Un sasso nello stagno di via Cassia Antica

Un sasso nello stagno di via Cassia Antica

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VignaClaraBlog.it

Chi ben comincia è a metà dell’opera” dice l’adagio, ma chi finisce bene di sicuro aiuta l’altra metà dell’opera, che normalmente comporta una serie di lavori complementari. Che però non sono mai stati né fatti né seriamente presi in considerazione negli ultimi anni.

I due eventi

Quasi tredici anni fa, il 22 dicembre 2004, venne inaugurata la Galleria Giovanni XXIII: 2900 metri, il terzo tunnel stradale urbano più lungo d’Europa.

Fu un evento quasi epocale perchè alleviò drasticamente la viabilità del quadrante nordoccidentale mettendo in congiunzione diretta le zone di Vigna Clara, Foro Italico e Ponte Milvio con Monte Mario, Pineta Sacchetti e la Trionfale liberando così via Cortina d’Ampezzo dalla morsa del traffico e dalle chilometriche file e facendo scomparire gli ingorghi perenni da Piazza Giochi Delfici a Vigna Clara.

Otto anni dopo, a marzo 2012, grazie alla tenace battaglia di comitati cittadini e di alcune forze politiche locali, in via Cassia Antica – dopo un lungo periodo di sperimentazione – fu aperta al traffico privato la corsia a scendere, quella che, riservata allora solo ai bus, consente da via Cassia Nuova di raggiungere Piazza Giochi Delfici e da lì la Camilluccia, piuttosto che Ponte Milvio e quindi il Lungotevere, alleggerendo molto Corso Francia che in quel periodo era uno dei siti più inquinati della Capitale.

La correlazione

Cosa mette in relazione i due fatti? Che ancora oggi sono presenti i rimasugli di una pianificazione stradale figlia della vecchia situazione, con tanto di stop, in via Cassia Antica, a favore di Via Cortina d’Ampezzo, strada prima trafficatissima ma oggi a traffico locale.

I frequenti micro incidenti – per non parlare di quelli più seri – che avvengono all’incrocio fra le due strade ricordano ogni volta la necessità di disciplinarlo diversamente perchè lì, in quella confluenza, esiste un concreto problema di viabilità e sicurezza mai affrontato concretamente.

In tanti negli ultimi anni si sono espressi sul tema ma alle parole non è seguito mai un fatto. Eppure è improcrastinabile trovare una soluzione.

Provare per credere

Chi ancora non conosce il problema provi a scendere da via Cassia Nuova in direzione Piazza Giochi Delfici e provi a rispettare quello stop.

Impossibile vedere chi viene dalla destra e, mentre girando la testa  e rischiando una lesione cervicale si tenta di farlo, diventa impossibile vedere chi viene di fronte.

Superare quello stop restando indenni è un po’ come vincere il famoso terno secco al lotto.

Consapevoli che al solo parlarne si ribelleranno i residenti via Cortina D’Ampezzo, è innegabile il fatto che via Cassia Antica – diventata oramai di grande viabilità e utilità (basti pensare alle centinaia di auto che ogni mattina si dirigono verso il Liceo Farnesina, la scuola elementare di via Zandonai e la media di via della Maratona senza dimenticare tutti gli automobilisti diretti verso il Lungotevere) – non può “cedere il passo” ad una strada che nei fatti serve solo al traffico locale.

La “sudditanza” dell’una nei riguardi dell’altra è durata troppo tempo a scapito della mobilità locale.

Soluzione? Un secchio di vernice

Si è parlato spesso di una rotatoria. Sono stati presentati progetti. Si è detto che non c’è lo spazio per farla. Si è detto che il Comune non ha fondi per realizzarla. Si è detto che il trasporto pubblico ne soffrirebbe. Sono state prospettate allora altre soluzioni. Poi è calato il velo.

Ma in attesa che si trovi quella giusta una ce n’è, di immediata realizzazione: invertire gli stop prima che accada un nuovo  incidente. Basta un secchio di vernice.

Se ne torni a parlare, ma presto

Per troppo tempo questo problema è rimasto nel cassetto, occorre quindi che se ne torni a parlare, seriamente e presto.

Si risveglino i comitati cittadini,  se ne faccia carico la competente Commissione consiliare del XV, si facciano nuovi studi sui flussi di traffico,si coinvolga l’Agenzia capitolina per la Mobilità visto che via Cassia Antica è “strada di grande viabilità”, di competenza cioè del Comune e non del Municipio XV.

Noi il sasso nello stagno l’abbiamo gettato. E, come dice lo scrittore, pedagogista, giornalista e poeta Gianni Rodari nel suo libro “La grammatica della fantasia”, “… un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro…” Ecco, ora attendiamo queste reazioni.

