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    Il fascino della carta topografica, altro che maps su smartphone

    “Le mappe servono ad organizzare la sorpresa”. Bruce Chatwin

    carta topografica

    Chissà se i nostri giovani che non riescono a stare neppure un istante lontani dal loro smartphone hanno mai usato una carta topografica o ne conoscono l’esistenza (una “cartina” direbbero loro; un termine inappropriato che richiama alla mente quei minuscoli foglietti di carta con cui si rollano le sigarette).

    D’altra parte a che servirebbe? Con un affarino di pochi grammi tra le mani è possibile conoscere (e far conoscere al mondo intero) in ogni istante la propria posizione; oppure muoversi con disinvoltura in una città sconosciuta o viaggiare tranquillamente sulle rete autostradale. GPS, immagini satellitari e informatica hanno soppiantato la carta topografica relegandola negli scaffali delle librerie o nella soffitta della memoria. Eppure per quanto la tecnologia possa aver reso semplice il nostro modo di muovere e di viaggiare nessuno ci potrà mai convincere che quelle immagini da milioni di pixel siano più affascinanti di una carta topografica.

    Un computer, un tablet o uno smartphone sono oggetti per tutti: una carta topografica è una cosa per iniziati. Vuoi mettere traffic, direction, myplaces, plan trips con termini come quadro d’unione, quadrettatura chilometrica o proiezione-conforme-universale-trasversa….come voler mettere a confronto Larry Page e Sergey Brin con Mago Merlino e la Fata Morgana.

    E poi la simbologia: quei quadrati e quelle righe nette e asettiche non hanno nulla a che vedere con quei piccoli segni misteriosi che parlano di punti geodetici, di piste e tratturi, di guglie,  pozzi e acquedotti.

    Al fascino misterioso di una carta topografica, Paolo Ciampi, giornalista, scrittore, viaggiatore e frequentatore dell’Appenino Centrale, ha dedicato un libricino di 90 pagine della collana “Piccola filosofia di viaggio”  dal titolo “Il sogno delle mappe” (Edicicloeditore, costo 9,50 E). Un libro che si legge veloce e con piacere con pensieri, annotazioni, ricordi e tantissime citazioni come quella di Wislawa Szymborska:

    Ama le mappe perché dicono bugie
    Perché sbarrano il passo a verità aggressive
    Perché con indulgenza e buonumore
    Sul tavolo mi dispiegano un mondo
    Che non è di questo mondo.

    Ciampi, come tutti coloro che subiscono il fascino di una carta topografica, oltre ad essere un raccoglitore seriale di carte è anche un sognatore: “Perché lo capisci anche tu che una carta è sempre un gioco tra astratto e concreto, un gioco come guardie e ladri”.

    carta topograficaD’altra parte quei grandi fogli di carta spiegazzata, impossibili da ripiegare, sono capaci di parlare solo a chi è in grado di guardare ben oltre i simboli e i colori. Su di una carta topografica si viaggia più che con righello e matita, con la fantasia: “Noi siamo anche quella stella lontana che ci ostiniamo a seguire. Non è questo il senso di ogni viaggio? Non è questo che cerchiamo nella carta che ci guida?”.

    Una carta, a differenza di un computer o di uno smartphone, in realtà non ci porta da nessuna parte, non ha un inizio o una fine, non è in grado neppure di parlarci e indicare dove siamo. Sulla carta la strada va pensata, cercata e scovata; “Rivendico il mio diritto di scrivere in libertà la mia strada come un surfista scrive la sua rotta tra le onde” dice Paolo Rumiz che di viaggi e di carte se ne intende.

    Infine una carta, come un reperto archeologico, non ha tempo e non necessita dell’aggiornamento di una applicazione; può passare indenne tra i secoli e alla fine raccontare sempre la sua storia.

    Sarebbe bello dire ai nostri giovani che negli anni ’30 Ardito Desio, geologo e alpinista, viaggiò in lungo e in largo nel deserto libico avendo con  se solo una carta in scala uno ad un milione, una bussola magnetica e una bussola solare autocostruita; percorse centinaia di chilometri tra un oasi all’altra senza mai perdersi. Sarebbe bello… ma avrebbe un senso?

    Francesco Gargaglia

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    1 commento

    1. Concordo con voi al 100%. Quando in mezzo alle montagne il segnale dati o il wifi è assente, Google Maps e il cellulare si attaccano al tram!

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