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Emmeline e i fantasmi di Villa Stuart

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Oggi è tra le più rinomate cliniche della Capitale, famosa soprattutto perchè ci si vanno ad operare i calciatori. Totti, per dire, non sarebbe diventato Campione del mondo se non fosse passato di lì, seppur suo malgrado.

Ma forse non tutti sanno che Villa Stuart, la casa di cura sulla Trionfale nel mezzo della Riserva Naturale di Monte Mario, una volta era una “casa stregata”. E chissà se il Pupone durante la sua degenza le ha sentite pure lui, le “presenze”. Curiosi? Allora proveremo a spaventarvi.

Secondo un’antica leggenda, infatti, tra le mura di Villa Stuart una volta si aggiravano i fantasmi. Lì come nel vicino “Casino degli spiriti”, sorta di dependance della Villa stessa dove in passato dormivano i giardinieri.

La leggenda si è tramandata negli anni grazie a numerose testimonianze, e anche se oggi ha perso molta dell’iniziale spinta propulsiva mantiene ancora un po’ del fascino misterioso che hanno tutte le storie sull’occulto.

Ma andiamo con ordine

All’inizio dell’Ottocento Villa Stuart era una delle più belle ville nobiliari che sorgevano sulle pendici di Monte Mario: come Villa Mellini, dove oggi sorge l’Osservatorio Astronomico, o Villa Miani, oggi sede di convegni e di rappresentanza.

Il suo aspetto però aveva subito varie modifiche col passare dei secoli. In particolare la ristrutturazione più importante fu quella realizzata nel Cinquecento dai fratelli Giovan Battista e Alessandro Siri, esponenti di una nobile famiglia ligure, che diedero alla residenza l’attuale conformazione: la resero più ampia e lussuosa, realizzarono il grande parco tutt’intorno e l’entrata introdotta da un vialetto con doppia fila di cipressi ai lati. Dopodichè la proprietà passò di mano in mano nel corso del tempo.

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foto dal blog di Fabrizio Falconi

La posizione privilegiata la rendeva una delle dimore più appetite, eppure la famiglia dei Carpegna la mise in vendita neanche mezzo secolo dopo averla acquistata da Giacomo Francesco Edoardo Stuart, esponente della nobile casata inglese.

Ad acquistarla fu un’altra Stuart, seppur appartenente ad un ramo secondario della famiglia, la contessa Emmeline Bathurts de Castle Stuart.

Batti un colpo se ci sei

La nobildonna però aveva il “vizietto” delle sedute spiritiche. Era infatti un’appassionata di scienze magiche, interesse che condivideva con il suo amante Lord Allen. La coppia divenne famosa per questo presso la nobiltà romana e il loro salotto si trasformò in un ritrovo per molti aristocratici interessati allo spiritismo.

Ma erano i trascorsi di famiglia della donna ad inquietare. Il padre di Emmeline, Benjamin, era un diplomatico inglese che nel 1809 fu inviato dal governo a Vienna per una missione segreta. Così segreta che quando sparì non se ne seppe nulla fino a quando, una quarantina d’anni dopo, durante la demolizione di una vecchia locanda sulla via di Amburgo, fu rinvenuto uno scheletro con la testa fracassata che poi si appurò essere il suo.

Anche la sorella di Emmeline, Rosa, era morta in circostanze tragiche allorquando durante una cavalcata sul Tevere cadde nel fiume e fu inghiottita dai suoi flutti.

Probabilmente furono questi avvenimenti ad innescare in lei la passione per l’occultismo.

Una casa maledetta

Ma sembra che gli spiriti a Villa Stuart ci fossero per davvero, tanto che gli ospiti – terrorizzati – ritennero che era meglio smettere di evocarli. Anche perchè sembravano tutt’altro che benevoli. Ben presto si sparse la voce che quella era una casa maledetta e nessuno volle più frequentarla. Anche la servitù scappò, abbandonando la villa al degrado.

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foto dal sito di Villa Stuart

La coppia così restò sola e finì per impazzire. Lei era convinta di vedere i fantasmi del padre e della sorella, lui di vedere Lucifero in persona aggirarsi sulla Trionfale.

Non solo. Un giorno anche Lord Allen scomparve senza lasciare traccia, fino a che i suoi resti furono ritrovati molti anni dopo in un’intercapedine delle pareti in cantina. Come c’era finito? L’aveva murato vivo lei.

Da allora molti testimoni hanno raccontato di strane apparizioni, con tanto di figure eteree e fluttuanti che si aggiravano nel parco e passavano attraverso i muri.

Il casino degli spiriti

Poco distante dalla villa, poi, c’è un’altra casa avvolta dal mistero. Salendo per via Trionfale in direzione piazza Igea c’è infatti quella che un tempo era la residenza dei giardinieri. Ebbene pure lì sembra che in passato vi abbiano abitato dei fantasmi. Alcuni dicono minori, ma pur sempre “presenti”.

L’edificio fu ribattezzato “Casino degli spiriti” e a guardarlo la definizione sembra azzeccata, anche se i recenti interventi edilizi lo hanno reso più bello e moderno. Dalla strada, la casa si scorge appena dietro gli alberi.

Se poi si prosegue per qualche metro, sul muro che costeggia via Trionfale si può notare una piccola edicola con all’interno il dipinto di un crocefisso che sovrasta la dicitura in latino “In hoc signo vinces”, a memoria della battaglia di Ponte Milvio in cui Costantino – ispirato dalla visione di questa scritta in cielo affiancata da una croce – nel 312 ebbe la meglio su Massenzio. Che sia stata messa lì per domare le forze oscure?

Insomma, se siete in cerca di emozioni forti ne troverete a bizzeffe in questo posto. Se invece le storie di fantasmi non vi fanno dormire la notte ripetetevi che tanto è solo una leggenda. O no?

Valerio di Marco

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