Home CRONACA Smantellata rete di rapinatori, arresti sulla Cassia

Smantellata rete di rapinatori, arresti sulla Cassia

Carabinieri prima porta

I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, a conclusione di una complessa indagine realizzata dai Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina, convenzionalmente denominata “FAKE COPS”, hanno arrestato 13 rapinatori, quasi tutti di nazionalità iraniana. Altri due  sono tuttora ricercati.

L’arresto di gran parte degli stessi è avvenuto in un residence sulla Cassia alle prime luci dell’alba di venerdì 29 aprile.

Tutti dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata a rapine ai danni di turisti, attuate sempre fingendosi appartenenti alle forze di polizia e simulando controlli antidroga, con successiva ricettazione dei preziosi derubati.

Gli sviluppi investigativi hanno consentito di individuare in totale 29 indagati, con base logistica a Castel Volturno (CE), che colpivano in tutta la Penisola e alloggiavano durante la preparazione delle scorribande presso camping, residence o alberghi a ridosso dei grossi centri urbani prediligendo Roma, Milano, Venezia e  Firenze,  utilizzando sempre documenti e distintivi falsi.

Le indagini hanno inoltre permesso di accertare come molti degli indagati erano giunti clandestinamente in Italia, seguendo la rotta “Turchia-Grecia-Italia”, pagando agli scafisti la traversata a bordo di gommoni. Giunti in Italia chiedevano permessi di soggiorno temporanei chiedendo il riconoscimento dello status di “profugo”.

Nello specifico, l’ordinanza di applicazione di misure cautelari è stata emessa a carico di 11 persone (10 stranieri, quasi tutti iraniani, tra cui anche due donne e un italiano). Due dei destinatari sono sfuggiti alla cattura e sono tuttora ricercati.

Nelle fasi esecutive di questa mattina, presso un residence di via Cassia, dove i Carabinieri erano intervenuti per l’arresto di alcuni destinatari dell’ordinanza, altri quattro cittadini iraniani, alla vista delle uniformi, sono letteralmente saltati dal letto, tentando di scappare reagendo violentemente. Tutti e quattro sono stati arrestati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale; trovati anche in possesso di distintivi falsi, utilizzati per ingannare e rapinare i turisti.

L’attività d’indagine, condotta dai Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina, dal mese di agosto 2015 al mese di gennaio 2016, ha avuto inizio a seguito dell’arresto, avvenuto il 23 agosto 2015, nel Centro Storico di Roma, di uno dei componenti l’organizzazione, che aveva tentato di sfuggire ad un controllo scappando a folle velocità e contromano, tentando anche di speronare l’auto dei Carabinieri, insieme ad altri due complici riusciti a dileguarsi.

Il loro modus operandi era quello di aggirarsi nei centri cittadini, nei luoghi maggiormente frequentati da turisti, a bordo di autovetture che per modello e colore potevano essere scambiate per auto-civetta in uso alle forze di polizia, risultate poi tutte intestate a dei “prestanome”, e una volta individuato il turista da colpire, lo fermavano energicamente presentandosi come agenti, mostrando loro un falso distintivo e, con la motivazione fittizia di controlli antidroga, effettuavano perquisizioni personali sottraendo ai malcapitati denaro o altri oggetti di valore (orologi, gioielli etc.), in molti casi, per guadagnare la fuga, usando anche violenza ai danni delle vittime.

Le indagini hanno permesso di accertare, inoltre consolidati canali di ricettazione, costituiti da titolari di gioiellerie e compro-oro, che erano a disposizione dell’organizzazione per l’acquisto dei preziosi rubati.
Al gruppo criminale, in soli cinque mesi d’indagine, vengono attribuite decine e decine di rapine, con un giro di affari di centinaia di migliaia di euro. I proventi venivano spartiti tra i vari sodali, in proporzione ai ruoli ricoperti all’interno dell’organizzazione criminale.

Cinque persone, tra cui l’italiano destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare, sono state denunciate in stato di libertà per ricettazione.
Quattro autovetture utilizzate per commettere le rapine e intestate a società fittizie e prestanomi sono state sequestrate.

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