Home ATTUALITÀ Cassia, Stabile del Giallo: “Ecco la nostra vera storia, non siamo morosi”

Cassia, Stabile del Giallo: “Ecco la nostra vera storia, non siamo morosi”

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La vicenda della presunta morosità di ben 800mila euro, con annessa apparente irregolarità amministrativa del Teatro Stabile del Giallo, ha suscitato parecchio clamore e interesse nell’opinione pubblica locale.
Si tratta infatti di un piccolo teatro di nicchia, dedicato ad un genere preciso che gli ha appunto dato il nome, ubicato sulla Cassia, in via al Sesto Miglio, nei locali di una scuola riattati a teatro e che gode di un pubblico assiduo e affezionato.

A denunciare morosità e irregolarità del Teatro è stata Isabella Foglietta, consigliera FDI e presidente della Commissione Trasparenza del XV Municipio, sostenendo che “è il momento che la Giunta Raggi faccia valere in fretta i diritti del Campidoglio e dei romani e ne riprenda il possesso, per poi rimetterlo immediatamente a bando“.

Ma come si fa ad accumulare un debito di 800mila euro di affitti non pagati per alcuni locali scolastici, com’è possibile che un piccolo teatro che sta lì da oltre dieci anni lavorando alla luce del sole improvvisamente diventi abusivo?

Ne abbiamo chiesto conto all’associazione culturale che gestisce il teatro e, a nome di tutti coloro che vi lavorano, abbiamo ricevuto la seguente dichiarazione che riportiamo nella sua integralità.

“Il contenuto dell’articolo da voi pubblicato ci ha feriti profondamente in primis per quanto riguarda la nostra ‘presunta’ morosità, e poi perché proveniente da un’esponente del Municipio XV, che ci ha sempre sostenuto con lealtà nell’incredibile situazione in cui ci stiamo trovando. Esige quindi una risposta che non si racchiude in un’unica frase e ringraziamo innanzitutto VignaClaraBlog.it per il diritto di replica concessaci.”

“Nel 2001 il nostro gruppo artistico ricevette lo sfratto dal proprietario dei locali in zona Cassia presso i quali, dal 1974, svolgeva la propria attività culturale e di teatro, conosciuto come Stabile del Giallo. In considerazione del ruolo sociale e culturale che la nostra Compagnia svolgeva nel quartiere, unica esperienza di questo tipo nel territorio dell’allora Municipio XX (oggi XV), e dell’attenzione che le istituzioni e la stampa dedicarono al destino del Teatro Stabile del Giallo, il Campidoglio si impegnò attivamente, nella persona dell’allora Sindaco Veltroni, dell’allora Assessore alla Cultura Borgna e dello stesso Presidente del Municipio, a trovare una soluzione alternativa che garantisse la permanenza dello Stabile del Giallo sul territorio municipale in collegamento con il più ampio progetto di garantire presidi culturali ed in particolare teatri nella periferia di Roma.”

“La soluzione, che vide anche l’approvazione di un ordine del giorno da parte del Consiglio Comunale (18 ottobre del 2001) fu individuata nella messa a disposizione di alcuni locali nella Scuola media E. De Filippo, in Via al Sesto Miglio n. 78, di proprietà del Comune di Roma.  Gli spazi necessitavano però di un adeguamento alle normative vigenti e lo Stabile Del Giallo presentò un progetto di gestione del Teatro che coinvolgeva altre realtà socio-culturali del territorio (Istituto Comprensivo di Via Vibio Mariano, 162° Circolo Didattico di Roma, Centro Sperimentale di teatro integrato “La Voce della Luna” della ASL Roma E, firmatarie del progetto) ed il Municipio stesso che avrebbe potuto utilizzare gli spazi per proprie programmazioni culturali.”

“Nel 2002 con Ordinanza del Sindaco fu ordinata l’assegnazione dei locali. Tale assegnazione, era definita a carattere provvisorio e in base alla stessa Ordinanza avrebbe dovuto essere formalizzata con successiva concessione amministrativa, mentre la consegna del bene era differita al termine dei lavori di ristrutturazione ed adeguamento alle normative vigenti. Nel dicembre 2004 ci fu infine consegnato il Teatro.”

