Controlli della Polizia Locale in via Gradoli. Comitato: “Un primo risultato”

Controlli della Polizia Locale in via Gradoli. Comitato: “Un primo risultato”

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Immobili già sottoposti ad ordinanza sindacale di inabitabilità e sgombero da novembre 2007 ancora presenti e abitati abusivamente, allacci alle utenze irregolari, bombole di gas in scantinati trasformati in loculi abitativi, uno o più di questi adibito a luogo di detenzione per prostitute, fatti di cronaca nera, come l’ultimo avvenuto pochi giorni fa che ha visto  una giovane ragazza di origine romene pestata a sangue in pieno giorno perchè si rifiutava di prostituirsi (l’aguzzino è stato poi arrestato pochi giorni dopo).

Il decadimento di via Gradoli, la situazione di degrado edilizio in cui versano numerosi locali interrati e seminterrati, la mancanza di sicurezza, tutte situazioni da anni denunciate alle istituzioni dal “Comitato per via Gradoli“ sembrano non avere una fine.

Ma qualcosa è accaduto. Forse un primo segnale?
L’ultimo comunicato stampa del Comitato, l’interrogazione urgente della consigliera municipale M5S Luisa Petruzzi al Presidente e all’Assessore competente del Municipio XV, gli articoli sulla stampa locale hanno prodotto un primo risultato.

A darne notizia è appunto il Comitato per via Gradoli spiegando in una nota che nel pomeriggio di mercoledì 6 settembre “il personale del XV Gruppo della Polizia Locale di Roma Capitale è intervenuto presso il civico 65/69 di via Gradoli per controllare i monolocali più volte segnalati dai residenti e dal comitato come nuovamente e abusivamente riutilizzati a scopo abitativo, in aperta violazione dell’ordinanza sindacale di  inabitabilità e sgombero del novembre 2007”.

Dalle informazioni in possesso del Comitato l’esito dell’intervento sembra essere stato assai positivo.
“Anche i locatori e  i locatari non presenti al momento del sopralluogo sono stati convocati per essere identificati e fornire loro le  dovute informazioni – spiega la nota -. Inoltre il personale del XV Gruppo ha fatto richiesta all’amministratore del condominio di trasmettere al responsabile del procedimento l’anagrafe condominiale aggiornata e completa di residenza e reperibilità dei proprietari dei famigerati “loculi”.

“Ringraziamo il Comandante del Gruppo dr. Renato Marra per l’intervento volto a ristabilire la legalità” sottolinea il Comitato sostenendo che l’intervento “come più volte ribadito, era necessario ma non sufficiente: per la definitiva risoluzione della “questione” di via Gradoli si rende indispensabile, insieme ad altri provvedimenti, l’emanazione da parte dell’Area Tecnica del Municipio XV dei dovuti atti amministrativi, previsti dalla normativa vigente in materia di edilizia, mirati a rendere gli immobili censiti nella categoria non residenziale non più fruibili ad uso abitativo”.

“Rimaniamo in attesa che il suddetto Ufficio, dopo anni di vane richieste, batta finalmente un colpo – conclude la nota –  così come aspettiamo riscontri dall’Amministrazione Capitolina, in primis dal Sindaco, massimo responsabile in materia di igiene e salute pubblica”.

Nel frattempo, dopo l’intervento, il Gruppo XV della Polizia Locale ha compiuto un ulteriore passo. In una lettera inviata dal dirigente dello stesso, Renato Marra,  al presidente del XV Stefano Simonelli e al comandante generale della Polizia Locale, Diego Porta, è stato ribadito “il persistere di una lacunosa attività amministrativa svolta precedentemente che ha causato il ripetersi di alcune situazioni verificatesi negli anni passati” sottolineando aver quindi interessato le altre strutture competenti (Municipio, Asl, Dipartimento capitolino alle politiche sociali, Agenzia del Territorio) “al fine di risolvere definitivamente la questione“.

