Home ATTUALITÀ 79 storie su Pompei raccontate da Lara Anniboletti, archeologa

79 storie su Pompei raccontate da Lara Anniboletti, archeologa

Settantanove storie emblematiche per rapportarsi in modo intelligente e desueto con il passato

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immagine di repertorio

In “79 storie su Pompei che non vi hanno ancora raccontato” (pp. 127, L’Erma di Bretschneider, € 35,00) Lara Anniboletti, archeologa, ricercatrice, componente della Segreteria tecnica del “Grande progetto Pompei” e attualmente funzionaria alla promozione e comunicazione della Galleria nazionale dell’Umbria, ci immette, con passione, competenza e un pizzico di fantasia, nella quotidianità della città distrutta, com’è noto, da una terribile eruzione del Vesuvio il 24 agosto del 79 d.C.

Per scrivere un testo come questo, insieme di narrativa e indagine storica, non bisogna soltanto avere compiuto studi approfonditi e possedere una conoscenza appropriata ma anche e soprattutto essere mossi da grande amore per i luoghi descritti.

Spicca, tra l’altro, la capacità con cui vengono finemente caratterizzati i personaggi che, uno dietro l’altro, appaiono come comparse in una commedia trasformatasi, di punto in bianco, in tragedia (sotto una coltre di 7 metri, soffocato dall’esalazione di gas venefici o colpito dal disastroso crollo degli edifici scomparve oltre il 15% di una popolazione di diecimila abitanti).

E così, guidati dall’autrice, visitiamo mercati, concerie, anfiteatri dove, in spettacoli cruenti, si fronteggiano gladiatori con un tifo sugli spalti che non ha nulla da invidiare all’odierno per il calcio (con gravissimi episodi di violenza come quello, scoppiato nel 69 d. C., tra Pompeiani e Nucerini), forni, banche (si pensi all’attività di Lucio Cecilio Giocondo), 79storie-Lara-Annibolettiteatri dove vengono fustigati e sbeffeggiati i vizi dei politici del tempo, trattorie, postriboli e lupanari per tutti i ceti, terme, esercizi commerciali dediti alla produzione e alla vendita di essenze e di “garum” (condimento speziato, allora molto in voga, ricavato dalla fermentazione delle interiora di diverse varietà di pesce), ambulatori medici, gioiellerie, botteghe di calzature (come quella di M. Nonio Campano), boutique per altolocati, aziende vinicole, officine di stoffe, oggetti in feltro e tessuti, templi (quello di Iside, riportato alla luce dagli scavi del 1764, attesta la pratica di culti di derivazione egizia), larari domestici, scuole (sono ricordate quelle del pedagogo C. Giulio Eleno, del “ludimagister” Sema, di Potito, del giureconsulto Cassio Saturnino).

È tutto un susseguirsi e intrecciarsi di aromi e di voci, un vivido caleidoscopio d’umanità. Passeggiando tra vie affollate, piazze, quartieri, si transita per case private, si costeggiano lussuose ville e proprietà, come quella dell’ambiziosa e spregiudicata Poppea Sabina, seconda moglie di Nerone, e ci s’imbatte in consuetudini non poi tanto dissimili dalle nostre.

Lo spaccato tratteggiato dalla Anniboletti non  tralascia neanche le scritte murali, testimonianti il livello delle compagne elettorali del tempo, e le cronache di episodi più o meno piccanti.

Settantanove storie emblematiche per rapportarsi in modo intelligente e desueto con il passato suscitando interesse anche in chi è estraneo alle frequentazioni archivistiche.
(di Francesco Pulia, notedarteumbria.beniculturali.it)

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