Claudio Cafasso

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Via Cassia, 310, Roma, RM, Italia

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14 COMMENTI

  1. Non sarà, forse, che lo stop di via Cortina d’Ampezzo interessa i potenti residenti del consorzio Cortina d’Ampezzo? Così, la butto lì…

  2. Via Cortina d’Ampezzo copre il traffico locale????? ma dove vivete? ahimè purtroppo gli abitanti di via Cortina d’Ampezzo sono triplicati e di conseguenza le loro auto,visto che rimane ancora un solo autobus a servire ogni 50 minuti…la zona;inoltre ogni mattina e ogni sera si riversano sulla via gli abitanti del Trionfale per raggiungere Corso Francia o ponte Milvio.
    A differenza di chi abita in via Cortina ,gli abitanti della Cassia sono serviti da più autobus,hanno vie alternative e scuole, compresi licei di vari indirizzi ,nella loro zona .

  3. Lei è ferma a 13 anni fa cara Antonella, gli abitanti del Trionfale prendono la galleria per andare a Corso Francia o Ponte Milvio, ci vogliono 5 minuti per arrivarci. E noi della Cassia avremmo vie alternative? Mi dica quali. Noi avremmo licei di vari indirizzi? Mi dica i nomi, a parte il De Sancits a Grottarossa non ce ne sono altri. Dai Antonella, si capisce benissimo che state difendendo un privilegio.

  4. Provare per credere,venga la mattina e osservi la fila in via cortina,e i tempi di attesa di studenti e lavoratori alle fermate del 446. e quale sarebbe il privilegio?

  5. Non direi proprio che la Cassia antica sia più trafficata di Cortina, anzi. E dovrebbero esserci altri bus oltre al povero 446. La situazione attuale è quella meno vessatoria in termini di traffico. Se poi si vuole egalitarizzare la situazione, rotatoria sia.

    • Bene caro Vfiore, venga una mattina e poi mi sappia dire. Però lei ha cambiato discorso, qui il problema non è il traffico la ma la sicurezza di quello stop pericolosissmo. Ogni mattina mio figlio ci passa col motorino per andare al Farnesina e ogni mattina io prego che tutto vada bene perchè i ragazzi che hanno avuto incidenti in quel posto in questi anni sono decine. Ma lei ha mai provato a attraversarlo ? Sia sincero.

  6. Il problema è che venendo dalla Cassia attraversare l’incrocio viene fatto al buio, perché non c’è visibilità. Provare per credere!

  7. Quando si tratta di uno svincolo infelice, infelice da sempre, l’ho percorso per 5 anni tutte le mattine nei lontani anni 70 e ho fatto parte di quelli caduti per il ghiaccio che in inverno non si scioglie mai, lo trovo ancora più infelice con lo stop su via cassia, quando passo vado sempre pianissimo unica soluzione per stare tranquilli. Anche se trafficato resta molto infelice.
    La stessa Via Cortina D’Ampezzo ricorda una stradina di montagna tutta curve, pendenze e avvallamenti.
    Tra le tante soluzioni è stato vietato o limitato il traffico su via cassia nella direzione verso la città ho pagato due multe da 140 euro ciascuna, lo stop su via cassia è stato necessario per far ridurre la velocità ai veicoli che su quel tratto dopo la discesa diventano ingestibili…..capisco, ho fatto pure un testacoda (andavo a 40 Km all’ora) per l’olio che sbrodola dagli autobus.
    Mi complimento con il giornalista Cafasso.

  8. Non capisco quale sia il pericolo per chi scende dalla Cassia. Lo stop è diversi metri dietro rispetto all’immissione di Viale Cortina d’Ampezzo e, quindi chi viene da via Cassia vede tranquillamente chi scende da viale Cortina d’Ampezzo. Considerando che dallo stop ci si dovrebbe muovere a incrocio libero e non prima, direi che il problema si riduce a una questione di disciplina automobilistica.

    • Le sue parole sono smentite dalla foto pubblicata in testo all’articolo. Guardi un po’ dove sta lo stop?
      E se uno guarda a destra come fa contemporaneamente a guardare davanti? Ma si rende conto di quanto è pericoloso o parla solo per parlare?
      E sono d’accordo con il commento del sig Luciani, un bel semaforo e tagliamo la testa al toro!

  9. Grazie alla redazione per aver posto il problema.Impossibile per chi viene da via cassia vedere se non con un occhio rotatorio chi viene da dietro cioe’ da via cortina. Ogni volta c’e il rischio di venire travolti. E poi una strada statale deve subire un arresto per una strada secondaria?,Si sbrighi la competente commissione ad affrontare il problema.

  10. Se posso permettermi ci vorrebbero da anni due rotatorie che risolverebbero il problema di quel tratto di via cassia antica, il primo in corrispondenza dell’incrocio supermercato, via cortina d’ammezzo e via cassia; il secondo davanti all’ingresso del parco del marymount (via pareto incrocio via cassia) in modo da migliorare la viabilità totale di una strada super congestionata e per evitare che tutti, perché ogni giorno ci vedo qualcuno, commettano l’infrazione per andare a piazza giochi delfici da via pareto…..
    Io non entro nel merito di chi ha più privilegi o benefici, con queste due risolveremmo un problema di tutti ….IL TRAFFICO

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