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Il fascino “incivile” della borghesia

“Il fascino discreto della borghesia” è un film del 1972 del grande regista Luis Buñuel – uno dei più celebri esponenti del cinema surrealista – con il quale sembra abbia voluto tradurre il suo stato d’animo all’arrivo di una nuova epoca di assestamento e di rivoluzione di valori.

Ecco, come in un film di Buñuel, immaginate un pomeriggio di una qualunque domenica invernale al Parco di Tor di Quinto, chiamato anche il parco del laghetto.

L’aria è fresca e tersa, il tramonto è prossimo e il cielo piano piano si colora di rosa mentre sullo sfondo stormi di uccelli si apprestano a levarsi in volo.

Immaginate una coppia di genitori, giovani, belli, abbigliati informalmente ma con stile ed eleganza, e sicuramente molto innamorati.

Immaginate, come l’avrebbe immaginato Buñuel, il suggello di questo amore: una batuffolotta tenerissima infagottata in un piumino viola che sgambetta sorridente a bordo laghetto con un occhio al mondo e uno ai genitori.

I minuti passano e l’aria da fresca comincia a diventare freddina così da consigliare ai giovani genitori che è meglio trovare riparo nel calduccio della propria abitazione; eccoli quindi che richiamano all’ordine la batuffolotta viola, la mamma le si accovaccia di fronte, le risistema il piumino e le deterge le manine e il volto con una salvietta umidificata apparsa dal nulla.

Compiute queste operazioni, la mamma riguadagna la posizione eretta, prende la manina che la bimba protende verso di lei e insieme al papà si dirige verso l’uscita del parco.

E, vi starete sicuramente chiedendo, la salvietta umidificata apparsa dal nulla ma che nel nulla non può certo scomparire? La risposta alla domanda è in questa foto.

fazzoletto

Il 4 marzo si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento e saremo chiamati ad esprimere nel segreto delle urne le nostre preferenze; in realtà non importa cosa decideranno di fare domenica prossima i due giovani protagonisti di questa storia, per il cui titolo siamo andati a scomodare Luis Buñuel, il loro voto lo hanno già espresso con quel piccolo, semplice, incivile gesto.

In contrapposizione a questa scena avvilente ci torna in mente un gruppo di scout che, nell’ormai lontano 2003, partecipò alla Marcia per la Pace Perugia Assisi con uno striscione che recitava “Se comincio da me, qualcosa  cambierà“.

Domenica, prima di entrare in cabina, ricordiamoci di entrambi e scegliamo da che parte stare: da quella di chi con la propria incuria e strafottenza contribuisce al degrado della nostra società o di chi per uscire da queste tristi pastoie per prima cosa mette in discussione se stesso.

↓seppe Guernica Reitano

Ndr: la salvietta è rimasta per terra per il tempo strettamente necessario a scattare la foto, subito dopo è stata nostra cura accompagnarla negli ultimi due metri che la separavano dal bidone. Per i più pignoli che se lo stessero chiedendo: il bidone si trovava nella direzione di marcia dell’allegra famigliola, non avrebbero dovuto deviare da loro cammino neanche di un centimetro.

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6 COMMENTI

  1. E’ sufficiente osservare lo stato in cui versano i cassonetti del’immondizia per capire quanto siano educate le famiglie dei cosiddetti quartieri borghesi. Alla fine ogni paese ha la classe politica che si merita.

  2. All’ingresso del parco c’è un bellissimo regolamento dove si richiede di portare i cani al guinzaglio quando sono all’esterno dell’area a loro dedicata, purtroppo i cani sono lasciati liberi anche dove non dovrebbero circolare e dove ci sono anche bambini. Non sono rari casi ma è la normalità, ed i propietari dei cani indisturbati non rispettano il regolamento, tutti gli altri subiscono le conseguenze del caso.
    Probabilmente quando si verificherà un episodio poco piacevole, ci ricorderemo di quel regolamento e forse poi sarà rispettato con tutte le conseguenze del caso.

  3. @ G. G. Reitano,
    raramente capita di leggere un articolo che sembra essere preso da un romanzo, un classico della letteratura, continua la sfacciata fortuna di VC che ha Lei come giornalista, Don Giuseppe come parroco, ecc. ecc. ecc. e altri.
    leosc

  4. Sono d’accordo con Leosc; amerei leggere i suoi articoli sui tanti giornaloni che invece si dedicano alla sublime pratica del copia incolla ..

  5. l’articolo e l’intento sono ottimi ma è il titolo che, con buona pace di Bunuel è sbagliato. Il fascino “incivile” non è della borghesia ma della gran maggioranza dei romani nonché dei turisti e degli immigrati che immediatamente si assuefanno alle pessime abitudini degli autoctoni. I giardini dei quartieri nobili,borghesi o proletari sono assolutamente simili quanto a decoro dei cittadini e totale assenza di manutenzione. I nostri spazi verdi sono solo dei letamai a cominciare da Villa Borghese e da villa Ada che dovrebbero essere fiori all’occhiello della municipalità romana e basta fare un confronto con i “giardini” (quelli si, meritano il nome che portano) delle altre capitali o grandi città europee per capire in che abisso di degrado viviamo. Io comincio sempre da me e tratto le strade, i marciapiedi e gli spazi verdi della città come se fossero parti di casa mia,raccolgo bottiglie, lattine, sacchetti buttati in luoghi impropri, annaffio piante, faccio una scrupolosissima raccolta differenziata che poi consegno ad uno stand del Mercato trionfale che ricicla al 100%, ma sempre più mi sento sola e come un Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento.

  6. Perfettamente d’accordo ! La colpa della scarsa pulizia di strade, piazze, giardini e parchi di Roma è colpa principalmente dei frequentatori, cioè di noi Romani ! Anche immediatamente dopo che il camion dell’Ama ha vuotato i cassonetti e tolto sacchetti e cartoni abbandonati nei pressi…nel giro di pochi minuti ecco rispuntare pian piano bottiglie, lattine, sacchetti, cartacce e soprattutto gli enormi cartoni dell’e.commerce….e dopo qualche ora è come se l’Ama non avesse pulito nulla .
    Del tutto analoga la situazione delle aule scolastiche ….come mi mostravano i bidelli quand’ero preside di una scuola superiore al termine delle lezioni.
    Purtroppo occorre educare tutti fin da piccoli al rispetto dell’ambiente, cioè della casa comune ….ma non essendo stato così da decenni….chi correggerà mai le migliaia di adulti maleducati, per i quali ciò che è pubblico NON e’ casa propria?

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