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15 COMMENTI

  1. Speriamo che si prosegua su questa strada e non che non si tratti del solito intervento di facciata. Altri edifici necessitano degli stessi interventi, in particolar modo il civico n.96 e poi andranno smantellati per sempre gli impianti tecnologici presenti nelle cantine. Le cantine devono tornare ad essere cantine e mi auguro che i loro proprietari (che mi risultano quasi tutti italiani) siano adeguatamente sanzionati per tutte le violazioni e scorrettezze compiute da tanti anni a questa parte (per non parlare dei danni economici, tecnici e morali agli abitanti della via). Un “loculo” di 10-15 mq trasformato in mini abitazione (locato però come magazzino trattandosi di categoria C/2 o C/6, così a livello fiscale si è aggirato l’ostacolo) è un’offesa alla dignità ed alla salute della persona.

  2. Prima del formarsi dello stesso Comitato via Gradoli era allo sbando totale, oltre ai problemi di cecità amministrativa che persistono, dalle 21,30 fino a tarda notte si poteva assistere ad una vera e propria “migrazione” di transessuali che “zoccolando” con rumorosi tacchi alti si raggiungevano la Cassia in cerca di un passaggio fino al proprio posto di “acchiappo” in quanto quello del “lavoro finito” risultava spesso essere nella strada stessa.
    C’è da chiedersi invece quale potrà essere il futuro della non distante via Stasi che oltre agli stessi problemi di abitabilità nella metà alta e strapiena di buche (crateri) non possiede un solo lampione funzionante ma di transessualità tanta…

  3. Speriamo che qualcosa o meglio qualcuno faccia il suo lavoro per mantenere o a volte riportare la legalità nella nostra via, un grazie speciale al comitato che tra mille difficoltà e minaccie non si è mai arreso.Le persone “oneste” di via gradoli chiedono solamente legalità e controlli cose che normalmente ci dovrebbero essere oltre che nella nostra via anche in tutta la città.
    Ringraziamo anche la consigliera Luisa Peruzzi che ci sta’ aiutando anche perché almeno Lei ci ha messo la faccia mentre persone che dovrebbero farlo come loro lavoro si sono sempre tirati indietro e nascosti non capendo mai che interessi strani ci sono nella nostra via.
    La speranza è dura a morire!!!!!!!!!!

  4. I controlli ben vengano, sono utili soprattutto in un caso come ques’ultimo, per
    porre argine ad una rioccupazione massiccia dei monolocali ubusivi.
    Ma servono gli atti amministrativi da parte di Piazza del Campidoglio e via Flaminia.
    Visto che gli Uffici Tecnici Municipali e i Dipartimenti Comunali non vedono,
    non sentono e non parlano, per i motivi che si possono facilmente immaginare,
    urge un intevento autorevole dei vertici politici delle rispettive amministrazioni
    che chiarisca una volta per tutte quale sia la loro posizione. La tutela della salute
    pubblica, della sicurezza e della dignità umana o viceversa il salvacondotto delle
    rendite speculative , dei turpi mercimoni o di altri illeciti e oscuri traffici.

  5. Speriamo Laura….se fossimo in un altro Paese ti direi vedrai che alla fine pagherà chi ha sbagliato, ma siamo in Italia. In tutti questi anni cosa è successo a quei responsabili degli uffici che hanno concesso (senza venire a controllare di persona) la sanatoria, per fortuna revocabile, ad alcuni locali di 10 mq? E cosa è successo ai responsabili degli enti pubblici preposti ai controlli che hanno “dormito”? E cosa è successo a chi ha locato un magazzino come abitazione? Niente o forse qualche piccola multa (di certo non spaventa lo speculatore). Questo è il timore del Comitato ed il mio di cittadino onesto (come tanti altri abitanti di via gradoli), e fin quando non ci sarà uno smantellamento degli impianti tecnologici delle cantine non potremo cantare vittoria.

  6. Come ben sa Luciano, il Comitato nell’aprile 2013, nomi, cognomi,
    indirizzi e numeri di telefax di alcuni di quei responsabli, unitamente ai
    nomi dei vertici politici, li ha messi per iscritto nella denuncia presentata
    alla Procura della Repubblica di Roma.
    Ovviamente tale denuncia è stata prontamente archiviata.
    Questo sarebbe il bel paese ?
    Il paese più bello del mondo ?
    Sì, forse in cartolina.

