Home FLEMING Fleming, di strisce non si perisce ma serve un lifting generale

Fleming, di strisce non si perisce ma serve un lifting generale

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Il nostro giro per i quartieri di Roma Nord a caccia di strisce pedonali cancellate, dopo via Cassia da Corso Francia fino al GRA, e dopo via di Vigna Stelluti e dintorni, prosegue in via Flaminia Vecchia, nel quartiere Collina Fleming.

Abbiamo percorso il tratto che parte da Corso Francia e arriva fino all’incrocio con via Flaminia Nuova. Tre chilometri e mezzo di tracciato per un totale di 13 attraversamenti. La situazione, in generale, non  è così drammatica. Molte strisce sono state ritinteggiate di recente, ma permangono alcuni casi dove sarebbe opportuno intervenire subito con pennello e secchio di vernice.

La partenza, infatti, non è delle migliori. Le prime strisce che incontriamo, in corrispondenza dell’imbocco da Corso  Francia, sono quasi del tutto cancellate. E considerando che le auto che arrivano da Corso Francia in genere viaggiano a velocità abbastanza sostenuta, è un bel problema.

Anche perchè il semaforo posto a quell’incrocio vale solo per chi va dritto, mentre chi va a destra non ha l’obbligo di fermarsi. Però proprio lì accanto c’è un gabbiotto dei vigili urbani, pertanto se il pedone dopo essere stato investito resta ferito avrà buon gioco a farsi dare ragione.

Mentre fotografiamo per terra, un lavavetri si avvicina e ci dice che per quelli come lui il diritto di attraversare è solo teorico, perchè anche se attraversano sulle strisce gli automobilisti gli inveiscono contro. E allora, per dispetto, lui al semaforo poggia sempre lo spazzolone grondante fanghiglia sui parabrezza delle auto in attesa del verde, anche se i conducenti gli dicono di no.

Ma torniamo a noi. Con i segnali sull’asfalto non va meglio dieci metri più avanti, dove il ‘dare precedenza’ è pressochè inesistente nel punto in cui via Nicaragua si immette su via Flaminia.

Continuiamo a salire e anche il secondo attraversamento pedonale, altezza civico 551, sembra piuttosto pallido, ma in definitiva si vede.

Il terzo, invece, all’altezza dell’incrocio con via Girolamo Boccardo, tende pericolosamente al grigio. Ma è quello sulla stessa via Boccardo, laddove questa s’immette su via Flaminia, a presentare forti segni d’indebolimento.
Del resto, è il destino delle vie minori, come se gli incidenti non fossero tutti uguali.

Ma tornando su via Flaminia Vecchia, notiamo anche un’altra cosa. La striscia al centro della carreggiata che separa i due sensi di marcia, dopo un ottimo avvio, già dopo quattrocento metri inizia ad avere il fiatone e a sbiadirsi velocemente fino a non vedersi più. Forse era meglio partire piano e preservare energie per l’allungo decisivo.

E così, a partire dall’incrocio con via Roccaporena, la strada sembra una chiatta color catrame senza ordine nè criterio se non quelli derivanti dalla consuetudine: le macchine che vanno in su da una parte, quelle che vanno in giù dall’altra.

A parte ciò, i successivi attraversamenti non presentano particolari criticità. Solo quello all’altezza dell’incrocio con via Morlupo potrebbe versare in condizioni migliori, ma si è visto di peggio.
E si vede di peggio anche qui. Un esempio?
Le linee di demarcazione dei parcheggi  nel tratto che va da via Roccaporena a via Cappelli: sono totalmente assenti. E su via Cappelli stessa lo stop per immettersi su via Flaminia è quasi…un invito ad andare.

Arrivati in prossimità dello slargo dove i due sensi di marcia sono separati da una grande aiuola, c’è uno stop per i veicoli provenienti da via Monterosi che grida vendetta, anche perchè il corrispondente cartello è semicoperto dagli aghi di un pino e rischia di passare inosservato: discrezione e parsimonia, nelle indicazioni stradali, non sono virtù.

Gli ultimi metri della nostra passeggiata sono quelli nel tratto sopraelevato di via Flaminia che giunge alla rotatoria da cui poi si va in direzione del rettilineo che confluisce in via Flaminia Nuova. E qui, a parte la linea che separa corsia di marcia e corsia di sorpasso piuttosto usurata, grossi problemi non ce ne sono. Poi inizia via Flaminia Nuova, ma quella è meglio non attraversarla.

Valerio di Marco

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