“In questi anni, in cui noi abbiamo tenuto fede ai nostri impegni sul territorio nonostante le continue richieste nostre dei vari assessorati alla cultura, del Municipio stesso, tutte documentate, il Dipartimento del Patrimonio -che avrebbe dovuto, da ordinanza, stipulare il contratto – è rimasto inerte e non ha mai formalizzato il contratto, come del resto con moltissime altre strutture oggi nelle nostre condizioni per l’inerzia del dipartimento.”

“Nel 2013, a seguito di una verifica da parte della Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, l’Amministrazione del Comune di Roma ha chiesto adeguamenti necessari; successivamente, con verbale n. 29 del 12.02.2014 prot. QD 4659, è stato approvato il progetto cui lo Stabile del Giallo avrebbe dovuto adeguarsi nel rispetto delle regole tecniche. I lavori sono stati eseguiti a spese dall’Associazione Culturale Teatro Stabile Del Giallo e la ‘Scia’  è stata regolarmente presentata ai vigili del fuoco che hanno effettuato il sopralluogo e dato parere positivo, e al Dipartimento Quarto.”

“Tutto a posto? No. Perché mentre da una parte L’Amministrazione ci faceva ristrutturare il teatro, dall’altra il Dipartimento del Patrimonio continuava il suo letargo e la sua indifferenza, e non faceva il contratto.”

“Facciamo presente che la successione storica dei fatti è ampliamente comprovata da documentazione”.

“E arriviamo a dicembre 2016 con la nota storia delle 840 raccomandate inviate dal Dipartimento del Patrimonio che, messo sotto pressione dalla Corte dei Conti sulla mancata messa in regola del bene pubblico, si affrettava a riversare tutto sui cittadini. In quelle 840 raccomandate ci saranno sicuramente furbetti, ma anche teatri, centri diurni per bambini disabili, per malati di mente, asili cui, come a noi, quegli spazi erano stati assegnati dall’amministrazione e che lavoravano in perfetta buona fede. ”

“In quanto alla morosità, frettolosamente, il Dipartimento del Patrimonio calcola un canone di locazione totalmente fuori mercato e che ci avrebbe consentito di affittare un teatro da 500 posti in centro città e non una ex aula magna vicino al raccordo anulare con 99 posti,  portati poi a 170 a nostre spese,  e per di più dentro un edificio scolastico utilizzabile per mezza giornata.
E soprattutto un canone che non tiene conto della norma per cui un’associazione culturale NON A FINI DI LUCRO, che offre servizi culturali e sociali sul territorio, usufruisce di uno sconto dell’80 %.
Senza tenere conto di tutto ciò ci è stato semplicemente richiesto un versamento tramite bollettino postale ed entro 15 giorni di 800mila euro!”

“A quel punto, come qualunque lavoratore la cui vita viene minacciata, ci siamo rivolti alle istituzioni della città – Municipio e Comune – le quali ci hanno detto di aspettare e che si stavano occupando della faccenda. In un incontro pubblico sul tema l’Assessore all’Urbanistica di Roma ha detto che il Comune non avrebbe permesso uno scempio così ingiusto e privo di etica e che se ne sarebbe occupato. Da quel momento stiamo aspettando fiduciosi cercando di non far morire il frutto del lavoro di una vita di tante persone.”
I Lavoratori dello Stabile Del Giallo

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19 COMMENTI

  1. Siete una risorsa importantissima per il nostro territorio. Ho una bambina piccola che ha fatto per anni i saggi al teatro stabile del giallo, peraltro unico teatro nella zona. Io come tantissimi altri sosteniamo la vostra causa e il vostro impegno costante.

  2. Come si fa ad attaccare una realtà culturale che lavora egregiamente da moltissimi anni nel rispetto delle regole nel rispetto degli attori e degli spettatori che produce gioia cultura intrattenimento emozione. Una amministrazione territoriale dovrebbe aiutare e portare in un palmo di mano le strutture che sono il loro fiore all’occhiello!! É proprio vero che i politici che cambiano troppo spesso casacca sono solo in cerca di soldi facili.

