Home ATTUALITÀ Contabilizzazione riscaldamento, verso una proroga al 2017

    Contabilizzazione riscaldamento, verso una proroga al 2017

    contabilizzatore

    Tenuto conto delle difficoltà in cui si trovano migliaia di condomini in Italia che non sono riusciti ad attivarsi in tempo per rispettare la scadenza del 31 Dicembre 2016, il Ministero dello Sviluppo Economico, sollecitato da Confedilizia, Anaci ed altre associazioni, sta ipotizzando di far slittare la scadenza al 15 Aprile 2017, al termine della “stagione termica”.

    Il provvedimento dovrebbe essere inserito nella legge di Bilancio 2017. Ciò consentirebbe di non incorrere nelle sanzioni previste che vanno da 500 a 2500 euro per ogni singolo condomino e per il Condominio che non rispetti la scadenza prevista ad oggi per il prossimo 31 dicembre.

    In verità a Roma il servizio di Controllo Termico affidato dal Comune di Roma al consorzio Con.Te. è scaduto al termine del 2015, si prevede che l’appalto non sarà riassegnato prima di altri 6-8 mesi e quindi si può per ora “approfittare” della vacanza di un organismo di controllo in grado di elevare sanzioni ai ritardatari.

    Il problema è che molti condomini hanno deliberato, spesso in ritardo, l’installazione dei contabilizzatori ma molte ditte specializzate cui era stata assegnata la fornitura si sono trovate sovraccariche di lavoro e quindi impossibilitate a rispettare la scadenza.

    Inoltre a complicare le cose anche le difficoltà dovute agli imprevisti ritardi normativi perché il decreto legislativo 141/2016 (modalità di ripartizione della spesa del riscaldamento) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a fine Luglio 2016.

    Lo scopo del provvedimento legislativo, in attuazione di una norma comunitaria, è quello di far pagare le spese d riscaldamento in prevalenza secondo il consumo effettivo del singolo appartamento (calore diretto), dopo che sia stata effettuata la diagnosi energetica dell’edificio.

    Dunque ora non resta che attendere l’iniziativa del Ministero per sciogliere il nodo: precipitarsi alla ricerca di un installatore inginocchiandosi ai suoi piedi perchè faccia il lavoro entro Natale oppure dire alla De Filippo “addà passà ‘a nuttata” e attendere la prossima primavera? Fra pochi giorni la risposta.

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    La rubrica Casa e Condominio, di cui questo articolo fa parte, è curata dall’Architetto Paolo Cortesi. Per ulteriori approfondimenti su questo ed altri temi:www.alfagestroma.it
    Alfagest Roma, gestione immobili e amministrazione condomini telefono 0639366577 – 3356113377

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    1 commento

    1. Questa ormai sta rivelando la sua natura di barzelletta, ovvero una chiara azione lobbistica con il benestare di politici completamente asserviti (non è una novità). Nei vecchi edifici a distribuzione verticale non è tecnicamente possibile realizzare legalmente la contabilizzazione: essa si propone di simulare un edificio che adotta l’autonomo, quando gli edifici con l’autonomo nascono con precise norme di disaccoppiamento termico tra appartamenti assolutamente non rispettate nei vecchi edifici; inoltre non esiste una maniera sufficientemente economica per misurare legalmente il calore. Il mercato propone i ripartitori (provenienza tedesca di ditte come Siemens, Brunata, Techem, Ista) ma questi non sono omologati per transazioni economiche (calcolo delle bollette), non sono omologabili e soprattutto non sono verificabili, con incertezze mediamente del 10% (fonte Enea e MISE), quando la legge impone al massimo il 5% (che è poi la direttiva MID, entrata in vigore definitivamente a fine ottobre scorso, per cui tali sistemi risultano illegali e chiunque prova a venderli o installarli per il calcolo delle bollette dovrebbe essere sanzionato). Per non mettersi in questo impiccio, che potrebbe comportare contenziosi condominiali, conviene sfruttare la clausola di deroga per non efficienza in termini di costi o spesa sproporzionata rispetto ai benefici; infatti nella zona climatica D (Roma) è facile andare in deroga se l’edificio è ben bilanciato e soprattutto la centralina climatica è scrupolosamente regolata in modo da mantenere a finestre chiuse i 20+2 °C medi giornalieri di legge per qualunque condizione climatica. Si spera che l’azione intrapresa da Confedilizia e dall’UPPI si spinga fino all’abrogazione di questa imposizione volta solo a far guadagnare il mondo dei termotecnici e creando problemi ai proprietari di casa che andrebbero addirittura a spendere di più, sia per l’installazione che la conduzione di tali sistemi.

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