apertura della linea da Ostiense a Vigna Clara”.

Proprio per rendere noti gli ultimi sviluppi il Comitato ha indetto una manifestazione che si terrà sabato 13 aprile, alle 11, in piazza Diodati, accanto alla stazione Vigna Clara, ed alla quale invita tutti i cittadini di Roma Nord interessati.

5 COMMENTI

  1. L’incredibile storia della stazione di vigna Clara è l’esempio lampante della mancanza di sensibilità nei confronti dei cittadini che vivono quotidianamente il disagio di vivere nella capitale. Ma come è possibile che una città come Roma che affoga nel traffico e nella incuria di un sistema di trasporto pubblico ridicolo, avendo a disposizione una linea ultimata e pronta a partire venga fermata da un intoppo burocratico. E ancora peggio, questo mentre l’ amministrazione farnetica e promette progetti che non verranno mai realizzati. Mobilitarsi perché venga aperta vigna Clara e ultimare il famoso anello ferroviario, non è solo giusto, ma doveroso.

  2. E’ una vergogna, sono stati spesi denari pubblici per la ristrutturazione e l’apertura doveva avvenire gia’ nel 2016 e siamo gia a meta’ 2019 e ancora nulla. E la zona Fleming/ Vigna Clara e’ una delle peggiori servita dai mezzi pubblici

  3. Vergogna:come mai RFI,non si é peritata di controllare l’essere in atto di pretestuosi ricorsi inoltrati da un cittadino ed una Casa di Cura privata,ed ha nato nuovamente corso ad integrali lavori di riattamento della Stazione,pagati da noi Cittadini.Si dice che le sale operatorie della Clinica privata ,la cui presenza interrata é ostativa alla utilizzazione della ferrovia,siano (oltre che essere state realizzate
    molto dopo il tunnel ferroviario già presente),siano state realizzate abusivamente.IL Comitato presenterà quanto prima una domanda di accesso agli atti presso il MunicipioXV al fine di conoscere la liceità di tale intervento edilizio della Casa di Cura,ed in caso di abusivismo edilizio,la Corte dei Conti interverrà sanzionandola per interruzione di pubblico servizio,mancato introito per una struttura pubblica ed interruzione di pubblico servizio.Caso contrario si presenteranno denunce per omissioni di atto di ufficio.Lo stesso dicasi per il cittadino privato che ha avanzato il ricorso.
    Cmq il Cittadino e la Clinica,se ne facciano una ragione:la stazione sarà aperta.

  4. Concordo sul fatto che bisogna completare un’opera iniziata con i soldi di tutti noi e soprattutto necessaria per il Fleming che, più di Vigna Clara, è penalizzato dalla presenza di una sola linea di bus: il 32 con tutti i difetti che già ho espresso in questa sede. Viceversa Vigna Clara dispone almeno di 5 linee quattro delle quali hanno capolinea a piazza Mancini, mentre una arriva addirittura a Piazza Augusto Imperatore passando per Prati: il 301. Detto questo vorrei parlare del famoso “Anello Ferroviario” E’ un progetto che risale al periodo fra la 1a e la 2a guerra mondiale! Era previsto che servisse per il passaggio dei treni merci, durante il giorno, senza impegnare altre stazioni. Ora i merci passano quasi tutti di notte, quando non ci sono i treni pendolari. Inoltre le nuove opere da realizzare sono: il ponte sulla Flaminia-Via Dei Due Ponti, già esistente ma demolito per i mondiali 1990; l’incrocio, a Tor di Quinto, con la Roma Nord linea ferroviaria gestita da ATAC e non da RFI; il ponte sull’Aniene; il ponte sul Tevere ed il sovrappasso della Salaria. Per questo, ma soprattutto che non esistono più i motivi iniziali, sembra che RFI voglia terminare la linea alla Stazione Vigna Clara.

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