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Sarà Hamed a salvarci dalle erbacce?

Gentili signore e signori desidero integrarmi onestamente nella vostra città senza chiedere l’elemosina. Da oggi terrò pulite le vostre strade. Vi chiedo solo un contributo di 50 centesimi per il mio lavoro. Buste, scope, palette e altro materiale per le pulizie sono ben accetti. Grazie.”

Questo il contenuto di un breve messaggio scritto su di un piccolo cartello messo a terra accanto ad un bicchiere di plastica con pochi spiccioli; a metterlo un ragazzo di colore che sulla Cassia raccoglie foglie, erbacce, rametti e carte. Sarà Hamed – questo il suo nome – assieme alle pecore tosa-erba a salvarci dal degrado e dalle erbacce che invadono le strade?

Questa volta abbiamo ignorato buche, rifiuti e travertino danneggiato concentrando la nostra attenzione solo alle erbacce che invadono aiuole e marciapiedi dei nostri quartieri documentando la situazione attraverso un lungo giro che iniziato dalla Cassia, attraverso Corso Francia ci ha portato poi a Via dei due Ponti.

Diciamo subito che gli unici tratti puliti li abbiamo trovati in corrispondenza di circoli, condomini o edifici che ospitano uffici; insomma dove i privati cercano con fatica di tenere in ordine le pertinenze dei loro stabili. Per tutto il resto la situazione è drammatica.

A Corso Francia le aiuole sono soffocate dalle erbacce e dai forasacchi mentre i semafori sono assediati dalle piante, in gran parte seccate dal calore, ma alte un metro. Rami caduti sono in diversi punti.

Ma è a Ponte Flaminio che si raggiunge il massimo dell’incuria dove  alcune aree, in prossimità delle fermate dei bus, sono sparite sotto la vegetazione che non è più fatta da erbacce ma da arbusti, cespugli e alberi a testimoniare il lungo periodo di trascuratezza.

Le vasche di travertino sono due piccole discariche ricolme di acqua stagnante dove sono riuscite a crescere perfino delle piante palustri: il luogo ideale per lo sviluppo delle larve di zanzara tigre.

Se a Ponte Milvio l’aiuola della Piazza appare curata non così i giardinetti sulla Cassia angolo via del Podismo, in prossimità di Piazza dei Giochi Delfici; e che dire delle erbacce lungo i muri della bellissima palazzina una volta sede del CRA ed oggi privata? Sono alte quasi 2 metri, potenza della natura.

La situazione appare invece drammatica a pochi passi dalla sede del XV Municipio dove ha inizio Via dei due Ponti; le erbacce e le canne sono cresciute a dismisura coprendo i guard-rail e invadendo la sede stradale, soffocando perfino la minuscola striscia di asfalto a bordo della carreggiata.

Al termine del nostro giro possiamo affermare che gran parte delle strade dei quartieri visitati sono in totale stato di abbandono. Eppure non si tratterebbe di una costosa opera di manutenzione, basterebbero un paio di “stradini” armati di decespugliatore.

Per quanto riguarda le vasche di Ponte Flaminio se ne potrebbe affidare la gestione al Bioparco di Roma (a proposito, congratulazioni al bravissimo Francesco Petretti che dall’8 giugno è stato nominato Presidente della Fondazione) che ne potrebbe fare una piccola area di studio per quello che riguarda la sopravvivenza delle specie vegetali in acque putride ricolme di rifiuti.

E a quelli che come Hamed cercano di integrarsi pulendo le nostre strade, che dire? Grazie.

Francesco Gargaglia

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7 COMMENTI

  1. Attorno Ponte Milvio è pieno di Hamed. Qualcuno (pochi) pulisce veramente un tratto di strada. Altri piazzano il cartello (tutti uguali) ogni 20 metri, accumulano un po di sporcizia vicino al cartello e attendono di riscuotere. Se volete conferma fermatevi 10 minuti sul marciapiede davanti alle Poste di Tor di Quinto. Non sarà quindi Hamed a salvarci, ma purtroppo nemmeno l’Ama. Al momento vedo solo rifiuti dappertutto.

  2. Dietro queste attività di accattonaggio secondo me c’è un racket; Roma ormai è una città gestita da varie mafie, locali e non. Le mafie sono anche una delle cause dello sfascio dell’amministrazione cittadina. Non dimentichiamoci infatti dello scandalo “mafia capitale”, che manco a farlo apposta ha coinvolto cooperative che si occupavano proprio della gestione del verde. E alla fine poi venne la Raggi…

      • Si, si: è solo un caso che abbiano tutti lo stesso cartello, della stessa dimensione, scritto nello stesso italiano, con lo stesso font, stampato probabilmente con la stessa stampante (che stampa male nello stesso punto). Ma non c’è nulla di organizzato dietro.
        Un po’ come l’8 marzo, quando da Ponte Milvio a Piazzale Flaminio, da Cipro a Piramide, da Rebibbia a tutti i semafori sul Lungotevere ci sono venditori di mimose con gli stessi identici sacchetti, tutti uguali, portati a mucchi negli stessi bustoni azzurri, ovunque.
        Proprio nulla di organizzato.

  3. Cartelli tutti uguali, territori ben delimitati, è chiaro che un racket ha istruito e piazzato sul territorio i vari Hamed e passa a riscuotere a fine gionata.
    Senza valide e severe leggi, lo schiavismo è dietro l’angolo e le millemila mafie e mafiette locali non si lasciano scappare alcuna occasione di guadagno: siano prostitute, pusher o spazzini, qualche mafiosetto ogni sera conta i quattrini.

  4. Mi spiegate che fastidio vi danno ? Ci puliscono le strade, sono gentili, non infastidiscono nessuno possibile che dovete vedere sempre del marcio dappertutto ? E fatelo un sorriso ogni tanto !

  5. @Cesare,
    Lei pone la domanda delle domande e dimostra come oggi più che mai sia necessario rimettere tutto in mano alla politica, si iscriva ad un movimento politico tra quelli che Lei ritieni più rispondente alle sue idee, frequenti la sezione corrispondente o il circolo o le sedi, troverà così da solo la risposta delle risposte.

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