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Fleming, bye bye al mercato di piazza Diodati?

piazza diodati

Chi tra via Flaminia e via Tuscia non conosce Marcello il fruttivendolo? Eh sì, un’istituzione del quartiere. C’è da sempre. Esattamente dal 1965, anno in cui nasce il mercato. Anzi lui era il mercato, il suo è stato il primo ed unico banco a via Flaminia. Poi si affiancò il banco dell’ente comunale che vendeva un po’ di tutto, e poi Ivana, anche lei aveva un banco di frutta e verdura.

A seguire anche la signora Melinda si trasferì lì, venendo da Corso Francia con i suoi fiori. E a mano a mano, col passare del tempo, si aggiunsero tutti gli altri banchi fino a costituire un vero e proprio mercato rionale.

Il mercato di via Tuscia negli anni ha cambiato molte volte vita dovendo adattarsi all’urbanizzazione del quartiere e poi alla fattezza dei banchi: prima sotto gli ombrelloni caratteristici di un mercato su strada, oggi dentro dei box quasi fossero dei negozi.

Il mercato di via Tuscia aveva una ventina di banchi più o meno, c’erano anche i cosiddetti vignaroli ossia i coltivatori diretti. In via Tuscia stavamo bene, non creava nessun problema alla viabilità, i banchi stavano sul marciapiede, non so perché ci trasferirono sulla via Flaminia ma so che ci furono le nostre proteste perché gli automobilisti non si potevano fermare creando perdita di clientela. Così ci spostarono in piazza Diodati, e quella fu la morte del mercato. Abbiamo protestato, molti non volevano, me compreso e infatti ci rimasi poco”. Così ci racconta Giancarlo il figlio di Melinda e fioraio di seconda generazione.

Franca ci dice: “io sono arrivata nel ‘71 e fino al ‘90 siamo stati in via Canino e ci stavamo pure bene. Poi ci hanno spostato perché arrivava la ferrovia e siamo stati momentaneamente messi su via Flaminia, un anno circa finché non hanno preparato il plateatico in questa piazza”.

Anna, una negoziante di zona,si ricorda perfettamente quando spostarono il mercato da via Flaminia a piazza Diodati: “era il ‘90 o giù di lì… tutta la zona stava cambiando. Ad esempio via Flaminia non aveva le due strade laterali d’inversione marcia, in realtà neanche Corso Francia le aveva. Fecero questi lavori e spostarono il mercato. Mio marito Romeo era il vigile urbano di zona e gli affidarono il compito di seguire lo spostamento del mercato. Diede ad ogni banco un numero e riportò l’esatta sequenza dei banchi nella piazza attuale. Ma ricordo bene anche le discussioni e le polemiche.”

Bye bye piazza Diodati?

Il mercato di piazza Diodati da diversi anni sembrava aver trovato finalmente una sua collocazione. Serve un’ampia fascia di popolazione, da Corso Francia al tratto iniziale di via Flaminia, dalla parte bassa del Fleming all’inizio della Cassia. Sono poco più di una dozzina di banchi, ma sono quelli necessari, frutta e verdura, alimentari, carne e casalinghi a soddisfare le necessità dei residenti. Una clientela affezionata, non di passaggio, e per lo più costituita da persone anziane che non hanno grande facilità negli spostamenti.

Ma ecco profilarsi di nuovo lo spauracchio dell’ennesimo spostamento. Come ha recentemente dichiarato il presidente del XV RFI, società delle Ferrovie dello Stato e proprietaria a tutti gli effetti del suolo di piazza Diodati, vuole che quest’ultima diventi tutta un parcheggio a servizio della stazione Vigna Clara e quindi, in previsione della sua apertura che prima o poi avverrà, ha chiesto che il mercato venga delocalizzato.

Alla notizia del possibile spostamento gli operatori del mercato sono trasecolati. Nessuno di loro ci ha detto di aver avuto notizie ufficiali ma la preoccupazione è palpabile, dietro quei banchi ci sono 20 famiglie con i loro problemi, con progetti da realizzare, con i mutui da pagare, sono quasi tutti giovani che hanno rilevato l’attività di famiglia.

Alcuni lo hanno letto su VignaClaraBlog.it, altri sono stati informati da clienti che a loro volta avevano letto la notizia. Al che, si stanno già organizzando perchè sono ben determinati a resistere. Da uno dei banchi di frutta il proprietario ci dice: ”noi vorremmo rimanere qui, anche perché non vediamo un’alternativa possibile. Inoltre ci dovrebbe essere una delibera che risale all’’89/‘90 in cui c’è specificato un accordo tra comune e ferrovie e secondo il quale quest’ultima avrebbe dato il marciapiede in concessione al Comune.”

Qualcuno di loro è convinto che alla fine faranno dei lavori di ammodernamento ma non li sposteranno, fiduciosi nel lavoro del loro sindacato che dovrà tutelarli. Stefano, un altro dei commercianti, ci dice: ”è un mercato storico e siamo un punto di riferimento per la zona, speriamo di restare. Abbiamo dialogato spesso con la precedente amministrazione municipale e avevamo proposto di creare una situazione nuova con delle migliorie, ovviamente a spese nostre.”

E al XV che dicono?

