Home ARTE E CULTURA Il mio tempo, il mio spazio: doppia personale al Museo Crocetti

Il mio tempo, il mio spazio: doppia personale al Museo Crocetti

museo venanzo crocetti

Dal 20 al 25 gennaio, una doppia personale in mostra al Museo Crocetti in via Cassia 492: “Il mio tempo” di Paola Vincenti e “Il mio spazio” di Silvana Frivoli.

Due artiste così descritte nelle parole del critico Francesco Zero.

“Il mio spazio”

L’ arte di Silvana Frivoli colpisce per l’espressività emblematica dei suoi colori. Ogni angolo della tela sottolinea e sospinge verso l’esterno l’immagine che diventa portatrice di poetica nell’immediato contatto col pubblico.

Frivoli mette in gioco la sua personalità e produce percorsi innovativi attraverso ritratti, nudi, paesaggi e suggestioni, in opere realizzate su tela e carta, con tecniche personali, che rivelano la fantasia e il desiderio di una sperimentazione inarrestabile.

Con pennellate a volte amare e cupe, a volte felici e rinnovate affronta con decisione i suoi temi preferiti e le innovazioni nei suoi percorsi tecnici.

Per saldare il proprio mondo spirituale con il senso della pittura sceglie di mostrarsi al pubblico e partecipa a manifestazioni   d’arte, mostre collettive e personali, nei più conosciuti spazi italiani ed esteri. Nei suoi viaggi tra le più grandi capitali europee, grandi Maestri tra i quali Picasso, Matisse, Toulouse-Lautrec, la colpiscono profondamente. Decide di trasferirsi per un breve periodo nell’Africa magrebina (Marocco) poi, in Turchia. In questo periodo Silvana Frivoli cerca artisticamente una congiunzione tra Oriente ed Occidente in termini di potenziale integrazione tra culture.

La sua pittura diventa autobiografica.  I colori puri e decisi narrano, attraverso le diverse condizioni della donna, un mondo nel quale la femminilità continua a lottare nell’attesa di affiorare lentamente oltre la barriera dell’estremismo religioso.

Negli stessi anni l’artista sviluppa una stretta collaborazione con la Franco Angeli Editori che, nelle pubblicazioni su argomenti medio orientali, si avvale dei suoi dipinti per comporre le prime pagine di copertina dei libri da lui editi.  Le figure si caratterizzano per diventare ritratti intimi. Un modo tutto intellettuale e virtuoso che si avvicina concretamente al dilemma di una storia che ha visto l’uomo e la donna su due fronti troppo spesso contrapposti. Nella sua produzione conquista sempre più centralità il tema della donna forte, sicura e le opere “Nudo sul tetto” 2009 e “Notturno in finestra con farfalla” esprimono un messaggio chiaro di liberazione.

Ancora una donna coinvolgente si nasconde sotto il travestimento del “Clown”; tela che vende nel maggio del 2012 in Cina, durante la grande Mostra   presso   l’Istituto   Italiano   di Cultura a Pechino.

Il viso, la figura tutta, come anche il fondo sono immersi in uno sfavillio di colori che corrono verso gli occhi di chi guarda, abbagliandone la vista e costringendo il pensiero, lo sguardo e l’attenzione a rimanere legati a quell’immagine lucida, bella, scivolosa. Una interpretazione gioiosa della donna che anche dietro giochi e travestimenti conferma in ogni occasione grazia e femminilità.

Per approfondire tecnica e ispirazione decide di frequentare la Scuola Libera del Nudo presso la Libera Accademia delle Belle Arti “RUFA” di Roma.

La figura cresce a elemento dinamico, ispirazione ideale, razionalità concreta e, nel contempo, sogno di un mondo che cerca con difficoltà il suo equilibrio e la sua riconoscibilità.

Tutto è mutevole e precario. Non c’è più uno spazio definito.

Oggi la sua ricerca dell’armonia supera l’attenzione grafica della geometria e la luce diventa ancor più lo strumento essenziale per stringere con decisione verso l’introspezione.  Un segno materico e deciso, con uso privilegiato dei colori primari, si fa strada per rendere essenziale il suo tratto fino a modificarlo in un segnale di bellezza platonica e di anticonformismo, verso la conquista di libertà.

Il mio tempo

Eclettica, creativa, attenta alle suggestioni, attratta dall’originalità, e dalla ricerca dei cambiamenti intesi come presupposto di sviluppo intellettuale e psicologico.

Paola Vincenti, pittrice e scultrice, non ama pianificare un risultato e realizzarlo rimanendo legata al progetto iniziale.  Per lei il momento della creatività nasce esattamente quando ogni cosa   sembra   disperdersi   perché, in   realtà, proprio quello diventa il suo punto di partenza. Le motivazioni sono legate all’attimo delle folgorazioni.

Sale l’esaltazione del nuovo quando cresce il timore di una soluzione che sembrava allontanarsi. L’emozione diventa   ispirazione   e le percezioni esterne vengono riprodotte su tela in tempo reale, nell’irrequietezza del momento.

L’ansia   della   strada   sconosciuta   acuisce   la sensibilità e i sensi concedono con maggiore eccitazione l’inatteso piacere del ritrovamento. “Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare”, diventano i tre concetti che riassumono la sua arte ….(Helmut Newton)

Le opere di Vincenti innescano un processo di lettura che supera la semplice visione degli oggetti o delle situazioni apparenti.

L’attesa di una comprensione fedele suggerisce interpretazioni misteriose, profonde quando il suo bagaglio artistico si   arricchisce con tecniche e ispirazioni fatte di schemi autonomi, sempre più personali e concettuali.

Suggerisce trasposizioni tra fruitori e protagonisti dei suoi quadri.

“Privo d’essenza” del 2016 invita al superamento del convenzionale. Il senso dell’opera non si legge partendo dall’impatto visivo, ma ricercando quell’idea perseguita per realizzarla.

L’apparenza e la bellezza vengono riposte sul filo anonimo del tempo mutevole e precario. Un momento in cui l’uomo ha abitato e vestito i panni della sua stessa ombra. Vacuo e scadente il mito della bella vita.

Tutto è mutevole e precario.  Non c’è più un tempo certo.

Il sapiente ricorso al disegno o al profilo accademico consente a Paola Vincenti di muoversi su schemi autonomi  che seguono  un processo creativo e maturo; inteso a voler  interagire con il pubblico oltre le categorie pittoriche consolidate, in un iniziale coinvolgimento formale-estetico, cui fa seguito una scelta d’arte nell’alternanza tra intuizione e relatività.

Save the date

Museo Venanzo Crocetti, via Cassia 492
“Il mio tempo“ di Paola Vincenti
“Il mio spazio” di Silvana Frivoli
20 – 25 gennaio 2018

vernissage sabato 20 gennaio alle 18
Orario mostra: dal lunedì al venerdì 11-13 e 15-19. Sabato 11-19 e domenica chiuso

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