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C’è chi vuole l’indipendenza di Roma Nord

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L’antitesi Roma Nord – Roma Sud, diatriba molto datata, si fa largo sulla scena politica. Spunta, per ora solo sul web, il PIRN, Partito Indipendentista di Roma Nord, che propugna una repubblica “nordista” dal Flaminio alla Trionfale. Fanno sul serio o è una goliardata? Lo abbiamo chiesto al loro leader.

La secessione di Roma Nord? Un diritto inalienabile, sulla base del principio di autodeterminazione dei popoli. Roma Sud? Al massimo un’appendice di Latina. Se l’Unione Europea sta vacillando è anche per la spinta centrifuga dei molti movimenti indipendentisti presenti al suo interno.

E adesso, a catalani, corsi e affini si aggiungono anche i romani della parte nord, di cui il PIRN, Partito Indipendentista di Roma Nord, si è fatto portavoce politico.

In verità il PIRN non è ancora un partito vero e proprio ma è sulla strada per diventarlo. Quello che propone è una Repubblica di Roma nord autonoma e indipendente dal resto d’Italia, in virtù della superiorità antropologica e culturale dei romani settentrionali rispetto ai loro concittadini che vivono al di sotto del Muro Torto. Muro che si vorrebbe estendere per marcare il confine geografico di questa nuova entità territoriale.

Il PIRN per ora è formato solo da tre persone – presidente, segretario e tesoriere – ma con loro collaborano diversi volontari. Vanno presi sul serio?
Lo chiediamo ad Alberto Gagliardi, detto Albe, presidente e ispiratore di questa formazione che – promette lui – non appena raggiungerà le mille firme richieste si costituirà ufficialmente in partito e si candiderà alle prossime elezioni comunali.

Allora Albe, non posso che partire con la domanda che un po’ tutti si pongono: fate sul serio o è solo una goliardata a mezzo internet? Ovvio che dalla tua risposta dipende il prosieguo o meno dell’intervista.
Certo che facciamo sul serio. Tutti noi membri fondatori del PIRN abbiamo un background in social media management, e sappiamo che per attirare l’attenzione del pubblico è necessario pubblicare contenuti leggeri, ai quali ultimamente stiamo affiancando le nostre idee (serie) per Roma nord.

Quindi anche il fatto che, com’è scritto sul vostro sito, la tua tesi per il dottorato era sulla secessione di Roma nord è vero.
No. Come diverse altre cose che sono scritte sul sito, è un espediente creato per suscitare curiosità attorno al progetto.

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Allora parlacene un po’ di questo progetto. Quando e come è nata l’idea, se avete già una struttura, dei tesserati, ecc.
Le profonde differenze culturali fra Roma sud e Roma nord esistono da ben prima che nascesse il PIRN, noi le stiamo solo canalizzando. L’idea è nata dopo l’infausta conclusione dell’amministrazione Marino: non volevamo credere che quella della capitale fosse una causa persa.

Crediamo che esista ancora gente perbene a Roma, nello specifico a Roma nord, dove l’onestà è di casa. Ed è da lì che vogliamo ripartire. Il partito sarà fondato ufficialmente nel momento in cui avremo radunato persone a sufficienza da raggiungere le mille firme necessarie.

Per ora nel PIRN siamo io, che sono il presidente, e i miei due amici Valerio Ferrari e Francesco Pompili, rispettivamente segretario politico e tesoriere. Con noi collaborano diversi volontari.

Però, dai, sostenere che Roma nord è ontologicamente superiore a Roma sud mi sembra esagerato.
Roma nord è sofisticata e acculturata. La sua mentalità è progressista e in linea con quella europea, al contrario di Roma sud, burina e arricchita, nient’altro che un peso per lo sviluppo della nostra capitale.

Roma nord è la Roma che vedi nelle cartoline di inizio novecento, quando gran parte di quella che oggi chiamiamo “Roma sud” neanche esisteva. In due parole: Roma nord è la vera Roma, Roma sud un’appendice che nel migliore dei casi dovrebbe essere annessa a Latina.

Parli di Roma nord come di un’entità culturalmente e antropologicamente omogenea, ma anche qui la realtà è abbastanza variegata. Come la mettiamo con chi non è puro al 100%, rimpatrio o inclusione?
Le differenze interne a Roma nord sono evidenti ma fisiologiche: si va dagli eleganti appartamenti di Parioli alle case popolari di Borgata Fidene. Queste discrepanze culturali sono una forza, perché permetteranno agli abitanti della futura Repubblica Indipendente di capirsi e adeguarsi l’uno alle esigenze degli altri.

Per ora il criterio per ottenere la cittadinanza di Roma nord è avere almeno un genitore nato nella metà alta di Roma, ma non escludo che in futuro possano diventare più restrittivi.

Quali territori includerebbe un’ipotetica repubblica di Roma nord? Ma soprattutto, sarebbe una repubblica o solo un comune separato? La differenza è sostanziale poiché la prima richiederebbe una costituzione, cioè principi e valori.
La Repubblica Indipendente di Roma Nord comprenderà i quartieri Flaminio, Parioli, Pinciano, Salario, Nomentano, Trieste, Trionfale, Della Vittoria, Tor di Quinto, Monte Sacro e parte di Pietralata. Roma nord sarà uno stato a tutti gli effetti.

