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Cassia: al Teatro Ciak Marco Marzocca è Ariel

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In scena fino a domenica 7 aprile al Teatro Ciak (via Cassia, 692), “Ciak Signo’” regala novanta minuti di leggerezza e divertimento, proponendo al pubblico gli esilaranti dialoghi del domestico Ariel con il suo datore di lavoro.

Scritto e interpretato da Marco Marzocca e Stefano Sarcinelli, dotato di una scenografia minima ed essenziale e sorretto da un ritmo costante, lo spettacolo è semplice e godibile, è un two-men show fatto di continui botta e risposta e infiniti fraintendimenti linguistici.

Questo atto unico, in cui l’attualità e il dibattito politico non entrano mai, viaggia su coordinate proprie, serene e piacevolmente surreali, attinge alla fonte e alla tradizione della commedia degli equivoci, porta in scena il consolidato paradigma del comico e della spalla.

Il valore aggiunto è la personalità di Ariel, il domestico che sa la (sua) verità e sorridendo la dice sempre, l’uomo dal cuore puro e dal pensiero privo di sovrastrutture per cui la finzione è impraticabile o una pratica dagli esiti disastrosamente esilaranti.

Senza che faccia mai la morale e sempre con l’atteggiamento di chi il proprio “Signo’” lo vuole compiacere, Ariel è un po’ Pulcinella, ha un pizzico di Arlecchino, possiede qualcosa di Forrest Gump e, alla fine, con il suo carattere ingenuo e limpido, mette in risalto le magagne e le ipocrisie del suo datore di lavoro.

Tutto accade con levità, senza un’ombra di volgarità e senza eccessivi crescendo nel ritmo; tutto si snoda lungo un sentiero già tracciato in precedenza, prendendo a pretesto Shakespeare, utilizzando il canovaccio del “Teatro” – quello con la “T” maiuscola – e senza che si abbia mai la sgradevole sensazione di sorbirsi una lezione.

Affiatata e rodata da tante esibizioni, la coppia Sarcinelli-Marzocca funziona senza intoppi, si trova continuamente, dialoga con i tempi e i contrasti giusti, proponendo un piatto semplice e gustoso, una gradevole misticanza fra le ambizioni pompose del primo e la candida ingenuità del secondo. Un’ora e mezzo di intrattenimento contro il logorio e il livore della vita moderna: serve.

Giovanni Berti

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1 commento

  1. Io veramente trovo il personaggio di ‘Ariel’ interpretato e ideato da Marco Marzocco ‘Ariel’ offensivo e vergognoso. Uno dei stereotipi di poco gusto creato da un comico italiano. Non ha mai fatto ridere.
    E come se a New York mettono in scena un personaggio siculo estremamente “mafioso” nei suoi comportamenti.
    Chissa’ come si sentiranno i numerosi residenti italo-fillipini residente sulla Cassia e Roma nord.

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