  3. Raffaele,Anna,Linda,Cinzia e Beep!siamo con voi!continuate a lavorare con passione,continuate ad emozionarci!La signora Foglietta dovrebbe vergognarsi!!!

  4. Lo Stabile del Giallo, è’ una realtà teatrale interessante, ma realizzando una stagione teatrale e laboratori a pagamento, è’ giusto che paghi un affitto dei locali .Tutte le associazioni e le Compagnie del territorio ,hanno il diritto di usufruire gratuitamente di uno spazio teatrale che è’ Patrimonio di Roma Capitale.
    Oppure si dovrebbe regolamentare in modo sistematico l’utilizzo del teatro municipale, convivendo con lo Stabile del giallo.
    In modo sistematico significa non “una tantum, “( quando finisce la stagione teatrale) ma riservare tre giorni in tutte le settimane dell’anno solare,per ospitare le manifestazioni delle varie associazioni che operano sul territorio del XV municipio.

  5. La struttura che ospita lo stabile del giallo è’ patrimonio di Roma Capitale, pertanto deve essere restituito ai cittadini.
    Le associazioni del territorio devono avere uno spazio dove poter organizzare eventi, convegni, spettacoli e concerti.
    Lo stabile del giallo organizzando una stagione teatrale e laboratori a pagamento deve affittarsi una altra struttura.

  6. Lo stabile del Giallo è un luogo magico. Sin da quando son entrata la prima volta da spettatrice, ho respirato la passione di chi ci lavora, la grande professionalità e dedizione di tutto lo staff, il coinvolgente calore ed entusiasmo che ti fanno sentire parte della “famiglia” di questo teatro. La qualità degli spettacoli e degli artisti che ci lavorano è notevole. Rimango quindi basita dalle parole della dottoressa Foglietta, che auspica “assegnazioni temporanee che permettano una rotazione mensile o bimestrale tra diverse compagnie” snaturando una realtà teatrale con un’identità ben definita, costruitasi nel tempo con dedizione. Credo invece che la “res publica” dovrebbe tutelare, valorizzare e non mettere letteralmente al “bando” queste realtà culturali che, con grande coraggio, duro lavoro, si sono create un loro spazio.

  7. Il teatro stabile del giallo ricopre un’enorme importanza culturale su tutto il bacino di Roma Nord, che pullula di Palestre, ma soffre gravemente la mancanza di spazi culturali (teatri e biblioteche ecc). E’ una struttura riconosciuta a livello cittadino (e direi anche nazionale) da oltre 30 anni che si specializzata in un solo genere, attraendo pubblico da tutta Roma e non solo dalla cassia. Il Municipio dovrebbe essere fiero, di sostenere una simile, gloriosa attività. Si adoperi per sanare la questione nella maniera più saggia e urgente, invece di permettere ai suoi impiegati esternazioni di bassa e inopportuna contabilità da Centro Commerciale. La cultura, vale molto di più!

  8. Il Teatro Stabile del Giallo non è soltanto una realtà “interessante “, è la certezza di un grande abbraccio culturale, professionale, coinvolgente e qualitativo offerto da artisti di alto livello a cittadini, adulti e bambini, non solo di Roma nord. Mettere al bando il lavoro svolto e portato avanti con tanta fatica dai lavoratori dello Stabile non solo è deprecabile ma significa sottrarre ai cittadini il diritto di godere di una consolidata risorsa territoriale che ha ricevuto, in tutti questi anni, meritati consensi.

  9. L’unico modo per salvarci da questo medioevo intellettuale è la cultura. Viva l’arte, viva il Teatro e viva chi, con grande sacrificio, cerca di portare avanti gli spazi nelle periferie delle grandi città. Ci vogliono costringere nelle nostre case davanti ai grandi schermi al plasma o davanti ai nostri smart phone !? Bene non ce la faranno ! Noi continueremo ad uscire e ad andare a teatro ! Abbiamo bisogno di luoghi sociali aggreganti e voi li volete chiudere ?? LUNGA VITA AL TEATRO STABILE DEL GIALLO !

