Quando il sorriso di Monna Lisa impegna undici eletti

    Quando il sorriso di Monna Lisa impegna undici eletti

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    Le Commissioni Consiliari Permanenti sono istituite per un più incisivo svolgimento delle funzioni di indirizzo e di controllo politico-amministrativo svolte dal Consiglio del Municipio…. esse svolgono attività istruttoria, referente, propositiva e di controllo sulle materie di propria competenza e…. sugli atti del Consiglio, per una più approfondita e specifica trattazione delle materie di competenza dello stesso“.

    Così recita il regolamento del XV Municipio ispirato a concetti di pragmatismo: le commissioni devono stare con i piedi in terra e lavorare sui problemi del territorio. Niente discussioni sul sorriso della Gioconda o dibattiti sul calcolo quantistico.  Se proprio se ne vuole discutere c’è un comodo accogliente bar, basta attraversare via Flaminia.

    Accade invece che tempo fa due commissioni, la “Politiche Sociali” e quella “Delle Elette”, siano state convocate in seduta congiunta per parlare, o meglio, per sentir parlare di transgenderismo e omosessualità un rappresentante di una Onlus che si occupa della materia.
    Lo stesso che poi avrebbe replicato il suo speech all’evento tenutosi il 10 maggio nel Museo Crocetti di via Cassia organizzato dal XV Municipio.

    Probabilmente con la logica del repetita iuvant, undici consiglieri – di cui otto M5S, due PD e uno Lista Marchini – ancor prima di recarsi a quell’evento si sono però intrattenuti in commissione per oltre due ore ad ascoltare lo stesso argomentare.
    Zero dibattito, solo ascolto: lo si rileva dal verbale della seduta.

    Ora, qui non si entra nel merito del tema – poteva trattarsi anche dell’appassionante e mai risolto mistero del sorriso di Monna Lisa – ma in quello della competenza e della coerenza: che c’azzecca  il transgenderismo con una, anzi due commissioni municipali?

    Undici consiglieri impegnati per due ore – che con una metrica privatistica equivale a tre giorni/uomo lavorativi – non avevano nulla di territorio di cui dibattere per poi essere retribuiti?

    Perchè poi, è bene  ricordarlo, le sedute di commissione concorrono al monte gettoni di presenza mensile. Gettoni pagati dai contribuenti che vorrebbero vedere i loro eletti sul pezzo, non abbeverarsi al pozzo di una scienza che nulla attiene alle sorti del territorio.

    Istruirsi sulle tematiche che attraversano la società moderna è un diritto, forse anche un dovere per chi eletto dai cittadini. Ma che lo faccia a proprie spese, o no?

    E se uno degli undici presenti in cuor suo si porta dietro il cruccio di non aver svolto correttamente il suo mandato in quelle due ore e passa, esca allora allo scoperto e dica pubblicamente: rinuncio al gettone. Monna Lisa sorriderà a ragion veduta.

    Claudio Cafasso

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    9 COMMENTI

    1. Forse le sfugge che quella seduta si è svolta durante la settimana contro l’omofobia e dunque contro una forma di violenza di cui si sono occupate tutte le istituzioni pubbliche ad ogni livello, quindi anche il Municipio.
      Può darsi che l’argomento non fosse di suo interesse? Io personalmente ho avuto modo in quella occasione, di accogliere problematiche umane e familiari impensate.

    2. Riguardo alle attività delle commissioni, sig. Cafasso, stia pur tranquillo che l’argomento è più che attinente. La discriminazione attiene al sociale quanto le pari opportunità alle elette. Riguardo all’intervento del Presidente dell’Associazione Beyond the differences le garantisco che è stato molto interessante ed anche illuminante su questioni che, personalmente, non mi ero mai soffermata ad approfondire. Leggendo il suo articolo penso che avrebbe fatto bene anche a lei partecipare, sicuramente ne sarebbe uscito un articolo più interessante di questo ripreso da futili commenti su facebook! Infine la questione gettoni…personalmente supero ampiamente il numero dei gettoni che ci riconoscono al mese! Piuttosto, al suo posto, mi domanderei come mai undici consiglieri siano rimasti ad ascoltare una persona per due ore in commissione quando è sufficiente molto meno tempo per “accaparrarsi” il gettone! Orgogliosa di esser stata presente.

    3. Beh visto che la discriminazione nel mondo è un argomento autorizzato nelle commissioni sociali dei municipi allora propongo di mettere il ponte sullo stretto nel calendario di quella dei lavori pubblici e la deforestazione in Amazzonia in quella dell’ambiente perchè anche questi sono problemi interessanti e illuminanti, hai visto mai che i grillini del nostro municipio riescono pure a risolverli ? Ma per favore !!

