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Pedofilia a Roma Nord: grazie zio

Grazie zio dovremmo dirglielo tutti noi adulti. Padri,zii, o semplicemente spettatori distratti di questo mondo fin troppo giovane che fluttua fra Ponte Milvio e Vigna Clara, fra shottini e minicar

smartphone

Grazie zia, film del 1968 con Lisa Gastoni: un titolo diventato sinonimo di erotismo pruriginoso. A distanza di quasi cinquant’anni bisogna invece dire “grazie zio”. Nessun prurito o curiosità morbosa, solo lo sguardo attento di un adulto mentre osserva un sedicenne in full immersion sul suo smartphone.

Perchè se non fosse stato per l’attenzione di uno zio verso un nipote questa vicenda di pedofilia a Roma Nord non sarebbe venuta alla luce.

Sul cellulare del nipote lo zio ha trovato messaggi inequivocabili, video, chat, appuntamenti e luoghi per gli incontri. Richieste di portare anche altri amici, sempre maschi. Uno zio che ha avuto la forza di denunciare tutto e subito.

Grazie zio dovremmo dirglielo tutti noi adulti. Padri, nonni, zii, o semplicemente spettatori distratti di questo mondo giovanile, fin troppo giovane,  che fluttua fra Ponte Milvio e Vigna Clara, fra shottini, minicar in doppia fila, sedicenni palestrati e ragazzine su tacco 12.

Adolescenti vulnerabili per i quali è facile cadere nella tentazione di diventare grandi e fare soldi nell’arco di un pomeriggio, o di potersi permettere una felpa griffata o di avere un invito a una festa di vip piuttosto che al village di qualche manifestazione sportiva dove esserci o non esserci fa la differenza.

Il ritratto di una generazione, i figli dei figli del boom economico, con la testa piena del desiderio di voler fare ciò che si desidera.

Ed è così che un grappolo di adolescenti maschi, fra i 14 e i 16 anni anni, residenti fra Fleming, Cassia e Flaminia, il quadrante della movida con Ponte Milvio al centro, è caduto nella rete del cosidetto “noto PR romano” al secolo Claudio Nucci, 56 anni che in cambio di prestazioni sessuali li ripagava con regali e soldi facili per poi ricattarli con la minaccia di raccontare tutto ai genitori. Già, perchè oltre ad abusare di loro l’uomo filmava anche i rapporti.

Già in carcere con l’accusa di “sfruttamento della prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico”,  l’indagato – è corretto chiamarlo così fintantoché la Giustizia non si sarà espressa – è un uomo del bel mondo romano, organizzatore di feste, incontri e serate. Sul suo profilo facebook campeggia una scritta che oggi fa pensare: “io ci sarò sempre per chi lo merita”. Quanti e quali significati possano assumere queste parole alla luce della vicenda odierna Dio solo lo sa.

E a proposito di Dio e di Santi, campeggiano sul suo diario  anche foto di Padre Pio con professione di fede (“ho pregato per tutti, amici famigliari e conoscenti…”).

Oltre 4mila gli “amici” su facebook, fra i quali gente dello spettacolo e della politica, decine le foto che lo ritraggono ad un cenone natalizio mentre gioca a tombola con quelli che si presumono essere parenti e nipotini e centinaia quelle in cui invece lo si vede immerso in feste da adulti in note location modaiole di Roma Nord.

Non abbiamo nessuna intenzione di sbattere il mostro in prima pagina, gli è dovuta presunzione d’innocenza finchè le accuse non diventeranno condanne definitive. Ma intanto un “grazie zio” indirizzato all’anonimo solerte zio che sbirciando preoccupato il cellulare del nipote ha sollevato il coperchio della vicenda, quello lo diciamo a tutta voce.

Vicenda che nel frattempo assume risvolti ancora più inquietanti. Il GIP ha convalidato l’arresto, ma le indagini proseguono perché c’è ancora molto da scoprire.

Parrebbe, a quanto si apprende in queste ore, che i ragazzini oggetto delle attenzioni non fossero solo cinque ma circa una trentina, irretiti negli ultimi due anni. Parrebbe che almeno un altro adulto potrebbe essere coinvolto nel giro. Un adulto con il quale – stando alle indiscrezioni sulle intercettazioni telefoniche – Nucci si confida e a cui racconta gli incontri e i rapporti avuti con i ragazzini.

Si chiamerebbe Michele questo interlocutore al quale Nucci dice: “Sono andato a portare 50 euro ad un fidanzatino mio che so’ già due giorni che mi chiede 20… me mettono in galera guarda… non te dico quanti anni c’ha che te pja un colpo”.

Un adulto, Michele, sul quale si è concentrata l’attenzione degli inquirenti per capire se l’abbia solo aiutato ad avvicinare i giovani o se sia anche lui un appassionato di incontri proibiti compensati con 50-100 euro, una felpa, un invito. Regali modesti, capaci di accontentare un quattordicenne e di evitare che la famiglia si insospettisse.

Nel frattempo parla il legale di Nucci, l’avocato Gian Luca De Bonis, secondo il quale il suo assistito “é in cura da tempo per un forte disturbo bipolare e non si rende conto fino in fondo della profonda illiceità dei fatti che gli vengono contestati. I casi che gli vengono addebitati sono tre e non aumenteranno, non ci sono i 30 ragazzini coinvolti”.

Da giovane, secondo quanto riferito dall’avvocato, Nucci “ha subito anche violenza sessuale quando era in orfanotrofio. Non è una scusante nel caso venisse condannato, ma da tempo é in cura psichiatrica. Il profilo che é emerso non corrisponde a verità – ha aggiunto De Bonis -, per tutto il suo vissuto personale é lontano anni luce dal ritratto del PR spregiudicato e dedito al malaffare che viene descritto. Non faceva neanche il PR – conclude l’avvocato -, faceva l’intermediatore immobiliare. Conosceva tante persone perché frequentava un certo ambiente”.
De Bonis ha chiesto il rito abbreviato per il suo assistito mentre invece la Procura di Roma vuole il giudizio immediato.

Claudio Cafasso   

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