Home ATTUALITÀ In via Flaminia c’è un posto che sa di buono

In via Flaminia c’è un posto che sa di buono

mensa carita de la salle

Oltrepassato Ponte Milvio e camminando lungo via Flaminia, poco dopo, al numero 329, troviamo due porticine in vetro. Sul muro una targa dice che si tratta della “Mensa della carità de La Salle“.

E’ ora di pranzo e lungo il marciapiede c’è un folto gruppo di persone in attesa mentre all’interno stanno scolando la pasta, circa 12 chilogrammi: è il momento più importante della giornata.

Un’organizzazione ben rodata garantisce il funzionamento della mensa, ognuno sa perfettamente quello che deve fare, l’atmosfera è quella di un’allegra brigata di cucina.

Noi siamo quelli del mercoledì”, così si presentano le organizzatrici. Sono le mamme degli alunni e degli ex alunni dell’istituto Villa Flaminia. Tranne lo chef, Francesco, che da tre anni è un semplice volontario.

mensa carita de la salleGli chiediamo se qualcuno si sia mai lamentato del cibo e con una punta di orgoglio ci risponde: “il mercoledì non si è mai lamentato nessuno!”. E dal profumo che sale dalle pentole non stentiamo a credergli.

Ci mettiamo in fila

Ci mettiamo in fila e parliamo con un uomo in attesa. E’ anziano, ha un accento straniero. Da quanto tempo frequenta questa mensa? gli chiediamo e lui “Da quando ha aperto“.

Poi aggiunge: “ci vengo tutti i giorni tranne il sabato e la domenica. Si mangia benissimo, io preferisco questa mensa a tutte le altre. Ci sono tante persone di tutte le nazionalità e tutte accolte col cuore, con tanta pazienza e generosità“.

Accanto c’è un ragazzo italiano. Ci dice che frequenta questa mensa  da un anno e mezzo.
Le persone sono splendide, non è solo un problema di cibo, è una questione di stare bene con chi ti accoglie senza farti domande. Tante volte vai da altre parti e ti trovi un po’ così … allora uno stenta, invece qui mi sento in un ambiente familiare“.

Gli chiediamo da dove viene. “Io sono di Primavalle ma faccio dei lavoretti in centro la mattina. Guadagno poco e spero di migliorare ma intanto qui trovo un pasto caldo tutti i giorni“.

Il pasto è servito

Si sono fatte le 13, è ora di aprire le porte. Tutti si mettono in fila ordinati e pazienti, entrano a due a due per non creare confusione, per essere contati e capire quanti pasti si debbano servire.

Sono uomini e donne di diverse età e nazionalità, non pochi gli italiani: la povertà non guarda in faccia a nessuno.

Scorrono in modo ordinato e salutano, ognuno di loro prende un vassoio con un pasto completo, primo, secondo e contorno, c’è anche il dolce.

mensa carita della salle

Non solo le mamme

Anche gli alunni dell’istituto Villa Flaminia si occupano a rotazione del servizio. E lo fanno con serietà.

Da quanto tempo ti dedichi a questa mensa e perchè lo fai? chiediamo ad uno dei più grandi.
Da quando sono in questa scuola, dal 2015, cioè dal secondo liceo. Il volontariato m’interessa molto dal punto di vista personale. E’ gratificante farlo perchè fa bene all’anima ricevere un sorriso da una persona che ha meno di te.”

Cosa diresti ad un coetaneo per invitarlo a fare questa esperienza?Gli direi di provare. Forse è una cosa soggettiva, c’è a chi interessa e a chi interessa di meno. Il modo per scoprire che è effettivamente gratificante è rimboccarsi le maniche e provare“.

La storia della mensa

La mensa della carità “De La Salle” nasce a cavallo fra il 2001 e il 2002 per volontà di fratel Donato Petti, direttore e preside dell’istituto Villa Flaminia, e viene affidata da subito a Graziella Bussoni, mamma di un alunno del Villa Flaminia.

Inizialmente era costituita da una piccola sala poi, col tempo, vista l’affluenza e la necessità di fare tre turni, è stata ampliata diventando una grande sala da pranzo, calda e confortevole, nella quale campeggia un quadro di San Giovanni Battista De La Salle, ispiratore e fondatore delle scuole Lasalliane e patrono degli  educatori cristiani.

mensa carita de la salle

L’organizzazione

Graziella Bussoni continua a dirigere la mensa nonostante il figlio abbia terminato il ciclo di studi già da diverso tempo.

Come reperite le materie prime e i fondi?
Abbiamo iniziato con i mercatini e con un’autotassazione poi attraverso tutti gli enti accreditati che si possono rivolgere agli aiuti della Comunità Europea come il Banco Alimentare, e la comunità di Sant’Egidio. Siamo anche in buoni contatti con la Caritas.

E’ mai capitato che mancasse cibo?
No, non è mai successo. La provvidenza esiste.”

mensa carita de la salleQuesta mensa è un osservatorio: c’è veramente stato un aumento della povertà in questi anni?
Decisamente si. Qui i posti a sedere sono 112 però la media è in genere di 120-130 persone quando una volta al massimo ne venivano 30. Comunque qui da mangiare c’è sempre per tutti“.

Perché fare volontariato proprio in una mensa?
E’ una terapia che fa bene all’anima. Il volontariato ti fa dimenticare i problemi personali perchè ti rendi conto che c’è tanta gente che sta veramente male. E inoltre gestire questa mensa con la collaborazione dei ragazzi dell’Istituto è servita e serve come esempio per i nostri figli che hanno di tutto e di più“.

Romeo Difra

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3 COMMENTI

  1. E’ proprio vero… Il volontariato è una terapia che fa bene all’anima oltre che essere un grande aiuto per i bisognosi. Grazie!

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