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Archeologia stradale e street-art a Roma Nord

segnaletica stradale

L’Archeologia è la scienza che studia le civiltà e le culture del passato e le loro relazioni con l’ambiente circostante mentre la “street-art” è quella forma di arte che si manifesta nei luoghi pubblici, a volte illegalmente. Archeologia e arte di strada convivono pacificamente a Roma avendo un interesse comune: la segnaletica stradale.

Le norme del Codice della Strada attribuiscono enorme importanza alla segnaletica stradale (sia essa verticale e orizzontale) in quanto, oltre a regolare la circolazione, la segnaletica è in grado di fornire “fluidità e sicurezza nelle diverse situazioni, locali e di traffico”. E’ per questo motivo che il Codice impone agli enti gestori di mantenere la segnaletica sempre in perfetto ordine e ben leggibile.

L’Articolo 38, comma C, del Codice della Strada recita infatti: “La segnaletica stradale deve essere sempre mantenuta in perfetta efficienza (da parte degli enti o esercenti obbligati alla sua posa in opera) e deve essere sostituita, reintegrata o rimossa quando sia anche parzialmente inefficiente o non sia più rispondente allo scopo per il quale è stata collocata”.

Un obbligo che non sempre è rispettato nella nostra città e ovviamente anche a Roma Nord dove abbiamo fatto un lungo giro per cercare di capire qual è lo stato della segnaletica stradale.

La situazione in realtà non è ben definita perché  esistono zone dove la segnaletica è in buone condizioni e altre dove i cartelli sono vecchi e rovinati o imbrattati di scritte; accanto a cartelli nuovi di zecca ci sono reperti che risalgono a indefinite ere geologiche con la sola eccezione dell’area dello Stadio Olimpico e del Foro dei Marmi.

Sembra che il tifo calcistico vada a braccetto con la passione per la street-art; se il segnale non è imbrattato con un pennarello o con una spray è solo perché lo si è preferito coprirlo di adesivi di ogni genere.

Alla furia artistica non sfuggono ovviamente i pali di sostegno e quelli che sorreggono i semafori che per le loro generose rotondità ben si prestano all’appiccicamento seriale.

Studi condotti negli USA e nel Regno Unito hanno mostrato come una buona segnaletica (per buona si intende una segnaletica ordinata e ben messa) sia in grado di ridurre il numero di incidenti; nessuna meraviglia allora se in Europa siamo tra i paesi con la più bassa sicurezza stradale e Roma guida la classifica.

Nel nostro giro abbiamo trovato cartelli stradali abbattuti, arrugginiti, piegati, tantissimi coperti di vegetazione, nascosti dalle piante o dagli alberi e quindi del tutto invisibili; i reperti archeologici che da tempo hanno esaurito la loro funzione sono molti  e spesso vengono lasciati in loco insieme al nuovo cartello che dovrebbe sostituirli.

Stesso discorso per quelli su cui si è abbattuta la furia dei writer; esauriti gli spazi liberi su muri, guard-rail e ponti ci si è ridotti a scrivere su superfici molto ridotte ma comunque pur sempre verticali. Si va dal tifo calcistico ai messaggi d’amore,  dalle firme in linguaggi sconosciuti a messaggi criptici riservati agli iniziati dell’arte di strada.

Neppure le cabine della polizia locale sono indenni da questo tipo di arte;  destinate ad ospitare gli agenti in caso di maltempo sono bersaglio, come quella di Piazzale dei Giuochi Delfici, di scritte demenziali e di adesivi a sfondo “sorcino” (l’emblema di una squadra di calcio o il logo dei fans di Renato Zero?).

Al di là dell’ironia è evidente che il problema è molto serio; un segnale poco leggibile non garantisce la dovuta sicurezza e può trarre in inganno chi guida. Lo stesso dicasi per quella segnaletica a terra scolorita e poco leggibile; se a Roma attraversare sulle strisce è sempre rischioso figuriamoci farlo su quelle che neppure si vedono.

Francesco Gargaglia

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3 COMMENTI

  1. Via Mengotti angolo Via B. Stringher provenienti da Via Cassia, c’è uno Stop il cui
    cartello giace da mesi a terra. Le macchine provenienti da via Cassia credono di avere la
    precedenza su chi proviene in salita, da sinistra, da via B. Stringher. Il tutto aggravato dal traffico
    nelle ore di entrata e uscita dall’adiacente scuola di via Mengotti.
    Ma i vigili oltre a stazionare per ore a Piazza di Ponte Milvio non fanno mai un giretto, anche in
    macchina, per il quartiere a controllare ?

  2. Via Antonio Labranca strada comunale chiusa di circa 500 mt. a diverse paline installate con segnaletica verticale, (divieto di sosta) per tutta la strada, di queste una è completamente ricoperta di fiori rampicanti ed è stata installata con il segnle di divieto di sosta circa 7 anni fa all’ingresso di Via Labranca lato sinistro.
    Se non serve sarebbe opportuno farlo rimuovere!
    Grazie per la collaborazione.
    Roma 10.07.2018

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