    4. Trovo molto miope l’atteggiamento di non riconoscere
      la validita politico istituzionale di argomenti come il transgenderismo e l’omosessualita. Si presume che in un contesto come il municipio vengano prese in considerazione le problematiche ambientali ma soprattutto quelle legate ai bisogni delle persone che vi abitano. LA politica avrebbe come obiettivo il bene delle persone e riconoscere l’esistenza di un vissuto umano vuol dire cercare di andare incontro a delle esigenze , fossero pure quelle di una minoranza. Ha poco senso liquidare questi argomenti come chiacchiere da bar, soprattutto perche si e cercato di affrontare l’argomento in maniera seria, convocando esperti e persone informate . Effettivamente potrei convenire con lei sul fatto che il sorriso della Monna Lisa possa essere un (inutile) affascinante mistero. Affascinante e misteriosa è senz’altro la sessualita umana, tenendo presente che essa condiziona profondamente la vita delle persone e,per questo motivo, dovra essere approcciata anche a costo di qualche gettone di presenza in piu, soprattutto ponendo in atto le nostre capacita di ascolto, persino di qualcosa che non tocca necessariamente la nostra esistenza.

    5. Egregio Sig. Cafasso,
      mi chiamo Andrea Tiziano Di Francesco e sono il Presidente di Beyond Differences Onlus (“un rappresentante di una Onlus che si occupa della materia” secondo la sua definizione).
      L’invito che mi è stato fatto dal XV Municipio per parlare di Disforia di Genere, a mio modo di vedere, è assolutamente pertinente all’attività delle commissioni da Lei citate. Provo a spiegargliene i motivi.
      Di Disforia di Genere non se ne sa molto e quel poco che si sa spesso non è corretto e questo anche a causa di certi giornalisti che liquidano l’argomento come qualcosa di cui discutere al bar (pensiero che mi sembra di aver capito condivide anche Lei). Purtroppo però si tratta di una realtà che che riguarda circa 1 bambino su 12 mila ed una bambina su 30 mila. Si faccia lei un conto. Consideri poi che la questione coinvolge le famiglie di quegli stessi bambini, famiglie che non capiscono cosa stia accadendo ai loro figli (a causa della mancanza di informazione). Tutto questo provoca sofferenza, emarginazione, bullismo, violenza e omicidi. Lei sa che l’Italia, dopo la Turchia, è il paese europeo con maggior vittime di Transfobia (e qui parliamo solo di omicidi)?
      Bene io credo che se chi si deve occupare di scuola e di politiche sociali decide di informarsi su un argomento che non conosce e che è stato fin troppo a lungo ignorato per poter poi attuare un programma di prevenzione alla violenza, di educazione alle differenze e di integrazione sociale, sta facendo il suo lavoro e lo sta facendo anche bene. E il lavoro va pagato (“Il denaro conferisce dignità a ciò che è frivolo se non è pagato” Virginia Woolf).
      Per la Sua serenità vorrei anche dirLe che l’interesse mostrato dalle persone presenti non si è limitato alle due ore da Lei menzionate e retribuite con il “gettone” ma è continuato con telefonate ed incontri che non sono costati un centesimo ai cittadini romani e questo perchè per parlare di Disforia forse non basterebbe una vita.
      Mi pregio di invitarLa ad un incontro di formazione sull’argomento (gratuito si intende) in modo da poter comprendere il perché c’è molto bisogno di parlarne.
      In ultimo vorrei dirLe, sempre per la Sua serenità, che la nostra è un’associazione apartitica, ma, indipendentemente dai partiti politici di appartenenza, mi sento di ringraziare chi ha dato voce ad una minoranza (numerica) della cittadinanza ma non per questo meno importante e degna di potersi realizzare pienamente così come indicato dalla nostra Costituzione.
      Spero di averLe chiarito alcuni dubbi…..per il mistero del sorriso di Monna Lisa non posso aiutarLa non avendone le competenze.
      La ringrazio per la Sua preziosa attenzione e Le rinnovo il nostro invito al confronto.
      Le allego nel frattempo qualche link interessante.
      http://www.portalenazionalelgbt.it/comitato-scientifico/
      Cordialmente
      Andrea Tiziano Di Francesco
      Presidente Beyond Differences Onlus

      • Gentile signor Di Francesco,
        la ringrazio per il suo intervento sul contenuto del quale non ho nulla da eccepire così come nulla ho eccepito nell’editoriale a mia firma nel quale ho scritto – mi consenta di sottolinearlo – “qui non si entra nel merito del tema…ma in quello della competenza e della coerenza“.

        Fermo restando che chi mi conosce sa che sono persona molto attenta e sensibile alle tematiche sociali di ogni genere e che non sono uso intrattenermi nei bar a discuterne, non mi trovo invece d’accordo sulla sua affermazione – ed è stato questo l’oggetto dell’articolo – che i temi trattati erano pertinenti con la missione delle due commissioni. Questi istituti hanno altri compiti, lo dice il regolamento.