  7. Segnalo un’altro piccolo risultato a seguito dell’interpellanza della
    consigliera M5S Luisa Petruzzi e della nuova attenzione emersa sulle
    problematiche di via Gradoli: venerdì 22 u.s. presso la via medesima
    si è svolta la riunione congiunta della commissione consiliare delle
    Elette e della commissione Politiche sociali, Sanità, Immigrazione e
    Integrazione, presente anche l’Assessore alle Politiche Sociali, Sanità
    e Sussidiarietà Paola Chiovelli. Il Comitato era rappresentato dal Presidente
    e dal vice Presidente; ospite esterno anche il consigliere Marco Paccione.
    Le richieste avanzate dal comitato e verbalizzate sono le medesime rivolte
    invano da anni a tutti i Presidenti di Municipio, Assessori, Presidenti
    della Commissione Urbanistica-Edilizia, Direttori Apicali, Responsabili
    della Direzione Tecnica. Tutti non hanno visto, non hanno sentito e
    non hanno parlato.
    Non so se quest’ennesima sollecitazione sortirà qualche effetto;
    sicuramente dall’atteggiamento dei consiglieri Mocci, Chirizzi e Paccione
    sarà risultato evidente a tutti gli astanti (per il comitato già lo era)
    il perchè del vuoto cosmico prodotto dalle precedenti giunte sulla
    “questione” di via Gradoli.

  8. Ieri mattina nuovo intervento presso il civico 65/69 di via Gradoli
    da parte del personale del XV Gruppo di Polizia di Roma Capitale.
    E’ presumibile che si vogliano controllare non solo i monolocali
    segnalati dai residenti e dal comitato ma tutti gli immobili già
    oggetto dell’ordinanza sindacale di inabitabilità e sgombero del 2007
    e verificarne il rispetto, alle luce anche delle “criticità” e delle
    inadempienze riscontrate e citate nella nota del Comandante
    dr. Renato Marra.
    Confidiamo che anche gli altri Enti menzionati, in primis Municipio
    e Comune, collaborino per la risoluzione definitiva, non solo presso
    il sopracitato civico, dell’intera “questione” di via Gradoli e quindi
    adivenire alla demolizione del “sistema” Gradoli.

  9. Devono controllare bene e tutti e io perche non vengono ad abitarci i proprietari di. queste cantine anzche fare i soldi sulla pelle di e’ bisognoso

  10. Non si è fatta attendere la risposta del “Sistema Gradoli” alla nuova attenzione sulla via.
    Dopo la forzatura della cassetta postale del sottoscritto, con sottrazione
    della corrispondenza, venerdì u.s. la medesima è stata riempita e imbrattata
    con escrementi di origine animale.
    Ovviamente ho presentato formale denuncia presso il commissariato di P.S.
    “Flaminio Nuovo”. Altrettanto ovvio che questo ennesimo atto intimidatorio
    non fermerà l’azione del Comitato.

  11. Pieno sostegno al Presidente ed al Comitato che stanno facendo tanto per riportare la legalità a Via Gradoli. Mi auguro che si faccia piena luce su queste azioni intimidatorie di cui è facile immaginare i mandanti. E’ l’ennesima riprova e conferma che il “problema” Via Gradoli va risolto urgentemente. Lo chiedono da tempo a voce alta i tanti residenti ma credo più in generale tutte le persone rispettose della legge. Attendiamo fiduciosi che le nuove forze politiche ed il Presidente Simonelli diano un segnale significativo di cambiamento rispetto al passato, le cantine devono tornare ad essere cantine.

  12. Grande sostengono al presidente del comitato, con questa gente non è facile vincere senza l’appoggio delle forze dell’ordine che spero presto aiutino le persone oneste di via gradoli.
    Saluti

  13. Ringrazio della sincera solidarietà e della vicinanza
    espressa non solo su codesta testata.
    Ricordo che per il 18 p.v. è stata convocata una riunione della Presidenza
    del Municipio sulla “questione” di via Gradoli ove interverrà anche il XV
    Gruppo di Polizia Locale.
    Ovviamente aspettiamo segnali di vita anche dal Campidoglio: al
    momento solo un reboante silenzio.

  14. E’ necessario arrivare allo smantellamento degli impianti idrici (adduzione e scarico) ed elettrici dei locali accatastati nella categoria cantine, anche per far cessare l’abitudine di locare ufficialmente come magazzino mentre in realtà si intende abitazione; questa prassi, in caso di contestazione, consente al proprietario di … cadere dal pero.

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