Home AMBIENTE Circumpedalare tutta Roma si potrà: arriva il GRAB

Circumpedalare tutta Roma si potrà: arriva il GRAB

bici

Era un pallino di Ignazio Marino ma sarà Virginia Raggi a realizzarlo.

Giovedì 11 agosto la Giunta Raggi ha infatti approvato il protocollo di intesa per la realizzazione del Grab, ovvero il “grande raccordo anulare delle bici“. Il protocollo impegna Comune, ministero delle Infrastrutture e ministero dei Beni culturali alla realizzazione del grande percorso. I fondi per la realizzazione sono già stanziati nella legge di Stabilità nel capitolo dedicato alle ciclovie turistiche di interesse nazionale, al Campidoglio spetterà la progettazione e l’esecuzione dei lavori.

Il progetto del Grab prevede un anello ciclopedonale di 44 chilometri che si sviluppa completamente all’interno della città e che in poco più di un’ora, e senza incrociare auto, porta chi pedala dalla periferia al centro.
Si parte dal Colosseo e dalla via Appia Antica per arrivare alle architetture contemporanee di Zaha Hadid e di Renzo Piano e alla street art del Quadraro e di Torpignattara, unendo tra loro San Pietro, il centro storico, la Galleria Borghese, l’Auditorium, attraversando parchi e costeggiando i fiumi Tevere, Aniene, Almone.

Un progetto che si presenta come un’infrastruttura leggera, ad alta redditività economica e  low cost.

Low cost perchè l’80% è già pronto e pedalabile in tutta sicurezza.  Il percorso individuato, infatti, tutto pianeggiante, si snoda principalmente lungo vie pedonali e ciclabili, parchi, aree verdi, argini fluviali e su marciapiedi che possono facilmente accogliere una ciclabile.

Ad alta redditività perchè, analizzata la propensione all’uso della bici dei turisti che arrivano a Roma, sia italiani che stranieri, uno studio ha stimato, sulla base di un calcolo prudenziale, in oltre 600mila il numero dei cicloturisti che potrebbero scegliere di percorrere il Grab ogni anno per un giro d’affari stimato in 14 milioni di euro.

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1 commento

  1. Ottima iniziativa bisognerà, di certo come al solito rimangono fuori le periferie che necessitano maggiormente di percorsi ciclopedonali che permettano l’accesso al centro.

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