Home ATTUALITÀ Prima Porta, alluvionati ospitati nel Flaminius dovranno andarsene

Prima Porta, alluvionati ospitati nel Flaminius dovranno andarsene

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In chi l’ha vissuto è ancora vivo il ricordo dei fiumi di fango per le strade, delle abitazioni sommerse, delle attività commerciali spazzate via insieme ad automobili e cantine.

Sono passati tre anni da quel maledetto 31 gennaio 2014, dalla lunga notte in cui Prima Porta sembrava destinata a sgretolarsi sotto la pioggia mentre l’acqua invadeva case e negozi arrecando gravi danni a centinaia di residenti. Talmente gravi per alcuni da non poter più rientrare nelle loro abitazioni nè, non avendo i mezzi, da Hotel on poterne trovare un’altra.

Da tre anni, alcuni nuclei familiari sono ancora ospitati nell’Hotel Flaminius di via Frassineto dove trovarono ricovero a spese del Comune. Ma l’assistenza alloggiativa non può essere eterna e così, in questi giorni, i proprietari dell’Hotel, con una lettera a firma del loro avvocato, ha intimato loro di liberare le stanze entro dieci giorni.

Il motivo è presto detto: “la situazione di emergenza non risulta essere più attuale” recita la lettera ricordando che l’amministrazione capitolina a maggio 2014 ha dichiarato che avrebbe smesso di erogare i fondi relativi all’assistenza alloggiativa perchè “riteneva che l’emergenza alluvione fosse terminata” e che a partire da maggio 2016 anche “lo stesso Consorzio Casa della Solidarietà ha cessato di erogare analoghi fondi per le medesime ragioni”.

La comunicazione si chiude in termini perentori: l’hotel deve tornare ad essere un hotel e quindi entro dieci giorni le stanze devono essere lasciate libere.

A sostegno di queste persone è sceso in campo il PCI di Labaro che in un comunicato lancia un appello al Municipio XV e al Campidoglio di farsi carico della questione.

“Tante di queste famiglie non hanno altra casa se non l’hotel stesso, ora si trovano  completamente spaesate, senza difese ma non chiedono la garanzia di una nuova casa, chiedono però supporto delle istituzioni” scrive il PCI chiedendo al XV e al Comune di Roma “di farsi carico della questione per trovare una soluzione che risolva i problemi di questi cittadini che non chiedono altro che un tetto sopra la testa perché non è possibile permettere che i cittadini siano buttati in strada senza alcuna remora e senza adeguata difesa.”

“Massima attenzione dal XV”

Sul tema, Paola Chiovelli, assessore alle politiche sociali del XV Municipio, così dichiara a VignaClaraBlog.it.

“Nella giornata di ieri, con il Vice Presidente Alessia Vivaldi, ho ricevuto una delegazione delle persone ospitate presso l’Hotel Flaminius anche alla presenza del legale che li assiste. Ho spiegato loro che la situazione è complessa e nasce da molto lontano (ormai Gennaio 2014) fornendo loro informazioni che fino ad oggi non avevano (forse) mai avuto e descrivendo con estrema trasparenza la situazione in cui versano.”

“Da parte mia – aggiunge l’assessore – c’è la massima attenzione verso una vicenda ed una situazione molto delicata che si è trascinata in questi anni senza che si reperissero soluzioni ed alternative valide. Non posso che offrire loro oltre che la massima solidarietà anche il mio impegno ad attivare tutti i canali istituzionali a mia disposizione per fornire loro l’offerta sociale più ampia per aiutarli e sostenerli in un momento di difficoltà e di disagio perché si possa comunque trovare una soluzione definitiva e soddisfacente ad un problema complesso.”

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