Home TOMBA DI NERONE Cassia, lavori in corso a Villa Paladini: sarà mai pubblica?

Cassia, lavori in corso a Villa Paladini: sarà mai pubblica?

villa paladini

Da tempo le motoseghe sono al lavoro insieme al braccio meccanico che raccoglie i rami abbattuti; ce lo confermano anche gli operai: si sta mettendo in sicurezza il parco di Villa Paladini a Tomba di Nerone.

Se qualcuno a questa notizia ha creduto che i lavori di sistemazione del verde siano la premessa di un futuro utilizzo pubblico della villa dovrà ricredersi. Scomparso l’avviso di vendita della villa di proprietà della Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (FIRC), caduto nel vuoto l’appello del 2015 dell’Associazione Lucchina-Ottavia, comparsi un paio di cartelli che indicano la “proprietà privata”,  ben poche speranze rimangono sul futuro di Villa Paladini-Casartelli.

Tenuta nell’oblio dopo il lascito della vedova dell’ingegnere, Maria Luigia Casartelli, a favore dell’ente no-profit, la villa si appresta quasi sicuramente a seguire le orme di Villa Manzoni.

Non avendo trovato indicazioni all’esterno del parco sulla tipologia dei lavori, una breve ricerca sul sito web dell’Ente Roma Natura ci rivela l’istanza per il rilascio del nulla osta a lavori di “risanamento conservativo e manutenzione straordinaria” nel giardino di pertinenza di Villa Paladini.

villa paladiniIl nulla osta è stato rilasciato da Roma Natura il 19 settembre 2017 al “delegato dalla proprietà” e questo,  a meno che la Fondazione non abbia deciso semplicemente di ripulire l’area, potrebbe far intendere che la bella villa è stata venduta.

Ma al di là di ogni ipotesi, resta il fatto che nonostante sia passato mezzo secolo non c’è stato verso di dare corpo al progetto di trasformare la villa in Centro Visita della Riserva dell’Insugherata; eppure per Roma Natura e/o per il Comune, trattandosi di una fondazione e non di un privato, non doveva  essere impossibile trovare le risorse per farla propria.

Già nel 2015 una mozione presentata nel Consiglio del Muncipio XV dall’ex consigliere Stefano Erbaggi e dall’ancora consigliere Giuseppe Mocci – che avevano lanciato anche una petizione – ne chiedeva l’acquisizione: “Non possiamo rischiare di perdere un gioiello dell’architettura novecentesca, soltanto perché esso giace nel più totale abbandono da oltre vent’anni. Anzi, questo deve spingerci ad accelerare le procedure affinché, come già chiesto nella precedente legislatura, Villa Paladini possa essere acquisita da Roma Capitale e restituita ai cittadini. Ci hanno tolto Villa Manzoni, vogliamo che il nostro territorio non venga privato anche di Villa Paladini”.

villa paladiniLa villa fatta costruire nel 1936 dall’Ing. Egisto Paladini “all’interno di un esteso lotto di terreno limitrofo alla valle dell’Insugherata che allora comprendeva anche il vicino sepolcro di Publio Vibio Mariano”  è circondata da un grande parco che Nicolò e Vistoli così descrivono in un loro scritto: “Nel parco annesso alla Villa sono variamente posizionati marmi e frammenti architettonici antichi, con assoluta verosimiglianza provenienti dalle vicinanze ed usati dai proprietari come elementi di decoro topiario. Lungo il lato nord dello stabile, e dunque con un tracciato latamente perpendicolare alla via Cassia moderna, è stata ravvisata la presenza, per largo tratto, di un’antica pavimentazione stradale a basoli di selce (con crepidini) ben conservata, da intendersi come un diverticolo della via Cassia-Clodia di epoca romana, mettente in comunicazione quest’ultima con la via Triumphalis.”