Separarci dall’Italia è una condizione fondamentale per liberarci dal giogo dell’asfissiante burocrazia italiana. Con una nostra costituzione e nuove leggi saremo più liberi di mettere in pratica i provvedimenti che riteniamo giusti.

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Albe parla già come un leader politico, ma proviamo a vedere come si colloca effettivamente il PIRN nello scacchiere europeo a livello di ispirazione e riferimenti.

Ho letto che vi ispirate alle socialdemocrazie scandinave, ma quelli sono sempre stati modelli inclusivi, specie in tema di welfare e diritti. Come si concilia tutto ciò con un partito indipendentista che vede i romani meridionali come “burini arricchiti”?
Indipendentismo non significa razzismo né tanto meno isolazionismo. Uno stato autonomo può tranquillamente accogliere gli immigrati, e la Repubblica Indipendente di Roma Nord avrà leggi molto più permissive in materia rispetto a quelle italiane.

Il teasing dei cittadini di Roma sud è volto a cementare l’amalgama della popolazione di Roma nord nell’unico modo che riteniamo efficace: la battuta, la goliardia.

Oggi in Europa sono tantissimi i movimenti indipendentisti: dalla Catalogna alla Corsica ai Paesi Baschi fino alla Cornovaglia e alla Scozia. Perché, secondo te? E a quale esperienza guardate con più simpatia?
Questi movimenti esistono perché è lo stesso concetto di confine a non avere senso. Il mondo è uno solo, il confine in natura non esiste, è solo una formalità adottata dall’uomo per salvaguardare il potere, con degenerazioni drammatiche come il barbaro tracciamento dei confini coloniali in Africa.

Secondo il PIRN, l’unica aggregazione possibile è quella che viene dall’omogeneità culturale, in base al principio di autodeterminazione dei popoli. Fra le cause indipendentiste che supportiamo, quelle che ci stanno più a cuore sono le esperienze di Baschi, Curdi e dei territori dell’Azawad, fra Mali e Niger.

Preparatissimo, non c’è che dire. Ma il sospetto che siamo di fronte ad un enorme scherzo ogni tanto torna a fare capolino. Come adesso. Proviamo allora a stanare il nostro interlocutore sulle possibili radici storiche del suo partito.

In Italia il più famoso movimento indipendentista è stato la Lega, che almeno alle origini si rifaceva all’omonima alleanza politico-militare del medioevo. Devo credere che anche voi riteniate di trarre legittimità storica da qualche esperienza del passato.
Qualcuno ha già avanzato l’ipotesi che il PIRN sia un surrogato della Lega Nord per sdoganare il Salvinismo anche a Roma. Dio ce ne scampi, non c’è niente di più lontano dalle nostre idee.

La ragion d’essere del secessionismo di Roma nord è nella stessa storia d’Italia: il nostro paese non è che il risultato dell’aggregazione di territori profondamente diversi fra loro, come il Sud Tirolo, il Veneto, la Sardegna o la Sicilia. Il PIRN vuole semplicemente che si torni allo stato delle cose precedente il 1861. Ognuno dev’essere libero di creare lo Stato che preferisce.

A quali modelli culturali fate riferimento? C’è un film o un libro (non dirmi Moccia però, considerato il lucchetto nel simbolo) che considerate il vostro manifesto?
“La penultima verità” di Philip K. Dick è un romanzo che mi piace prendere a esempio. Parla di un futuro in cui l’umanità vive in formicai sotterranei, lavorando per una guerra che si presume si combatta in superficie.

Credo che la popolazione di Roma nord sia più o meno nella stessa situazione: dà per scontato che Roma unita sia l’unica soluzione possibile perché i vertici istituzionali non permettono di considerare l’opzione secessionista come presupposto per lo sviluppo.

Mettiamolo adesso alla prova sui temi concreti. Così, tanto per capire.

Dici che per inquadrarvi non bisogna guardare troppo a modelli politici preconfezionati. Vediamo un po’… in tema di diritti civili come vi ponete? Votereste la legge Cirinnà?
No. Per un semplice motivo: non basta. Noi non vogliamo le unioni civili: vogliamo che i matrimoni gay siano in tutto e per tutto equivalenti a quelli etero. Siamo naturalmente favorevoli all’adozione, e anche al matrimonio fra tre o più persone, purché l’intenzionalità di tutti i coinvolti sia provata davanti alle autorità. Ci piacerebbe anche vietare il matrimonio religioso.

E le vostre ricette per l’economia?
Il PIRN vuole moltiplicare le aliquote IRPEF in modo che i più ricchi paghino più del 70% di tasse e i più poveri quasi nulla, in modo da redistribuire il reddito, stimolare i consumi e finanziare la spesa pubblica. Avvieremo una pesante informatizzazione del settore pubblico per tagliare i costi di gestione del comune. Proporremo anche il passaggio all’energia nucleare per liberare Roma nord dalla schiavitù del petrolio.

