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Gambe in spalla, vi portiamo al Monte Viglio

monte viglio

Per la nostra rubrica “Gli itinerari di VignaClaraBlog.it“, quella che proponiamo oggi non è una passeggiata e neppure una scampagnata ma una vera e propria escursione al Monte Viglio che richiede un minimo di allenamento alla camminata ed un equipaggiamento adeguato; la montagna anche nella bella stagione è pur sempre un ambiente severo e richiede l’adozione di qualche cautela.

Il Monte viglio è alto 2156 metri ed è la cima più alta dei Monti Cantari; raggiungerlo con il bel tempo non comporta particolari difficoltà anche se il dislivello è di circa 600 metri e tra andata e ritorno occorrono almeno tra le  6 e le 7 ore; gli itinerari per raggiungere la cima sono diversi ma noi abbiamo scelto quello meno impegnativo e più panoramico.

Chi non se la sente di arrivare fino alla cima, può fare solo la prima parte del percorso rimanendo sempre all’interno della zona dei faggi e godendo di un ambiente che non ha eguale in tutto il Lazio. Qui ci sono alcune tra le più belle e grandi faggete d’Italia dove è possibile respirare finalmente a pieni polmoni.

Il nostro itinerario ha inizio dal Valico Serra S.Antonio (1608 m) a metà strada tra Filettino e Campo Staffi, notissima località sciistica del Lazio; la macchina la si parcheggia in un ampio slargo dove il sentiero pianeggiante dirige verso il Fontanile della Moscova.

In questo tratto arioso si attraversa una zona di bosco priva di pendenza, la prima parte dell’itinerario; alla fonte è bene fare  rifornimento d’acqua perché più avanti non incontreremo altre sorgenti.

Dalla Moscova si prende il sentiero sulla sinistra e si comincia a salire in direzione della località Belvedere (la seconda parte dell’itinerario, in tutto meno di 1 ora) che affaccia sulla sottostante Val Roveto; sul belvedere è stata posta una statua della Madonna che volge lo sguardo su di un vastissimo panorama che si perde fino all’orizzonte.

Dal belvedere si affronta infine la terza parte del percorso prendendo il sentiero identificato con segnali giallo-rossi e abbandonando definitivamente l’area boscosa.

Il percorso è bello, aereo e molto panoramico perchè segue le Coste del Monte Viglio dirigendo verso la guglia del Gendarme che anticipa la cima del Viglio; i numerosi sali-scendi portano dai 1700 metri del belvedere ai 2100 del Gendarme.

Ai piedi della guglia le possibilità sono due: o aggirarla sulla destra oppure infilarsi in un ripido  canalino di roccia piuttosto esposto (1° grado) che richiede ovviamente la necessaria cautela e attenzione.

Aggirato il Gendarme si procede lungo un comodo sentierino  in direzione del Viglio finalmente visibile; la vetta la si raggiunge in meno di 40 minuti.

Per tornare al Valico di S. Antonio si scende lungo lo stesso itinerario.

Il Monte Viglio è, per la spettacolarità dei suoi panorami, una meta molto frequentata e pertanto, specie nei fine settimana, si incontrano sempre escursionisti diretti alla cima.

Come già detto, se si decide di salire al Viglio è bene avere al seguito un abbigliamento adeguato (scarpe da trekking non da ginnastica!)  e un  idoneo equipaggiamento: zaino, borraccia con acqua, una giacca impermeabile e un capo pesante (pile o maglione di lana) qualche barretta energetica.

Nello zaino non dovrà neppure mancare una carta dei sentieri facilmente reperibile in ogni grande libreria o nei Centri Visita dei parchi (meglio non fare troppo conto sui telefoni cellulari!). Infine è opportuno memorizzare i numeri di telefono che potrebbero risultare utili in caso di necessità (Soccorso Alpino e Carabinieri Forestali).

Non dimenticate mai il famosissimo detto che dice: “In montagna chi porta mangia!”.

Se poi la cima del Viglio vi sembra irraggiungibile come il k2 potete sempre scegliere come meta Filettino, un piccolo e caratteristico paese (il più alto del Lazio) e “affrontare” con entusiasmo alpinistico una delle tante trattorie che servono cibi caratteristici e genuini.

Francesco Gargaglia

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