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Alessio Sakara all’IC Via Baccano: no al bullismo e cyberbullismo

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Continua l’impegno dell’IC Via Baccano di Labaro e dei docenti contro il bullismo e il cyberbullismo, inquietanti fenomeni del nostro tempo a danni di giovani, spesso giovanissimi, indifesi di fronte a chi cerca di isolarli, di attaccarli, di denigrarli per il solo gusto di farlo.

Un fenomeno violento che può portare anche alle più drammatiche conseguenze come nel caso della quattordicenne Carolina Picchio che il 5 gennaio 2013 si tolse la vita come gesto estremo di ribellione agli atti di cyberbullismo a cui era sottoposta. In una lettera lasciata al padre scrisse:” le parole fanno più male delle botte. Ciò che è accaduto a me non deve più succedere a nessuno”.

All’IC via Baccano non è la prima volta che i ragazzi vengono messi a confronto con questo tema. Già pochi mesi fa, il 23 ottobre 2018, in un’aula magna gremita, genitori, insegnanti e numerosissimi alunni ascoltarono dalla voce della senatrice Elena Ferrara, prima firmataria della proposta, il percorso fatto per arrivare all’emissione della legge 71/2017 che risulta oggi essere il più importante strumento normativo specifico in tutta Europa.

E all’IC via Baccano, mercoledì 6 febbraio, se n’è parlato nuovamente in occasione della quarta giornata Internazionale contro il bullismo e cyberbullismo. E a farlo è stato Alessio Sakara38 anni, cintura nera di jiu jitsu brasiliano,  artista marziale misto della divisione dei pesi mediomassimisi, pugile professionista con otto vittorie e solo una sconfitta, conduttore televisivo nonchè attore.

La palestra era gremita di ragazzi che lo aspettavano e lui non si è fatto attendere, è stato preciso come un orologio svizzero.
Dal vivo è ancora più alto, possente, ricoperto di tatuaggi. Ma non ci vuole molto per mettere a loro agio gli alunni, bastano le prime parole di Alessio scandite con la sua voce calma. Li guarda negli occhi e dice: “Sono nato anch’io in una periferia, dobbiamo sgomitare più di altri, ma se avrete un obiettivo vero e una volontà forte sarete primi.”

Il ghiaccio è rotto, e Alessio va avanti a ruota libera raccontando che lo sport per lui è vita, i valori che questo trasmette sono universali e senza tempo. Parla spontaneamente della sua esperienza familiare, dell’abbandono da parte del padre ma soprattutto dell’incontro con il suo pigmalione, Silvano, che gli ha insegnato  la dedizione assoluta alla disciplina, punto di partenza e di arrivo di ogni nostra azione.

Incalzato dalle domande, Alessio dà il suo punto di vista sulla sconfitta, la riconosce come “punto di ripartenza” e aggiunge che “perdere con dignità non è aver perso del tutto perché ci rimette in discussione con noi stessi e quindi in gioco con gli altri“.
E’ essere ignavi e indolenti che nella vita non porta a nulla; anzi bisogna fare tante cose e tutte insieme, perché le energie che sprigioniamo sono infinite e infinite le sue risorse.

E poi i suggerimenti, come quello di alzarsi presto la mattina e a dedicarsi completamente fin da piccoli ad una passione. E le raccomandazioni, fra le quali la più importante è “difendere non solo se stessi ma anche gli altri nel momento del bisogno; essere ad esempio spettatori di un episodio di bullismo e non fare nulla è uguale ad essere colpevoli di quello stesso atto. Ma soprattutto che con la violenza e la prepotenza non si arriva da nessuna parte. L’Uomo è altro da questo“.

Gaia Azzali

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