Ho letto alcune vostre considerazioni sulla mobilità sostenibile. In concreto, per Roma nord che cosa proponete?
Tre nuove linee di metro a Roma nord in cinque anni, costruite distruggendo tutto ciò che sarà necessario distruggere e mettendo i reperti che riusciremo a recuperare in un museo che da solo varrà più del PIL della Svezia.

Poi: liberalizzazione delle licenze dei taxi (sulla strada intrapresa dal decreto Bersani bis), premi assicurativi più bassi per chi usa la macchina in più di una persona, nuove piste ciclabili, sdoganamento su scala nazionale di Uber e Uber Pop.

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Immigrati e campi nomadi: ruspe o casa per tutti?
Quello dei rom è un falso problema. La maggior parte dei crimini in Italia è commessa da Italiani. Si parla tanto dei rom solo perché la gente ha bisogno di nemici da combattere. Per quanto ci riguarda possono restare dove stanno, non danno alcun fastidio e sono molto meno pericolosi di quanto certa stampa voglia far credere.

Prima parlavi di superiorità culturale dei romani settentrionali, ma anche Roma nord ha avuto in passato le sue belle vergogne: Tangentopoli, ad esempio, e più recentemente Mafia Capitale.
Il PIRN vuole portare avanti l’opera di pulizia del territorio romano avviata dall’amministrazione Marino. Mafia capitale non ci fa paura. Non pensiamo che tutti i cittadini di Roma nord siano illibati: crediamo piuttosto che un cittadino di Roma nord non illibato non sia degno di essere considerato tale. Non avremo pietà nei confronti di chi ruba, e useremo anche lo sputtanamento a mezzo internet per disincentivare i furbacchioni.

Quindi immagino che anche lo scandalo “Affittopoli“, che potrebbe riguardare anche i municipi a nord, rientri in quelle derive da correggere.
In un certo senso ti ho risposto nella domanda precedente. Quello delle case popolari è un problema che riguarda tutta Italia, oltre che un ambiente in cui la criminalità organizzata è profondamente radicata. I cittadini che non hanno diritto a stare nelle case del comune saranno sfrattati per far spazio a chi ne ha realmente bisogno.

I numerosi edifici costruiti e attualmente disabitati saranno messi a disposizione dalla Repubblica Indipendente per i più bisognosi, almeno finché non verranno venduti, in modo da limitare le speculazioni edilizie.

Come modello partecipativo, vi ispirate più ai 5 Stelle e alla loro democrazia “dal basso” o vi sentite più vicini all’idea tradizionale di partito?
Nonostante il PIRN abbia una marcata propensione alla e-democracy, vogliamo prendere le distanze dai 5 Stelle, perché la loro è una democrazia dal basso solo nelle idee. Delle votazioni online tanto sbandierate da Grillo si è visto pochissimo dal 2013 a oggi. Nulla in particolare contro di loro, ma sono ancora vincolati a figure politiche forti esattamente come gli altri partiti.

Noi vogliamo eliminare il personalismo che riguarda gli altri partiti (Renzi, Berlusconi, Grillo, Salvini). È anche per questo che tendo a non mostrare il mio volto in pubblico.

Pensate davvero di presentarvi alle prossime elezioni amministrative?
Se riusciremo a raccogliere le firme necessarie, certo che lo faremo. Siamo sulla buona strada.

Valerio Di Marco

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12 COMMENTI

  1. quindi, Tomba di Nerone,La Giustiniana,La Storta,Olgiata,Cesano,Osteria Nuova,Isola Farnese che sono anche loro territorio di Roma Nord resteranno fuori……

  2. Non date retta! “La Repubblica delle nuove banane”! Pensiamo ad accodarci al Comune di Sacrofano, noi di Valle Muricana…. Siamo a soli 8 Km. contro i 17 di Roma….

  3. Non ho parole. intanto suggerirei come sigla PIRLA, più appropriato anche se il termine non ha origini romane.
    Senza alcun fondamento la presunta superiorità della zona nord va rifiutata con l’idea balorda che le differenze non siano positive per una convivenza più ricca e dinamica.
    Infine questa popolazione di persone per bene, colte, civili che dovrebbero essersi miracolosamente ritrovate a Roma Nord da farne un’isola felice in quale libro dei sogni è stata rintracciata?
    E’ vero che viviamo in tempi cupi ma teniamo a bada la follia strisciante, questo sì che sarebbe un pericolo

  4. Un progetto talmente folle da farmi morire dal ridere. Molto, molto, molto divertente come supercazzola, ancora meglio di quelle di Tognazzi.

  5. Ma dai, è una presa in giro, ma quando le raccoglieranno tutte le firme che servono per presentare la lista ! Ci vuole serietà in politica.

  6. Non è facile essere un esule di Roma Nord al Laurentino!
    Roma Nord………..c’è poco da dì !!!
    Roma Nord tornerò prima o poi lì da te!

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