Home GROTTAROSSA Cassia, sarà abolita la classe modulare della scuola “Parco di Veio”?

Cassia, sarà abolita la classe modulare della scuola “Parco di Veio”?

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Un’insegnante va in pensione e non ci sono colleghi per sostituirla. Così, almeno pare, la classe rischia di essere abolita e i bambini smistati su altre con orari diversi non facilmente gestibili dai genitori che avevano scelto la modulare sulla base di precise necessità.

E quanto denuncia la d.ssa Alessandra Conti, mamma di una bambina che frequenta la classe modulare nella scuola Parco di Veio, a Grottarossa, che ha scritto al Ministero dell’Istruzione, alla presidenza della Regione Lazio, al Sindaco di Roma e al presidente del XV Municipio chiedendo il loro aiuto.

Questo accadeva qualche giorno fa. Oggi, riprendendo carta e penna, ha nuovamente scritto agli stessi destinatari per confermare quello che nei giorni scorsi era solo un timore: la soppressione della classe modulare parrebbe essere in arrivo.

Non ci sono sostituti

“Alla luce della riunione svoltasi oggi – scrive la d.ssa Conti –  segnalo che la Dirigente Scolastica ci ha informato che il Provveditorato, per il numero totale di alunni da Lei comunicato, non fornisce un numero di docenti sufficienti a tenere in vita la nostra classe, specialmente ora che la maestra titolare andrà in pensione”.

“Ribadisco come sia strano che l’anno scorso la classe si sia potuta formare e come quest’anno, forse solo con qualche alunno in meno, la stessa debba essere soppressa interrompendo un percorso didattico,sconvolgendo la già difficile organizzazione delle famiglie, stravolgendo il gruppo classe che si era formato e che comprende un alunno disabile molto a suo agio in questo ambiente più circoscritto rispetto a classi numericamente superiori”.

L’alternativa

L’alternativa proposta – smistare i bambini nelle classi a tempo pieno mantenendo però l’orario modulare – non piace ai genitori.

“Capite bene – incalza la mamma – come il programma a tempo pieno venga strutturato su 40 ore e non su 30 come nel modulo; portare via i bambini secondo il vecchio orario permetterebbe alle famiglie di non sconvolgere l’organizzazione ma  penalizzerebbe il programma di istruzione dei  nostri figli”.

“La scelta che ci viene proposta è dunque una specie di capestro: restare con l’orario cui i bambini si sono abituati penalizzando la loro didattica o far fare loro l’orario pieno che noi mamme non avevamo scelto, organizzando le nostre vite su quelle 30 ore che all’inizio dell’anno scorso pensavamo sarebbero state tali per 5 anni”.

“Il tempo modulare è una scelta precisa  e consapevole in cui si crede fortemente e che permette un maggior contatto con i propri figli nello svolgimento dei compiti ed in altre attività, non si può barattarla – esclama Alessandra – con qualcosa di completamente diverso!”

Deve proprio finire così?

“E’ possibile che debba finire così e che non si possa prendere a cuore la situazione? Non ci sono scuole pubbliche nelle circostanza con orari analoghi o con disponibilità di posti, siamo in balia di un sistema che decide tagli sulla istruzione dei nostri figli senza tener conto del diritto di continuità allo studio”.

“Attendo cortese risposta – conclude la d.ssa Conti – nella speranza di un dialogo che non abbiamo potuto avere, prendendo semplicemente atto, alla fine dell’anno scolastico, di una decisione già attuata”.

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