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Auditorium, il ritorno di Patti Smith

patti smith

Qualche giorno prima di tagliare il traguardo dei 70 anni ha accettato il Nobel per conto di Bob Dylan, offrendo un’emozionata ed emozionante interpretazione di “A Hard Rain’s A-Gonna Fall”. Donna sensibile, colta e indipendente, poetessa e scrittrice, universalmente nota come la sacerdotessa del rock, Patti Smith, al secolo Patricia Lee Smith, si esibirà all’Auditorium Parco della Musica sabato 13 maggio (Sala Santa Cecilia, ore 21).

La carriera

Dopo aver girovagato in lungo e in largo con i reading delle sue poesie, Patti Smith inizia la carriera discografica verso la metà degli anni settanta. I suoi esordi sono segnati dalla marcata influenza di Bob Dylan e Van Morrison, il suo proto-punk o punk-rock si abbevera avidamente alla fonte miracolosa dei tardi anni sessanta, le sue prime produzioni attingono con originalità alla magica alchimia fra rock e poesia generata da colossi del calibro di Jimi Hendrix, John Lennon, Neil Young e Jim Morrison.

Quattro album eccezionali in cinque anni – tra il 1975 e il 1979 escono “Horses”, “Radio Ethiopia”, “Easter” e “Wave” – la consacrano nell’Olimpo della musica popolare e dimostrano ancora una volta il teorema per cui chi è capace di innovare è sempre un attento e rispettoso custode della tradizione.

Nel 1979, dopo il tour seguito alla pubblicazione di “Wave”, Patti Smith si ritira dalle scene per sposare il chitarrista degli MC5 Fred “Sonic” Smith, dal quale ha due figli, Jackson e Jessica.

Per un nuovo album bisogna, quindi, aspettare ben nove anni: nel 1988 la cantautrice sforna l’ottimo “Dream of Life”, che include la potentissima “People Have the Power”, e la musica sembra tornare una priorità nella sua vita.

Tuttavia, il caso si mette di traverso (e di brutto), riservando all’artista una drammatica sequela di lutti che la costringono di nuovo al silenzio: in poco tempo muoiono, infatti, il fidato pianista Richard Sohl, l’amico fotografo Robert Mapplethorpe, il fratello Tod e il marito Fred.

Spirito sensibile, tenace e combattivo, Patti soffre a lungo e profondamente, ma si rimette in piedi. Torna anche in sala d’incisione e nel 1996 arriva “Gone Again”, l’album della rinascita che è completamente dedicato all’amatissimo marito scomparso. L’artista, spronata anche dal supporto di un nutrito gruppo di stelle del rock che le devono molto (gli U2 e i REM, tanto per fare un paio di esempi) torna in pista e si riprende il posto che le spetta.

Dopo “Gone Again” e prima di “Banga” (uscito nel 2012) Patti Smith produce altri quattro album, fra i quali ci piace citare l’eccellente “Twelve” (2007), un disco che contiene dodici splendide cover di pezzi strabilianti come “Gimme Shelter” degli Stones, “Helpless” di Neil Young e “Smell Like Teen Spirit” dei Nirvana.

Il concerto del prossimo 13 maggio

“Grateful” è il titolo del concerto che verrà ospitato dalla Sala Santa Cecilia dell’Auditorium il prossimo 13 maggio, un live-act in cui la sacerdotessa del rock esprimerà la sua gratitudine verso chi da sempre la ama e la sostiene.

Presumibilmente sarà accompagnata sul palco dalla band composta da Lenny Kaye (chitarra), Jay Dee Daugherty (batteria), Tony Shanahan (basso e tastiere) e Jackson Smith (chitarra).

Riguardo alla scaletta, beh, c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma c’è da giurare che saremo noi del pubblico a esserle ancora una volta riconoscenti.

Giovanni Berti

Per acquistare i biglietti si può cliccare qui.

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