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Camping River, Rom e Casapound confronto a distanza

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Giovedì 26 aprile pomeriggio bollente in via Tiberina, ma solo per la temperatura semi estiva. La manifestazione indetta alle 15 da Associazione Nazione Rom davanti al camping River, sede dell’ex campo nomadi di via Tenuta Piccirilli, e quella organizzata da Casapound Italia  alle 17 in via Tiberina, a 1400 metri dalla prima, si sono svolte in un clima di tranquillità, parole forti escluse da ambedue le parti.

Al camping River

La manifestazione era stata indetta da Marcello Zuinisi, esponente di ANR, per sostenere quelle che definisce “le legittime ragioni” degli ospiti del River, chiamando a raccolta associazioni laiche e religiose e “movimenti democratici“. In realtà, davanti al camping, presidiato da Polizia, Carabinieri e agenti della Polizia Locale di Roma, non c’è stato alcun assembramento.

Il tutto si è risolto con un giro nel camping River, a testimoniare le condizioni precarie in cui vivono circa 400 persone di cui la metà minori, e in alcune dichiarazioni di Zuinisi che si è scagliato contro le ultime decisioni del Campidoglio ritenute “irrealizzabili” e “illegali“.

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Secondo Zuinisi, la Giunta Raggi “sta agendo fuori e contro la legge” alla luce della recente delibera (n.70 del 17.4.2018) avente ad oggetto “Introduzione di misure di semplificazione finalizzate al superamento del Villaggio Camping River” sulla base della quale entro il prossimo 30 giugno il campo verrà definitivamente chiuso.

Per far ciò, si utilizzeranno i Fondi Strutturali Europei stanziati dalla Commissione Europea per “consentire il rietro assistito volontario, correlate a progetti di inserimento socio-lavorativo e/o abitativo nei paesi di provenienza”. Il rientro assistito e le progettualità dovranno essere programmate con il Ministero degli Affari Esteri, la Questura, la Prefettura e gli enti e le istituzioni degli Stati di provenienza.

Ma come è possibile – sostiene Zuinisi – programmare tutto ciò in poco più di due mesi, quando quasi in un anno non sono riusciti a mettere in atto nulla di quanto già previsto? E come faranno ora, visto che un nuovo Governo ancora non esiste e i Fondi Strutturali Europei sono stati stanziati invece solo per l’inclusione dei Rom Sinti e Caminanti in Italia, per l’accesso in Italia a casa, lavoro, scuola e salute?

In via Tiberina

L’attenzione dei cronisti si sposta in via Tiberina dove, a un migliaio e poco più di metri, si sono radunati un centinaio di aderenti a Casapound. Anche qui la Polizia controlla a distanza il corretto svolgimento della manifestazione che, indetta da Andrea Antonini – vicepresidente di CPI –  serve a ribadire concetti chiari e precisi: allontanare i nomadi dal territorio di Roma Nord, chiudere il campo, mettere definitivamente la parola fine alla vicenda del River, parola che secondo le intenzioni del Campidoglio doveva essere scritta il 30 settembre 2017 ma che rinvio dopo rinvio forse lo sarà solo il prossimo 30 giugno.

cpi camping river

Il Camping River va sgomberato immediatamente. La situazione è fuori controllo e rischia di diventare una bomba sociale” sostiene Andrea Antonini ricordando che CPI da mesi sta denunciando “al Municipio XV la situazione esplosiva creata dalla presenza di uno dei più grandi campi nomadi (che nomadi non sono) di Roma senza alcuna efficace risposta” e sottolineando che “oggi tutti sanno che CasaPound è a fianco dei residenti e, come sempre, la differenza si vedrà costi quel che costi“.

Il River è un esempio di abuso e illegalità, un ricettacolo di criminalità e degrado sociale sulla pelle dei cittadini, va immediatamente chiuso” insiste Antonini rivolgendosi ai presenti col megafono ed annunciando: “da oggi in poi talloneremo giorno dopo giorno il Campidoglio con ogni mezzo mediatico perchè concluda questa vicenda nei tempi che si è dato. Noi – ha concluso – il 30 giugno saremo di nuovo qui a verificare che i cancelli del River vengano chiusi per sempre”.

Nuovi sgomberi in vista

Mentre si svolge la seconda manifestazione agenti della Polizia Locale concludono gli accertamenti avviati dal mattino all’interno del Camping River riscontrando la presenza di circa 40 persone prive di titolo ad occupare i moduli abitativi ed effettuando le verifiche necessarie all’avvio dello sgombero delle stesse dagli alloggi abusivamente occupati.

Da quanto abbiamo appreso, pare che l’operazione sia molto prossima. Nel frattempo, il Comando della Polizia Locale ha disposto un presidio permanente con posto di controllo nell’area di accesso al campo. Un’attività di vigilanza, ma anche di prevenzione, per evitare il rischio di ingressi abusivi oltre che di trasporto e scarico di materiale diverso dai generali alimentari per  scongiurare così il pericolo di un nuovo accumulo di rifiuti e conseguenti roghi.

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