        Chi – a mio modesto avviso – ha sbagliato non è stato lei a partecipare ma chi l’ha invitata, esulando dalle specifiche competenze e, in ogni caso, limitando il suo intervento ad una cerchia ristretta. Cerco di spiegarmi: se è vero, com’è vero, come dice lei che “chi si deve occupare di scuola e di politiche sociali deve informarsi su un argomento che non conosce“, come si spiega che la commissione scuole non è stata invitata? Vado oltre: sono anche io convinto che il tema debba essere noto a chi è stato eletto ad amministrare una comunità e dunque al suo intervento avrebbe dovuto partecipare l’intero consiglio, non solo meno della metà. Se fosse stata organizzata una sessione informativa ad hoc – anche “gettonata” – di tutti gli eletti avrei avuto molto meno da ridire (senza dimenticare che sessione c’è comunque stata il 10 maggio al Museo Crocetti) ma ciò su cui ho puntato il dito è stato altro, e credo non sia difficile comprenderlo da quanto ho scritto: il mio modesto j’accuse non era rivolto a lei nè alle istanze di cui si fa egregiamente portavoce ma nei riguardi di chi ha pensato di imbrigliarle in una seduta di commissione i cui lavori dovrebbero essere invece indirizzati alla soluzione di problemi più “terra terra” ma non meno sentiti dalla popolazione del Municipio XV.
        Con stima,
        Claudio Cafasso

    6. Egr. Sig. Cafasso
      sono la consigliera che ha organizzato sia la commissione congiunta Politiche Sociali ed Elette il 19 aprile sia l’evento tenutosi presso il museo Crocetti il 10 maggio us.
      Vorrei renderle noto che l’omofobia e la transfobia sono piaghe che violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza comprimendo la libertà e gli affetti delle persone.
      Suppongo che a nessuno può sfuggire il fatto che qualunque forma di discriminazione, in base all’orientamento sessuale, costituisca una violazione inaccettabile dei diritti umani e che la considerazione del valore dell’altro e l’accettazione delle differenze sono alla base di ogni convivenza.
      Gli atti di intolleranza che a volte si esprimono in violenze verbali e altre volte danno luogo a minacce, fino a giungere a vere e proprie aggressioni fisiche, feriscono l’intera società indebolendo i suoi valori fondamentali di convivenza.
      Aggredire un essere umano in quanto vissuto come diverso da noi significa lederne la dignità e i diritti.
      Lei afferma di non entrare nel merito del tema, ma le faccio notare che invece ha toccato il cuore del tema esprimendo il giudizio più pericoloso, chiudendo gli occhi e sostenendo che il problema non ha attinenza con il nostro territorio. Di fronte a episodi di violenza o discriminazione vogliamo girarci dall’altra parte o affrontiamo il problema per contrastarlo con la conoscenza e l’informazione??
      Nel municipio XV coesistono realtà e zone diverse dove fenomeni di discriminazione, violenze, emarginazione sono all’ordine del giorno ed evidenti a tutti.
      Evidenzio il fatto che quando le discriminazioni hanno come bersaglio ragazzi e adolescenti, vi è il rischio grave di compromettere fragili equilibri, perché gli anni dell’adolescenza sono quelli in cui si costruisce l’accettazione di sé.
      Questi, Signor Cafasso, sono argomenti che, le assicuro, competono sia alla commissione politiche sociali sia alla commissione delle elette che si occupano di violenze, di pari opportunità, di uguali diritti, di rispetto e di libertà.
      Infine, Sig. Cafasso, io non ho mai sentito parlare di omofobia e transfobia al bar, però mi auguro che un giorno questo possa accadere perché significa che quel giorno avremo preso tutti coscienza del problema e di conseguenza ne parleremo ovunque e senza pregiudizi.
      Cordialmente
      Marcella Rosella
      Presidente Commissione Politiche Sociali XV Municipio

      • Gentile Consigliera, invitandola a leggere la mia risposta al sig. Di Francesco e ringraziandola per il suo intervento sulle nostre pagine, dico a lei quel che ho detto a lui: non nulla da eccepire sulle sue parole, potrà non crederci ma davanti ai problemi sociali non sono uso volgere lo sguardo altrove.

        Voglio però sottolineare che, diversamente da quanto da lei scritto, io non ho affatto sostenuto che “il problema non ha attinenza con il nostro territorio”. Ho affermato invece che non è materia di una commissione municipale le cui competenze sono ben descritte nel regolamento in vigore.
        Peraltro, mi consenta, affrontare un tema di una portata così vasta in due ore e senza nemmeno conoscerne le dimensioni e la localizzazione sul territorio, che risultati ha portato o porterà?
        Con stima
        Claudio Cafasso