Un piccolo patrimonio che insieme al grande patrimonio del sepolcro di Vibio Mariano avrebbe potuto costituire un ulteriore elemento di attrattiva per una zona decisamente ricca di elementi storici e beni ambientali ma per nulla valorizzati.

villa paladiniVa anche detto che la zona di Tomba di Nerone ad eccezione di un Centro Anziani – balzato alle cronache in questi mesi – non dispone di alcun centro di aggregazione né tantomeno di un’area gioco per bambini degna di questo nome.

Se Villa Paladini mai entrerà a far parte del patrimonio pubblico, andrà a farsi benedire qualsiasi possibilità di ricavare un accesso pubblico alla Riserva dell’Insugherata: una esigenza manifestata per anni dai residenti e mai concretizzatasi.

Francesco Gargaglia

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7 COMMENTI

  1. Da alcuni giorni, preoccupato per il disboscamento in atto nell’area verde di Villa Paladini nonché per gli ingenti lavori di restauro che si preannunciano, ho chiesto informazioni agli organi preposti al controllo e al rilascio delle relative autorizzazioni (Ente Roma Natura, Dipartimento Tutela Ambientale e Municipio XV di Roma Capitale).
    Dubito che risponderanno ad un semplice cittadino ma potrebbero farlo pubblicamente magari su queste pagine.
    La domanda che molti si fanno è: che fine farà Villa Paladini?
    Non è una domanda difficile ammesso che qualcuno voglia darci risposta.

  2. La Pubblica Amministrazione poteva esercitare un diritto di esproprio della villa solo entro il termine decadenziale di 7 anni decorrenti dall’entrata in vigore della delibera di approvazione del piano di assetto. Non potendo la Pubblica Amministrazione più espropriare (ed essendo fantascientifico pensare che abbia le risorse per l’acquisto e il restauro), meglio l’acquisto e il restauro di un privata, piuttosto che un’area del degrado con il continuo via vai dei tossicodipendenti (nell’area retro del parco) e le siringhe per terra. Poi se sarà un’ambasciata o una residenza privata o un’ente poco mi interessa: l’importante è che venga conservato il pregio architettonico di questo gioiellino (ma a questo ci penseranno gli uffici competenti)

  3. bellissima villa! Immaginare una trasformazione da bene privato a pubblico sarebbe meraviglioso quanto impossibile….
    Il comune/municipio pensi a mantenere e valorizzare le aree pubbliche , molte delle quali sono in preda al più completo degrado. Per una villa di quel genere purtroppo l’unico auspicio è quello di un privato che rispetti il pregio architettonico e che riqualifichi quella bellissima area..

  4. Forse meglio un utilizzo privato (nel rispetto delle regole) dello stato di decadenza che dura da credo più di quarant’anni

  5. villa stupenda!
    escludendo il confinante e malandato parchetto pubblico (quello adiacente la tomba di vibio mariano), che però è sul lato via cassia e quindi non aiuta, il giardino di Villa Paladini confina con tutte proprietà e ville non pubbliche ma private. Realizzare lì l’accesso all’insugherata sarebbe stato utopistico (esproprio di decine di proprietà private, ecc.). Anche per questo probabilmente sono scaduti i termini entro cui roma natura o altri enti potevano realizzare quel progetto (oltretutto immagino troppo oneroso per le casse pubbliche).
    Mi accontenterei francamente di un bel restauro fatto da un privato o da un ente, con conseguente bonifica e rivalutazione di tutta quell’area, che purtroppo è fortemente e pericolosamente abbandonata da tanti decenni.
    I centri di aggregazione e le aree gioco per bambini mancanti in zona non si possono realizzare (tra le tante aree già pubbliche) nel vicino parco dedicato ai Caduti fronte russo e nella limitrofa area pubblica, che – in attesa dell’auspicato restauro – versa nel più totale abbandono e degrado?

  6. Sarà tutto regolare ma, ad oggi, le autorità competenti non rispondono e non ci sono cartelli di cantiere con le informazioni di legge e i riferimenti dei responsabili dei lavori in corso.

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