  10. Leggere le vostre peripezie mi disillude ancora di piu’ nei confronti di una classe politica che si affretta verso commenti populisti e poco sensati, deprimendo ancora una volta la realta’ culturale del territorio romano.
    Lo Stabile del Giallo sta chiedendo una regolarizzazione della propria posizione, secondo sensatezza e norme legislative. La dottoressa Foglietta ha idea di cosa voglia dire “assegnazioni temporanee con rotazione mensile”? Ha idea di cosa voglia dire portare avanti stagione per stagione un teatro al giorno d’oggi a Roma, mantenendo una identita’ ben precisa ed un alto livello degli spettacoli?
    Il municipio abbia un po’ di rispetto per questo gruppo di artisti che con duro lavoro e’ andato avanti finora, e si affretti ad un dialogo costruttivo.
    In molti abbiamo goduto dei bei momenti passati nel vostro Teatro, ed in molti vi sosteniamo. Che per una volta siano buon senso, cultura e duro lavoro a vincere. Che per una volta ci sia un lieto fine!

  11. Ciò che maggiormente mi rattrista e mi lascia basita nel leggere la vicenda del teatro Giallo è il disquisire su di esso come sulla vivisezione di un cadavere da parte di più cannibali(un pezzo a me, un pezzo a te). Ma qui è ben altra la questione! Il teatro ha senso solo quando è vivo, vivente, con il cuore che gli batte, luogo dell’accadimento. Questo è il Giallo – luogo di desiderio, di comunione, di scambio – una comunità che ha saputo costruire sopra le macerie, modello di resilienza per una società votata all’individualismo camuffato da madame trasparenza – luogo dove ogni sera i miracoli sono ancora possibili..

  12. Della questione amministrativo/contabile si occupera’ chi di dovere, a noi cittadini spetta pero’ il diritto/dovere di intervenire per quanto riguarda la questione sociale-culturale-ricreativa: non toglieteci il Teatro Stabile del Giallo! E’ una realta’ importante per la zona e per tutta la citta’, nella mia famiglia seguiamo da tre generazioni gli spettacoli magistralmente messi in scena dalla Compagnia, sempre di altissimo livello e tratti da opere di prim’ordine. Per le manifestazioni e gli eventi (non molti per la verita’…) del XV, ci sono altri locali, come ad esempio l’Auditorium due Pini della Parrocchia Santa Chiara, dove si svolgono, tra l’altro, i concerti, i saggi e gli spettacoli delle scuole della zona. Basterebbe realizzare una sorta di condono (se ne fanno tanti in Italia, anche’ immeritati’) e sanare la situazione. Stabile del Giallo, avanti tutta!

  13. Lo stabile del giallo è realmente interessante come progettualità nell’ambito dello spettacolo, mi dite però una ragione per cui usufruendo gratuitamente di spazi di proprietà di tutti i cittadini ergo patrimonio di Roma Capitale, organizzando una stagione teatrale con annessi laboratori a pagamento, perchè dovrebbero essere esenti dal pagamento dell’affitto dei locali? Mentre le associazioni del territorio sono costretti a cercare spazi a pagamento per poter promuovere la loro attività?
    Pierluigi

  14. Sono il presidente di un’associazione culturale che aveva chiesto di poter usufruire del teatro municipale alias stabile del giallo. Più volte in varie date mi hanno detto che non c’erano date disponibili, poiché erano impegnate per la stagione teatrale dello stabile del giallo.
    Perché io cittadino non posso usufruire di uno spazio di Roma Capitale?

  15. Speriamo si tratti solo di un rigurgito post natalizio , superato il quale l’amministrazione comunale capitolina abbia la decenza di ravvedersi a favore dei tanti sforzi che la compagnia dello stabile del giallo ha avuto in tanti anni , valorizzando culturalmente un luogo , dando la possibilità a giovani e meno giovani di avere la grande alternativa alla movida , incontrarsi per crescere, contro la burocrazia e il vuoto imperante a Roma Nord ……me lo auguro e ve lo auguro

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