Sul tema, abbiamo chiesto un aggiornamento ad Alessia Vivaldi, assessore al commercio per il XV Municipio, che così ci ha dichiarato: “Non ci sono aggiornamenti rispetto a quanto riferito in merito dal presidente Simonelli nell’incontro dell’8 settembre con i comitati. Posso solo aggiungere che, piazza Diodati sì o no, sarà comunque garantito agli esercenti lo svolgimento delle loro attività commerciali“.

Sul versante opposto, Daniele Torquati, capogruppo PD, dichiara che ”L’ambiguità con la quale il Municipio XV ha trattato il tema della Stazione di Vigna Clara è evidente dal 25 Luglio 2017, giorno in cui la maggioranza, astenendosi in blocco, ha di fatto bocciato in Consiglio il testo del PD che chiedeva il mantenimento del mercato e la messa a disposizione a Ferrovie, per la creazione di parcheggi, del terreno comunale alla fine di Via Monterosi. Dopo mesi di nulla e di silenzio, le settimane scorse il M5S ha organizzato una riunione con i comitati attivi aul territorio: non è dato sapere cosa si è detto. Ovviamente. Noi del PD, da parte nostra, continuiamo a sostenere che il mercato debba essere tutelato come è stato fatto durante la nostra Amministrazione, addirittura anche nel corso dei lavori della Stazione, attraverso un confronto con Ferrovie”.

“Il Municipio – conclude Torquati – si faccia garante degli interessi del territorio e mantenga il mercato che sarà utile anche come presidio costante una volta aperta la Stazione per la quale riapertura abbiamo lavorato sin dai primi giorni del 2013”.

Due ipotesi

Nel frattempo, fra le varie voci che girano sull’ipotetico trasferimento del mercato, le ipotesi che paiono andare per la maggiore sono due ed ambedue prevedono l’accorpamento della dozzina di banchi di Piazza Diodati con altri mercati: o quello di Ponte Milvio, in via Riano, o quello di Piazza Monteleone da Spoleto, al Fleming.

Quale che sia il futuro, ed in attesa che RFI metta nero su bianco al Municipio la richiesta di liberare la piazza, loro continuano imperterriti a fornire ogni giorno alimenti di prima qualità alla loro affezionata clientela.

Francesca Bonanni

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6 COMMENTI

  1. Anche io sono un’affezionata cliente del mercato di Piazza Diodati ma ancor più lo è mia madre, la Sig.ra Maria, che si serve dagli stessi commercianti (pur con i cambi generazionali) dal lontano 1965 e dei quali oggi, più che una cliente, si considera una vecchia amica. Pertanto entrambe siamo favorevoli alla permanenza degli esercenti in Piazza Diodati purché vengano apportate quelle migliorie che sapranno integrare perfettamente le attività commerciali nell’intero contesto della Stazione.
    Per me, come Presidente del Comitato Unanelloperroma la messa in funzione della Linea Vigna Clara-Ostiense e la continuità commerciale del Mercato di Piazza Diodati non sono incompatibili
    ma ora più che mai è necessario che gli attori protagonisti dichiarino apertamente quale sarà il futuro di questi esercenti, perché, credo, siano stanchi di vivere nell’incertezza e meritevoli di una risposta definitiva.

  2. Sono una cliente affezionata ai commercianti del mercato, amici da sempre… gentili, disponibili, con una qualità dei prodotti eccezionale. Imperdibili! Una piccola comunità dove ci conosciamo anche tra clienti che frequentano da anni il mercato. Un punto di riferimento irrinunciabile. Non è possibile disperdere una risorsa come il mercato di piazza Diodati! Propongo una raccolta di firme e una mobilitazione di tutti i clienti per far rimanere il mercato nella piazza!

  3. Io spero da una vita che chiuda o che lo spostino li ormai è un covo di degrado ed un parcheggio li sarebbe ideale e molto più d’impatto estetico..inutile far finti moralismi e vivere del passato. La zona ha delle problematiche da risolvere ed un pò di cura estetica non guasterebbe, anzi.

  4. Perdere un mercato sostituendolo con un parcheggio non vedo come possa migliorare l’impatto estetico, ma ridurrebbe solo i pochi servizi disponibili in zona. Inoltre il parcheggio (probabilmente a pagamento) non cambierà di molto le sorti di chi usa l’automobile…

  5. @Fabio il mercato , soprattutto quello, è davvero anti igienico e anti estetico. Nella zona c’è di tutto e di più mica siamo in mezzo al nulla..

  6. Bea, secondo me tra le problematiche della zona -in cui vivo- c’è anche una mancanza di servizi, ovviamente intendo mancanza di servizi raggiungibili senza dover utilizzare l’automobile; per fare un’esempio il supermercato “più vicino” è il Simply, l’ASL e consultori non ci sono e, come detto nell’articolo, se dovessero spostare il mercato… mancherebbero “anche questi banchi, quelli necessari, frutta e verdura, alimentari, carne e casalinghi a soddisfare le necessità dei residenti”.
    Sull’aspetto igienico mi fido del tuo giudizio e quindi spero che l’asl -da Ponte Milvio 🙂 – intervenga se necessario. Mi fido un po’ meno però del tuo giudizio estetico perché non riesco proprio a dare un giudizio positivo ad un parcheggio, qualunque cosa sostituisca!

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