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    Celiaci, come ottenere i contributi della Regione Lazio

    celiachia.jpgLa persona che presenta uno o più sintomi che potrebbero prefigurare un’intolleranza al glutine, deve farsi prescrivere su ricetta rossa dal proprio medico di base una visita specialistica da un gastroenterologo che a sua volta potrà eventualmente prescrivere un esame del sangue.

    Si tratta di un’analisi degli anticorpi che in linea di massima dovrà prevedere: AGA (anticorpi antigliadina); EMA (anticorpi antiendomisio); TGA (anticorpi trasglutaminasi); dosaggio IgA totali; dosaggio IgG totali.
    E’ bene che questo esame preventivo sia effettuato presso uno dei presidi per la diagnosi della celiachia riconosciuti dalla Regione Lazio.

    Questi presidi specializzati sono diffusi su tutto il territorio e sono abilitati a rilasciare la diagnosi di celiachia poi necessaria alla richiesta del contributo per la spesa alimentare. L’elenco dei presidi è reperibile cliccando qui .

    In Italia la celiachia è inserita nell’elenco delle malattie rare: questo status riconosce a chi ne è affetto alcuni diritti importanti, che sono descritti nel D.M. 279 del 18/05/2001. Fra questi, è assicurata l’erogazione in regime di esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni finalizzate alla diagnosi sia del soggetto con sospetto di celiachia, sia per i familiari dell’assistito.

    Nel 2015 è stato definito, mediante accordo tra Stato e Regioni e Province Autonome, il nuovo protocollo di diagnosi e follow up per la celiachia pubblicato nella G.U. n.191 del 19 agosto 2015.

    Per tutti gli adulti, il protocollo comprende il già citato screening con test sierologici per accertare segni clinici riconducibili alla celiachia, seguito da una biopsia della mucosa duodenale in corso di duodenoscopia, di conferma.

    Per la fascia pediatrica la novità è la possibilità di effettuare la diagnosi di celiachia senza ricorrere alla biopsia intestinale, a certe condizioni (positività degli anticorpi antitransglutaminasi oltre dieci volte il limite superiore della norma e degli anticorpi antiendomisio, riscontro dei geni predisponenti HLA DQ2 e/o DQ8 e risposta favorevole alla dieta senza glutine).
    Per prendere visione del protocollo è sufficiente cliccare qui

    Gli accertamenti diagnostici per la celiachia devono necessariamente essere eseguiti nel corso di una dieta che comprenda il glutine. Se infatti si elimina il glutine dalla dieta l’esame potrebbe essere falsato poiché l’appiattimento dei villi potrebbe non essere più presente.
    Verificata la diagnosi si dovrà praticare con rigore per tutta la vita una dieta senza glutine, l’unica terapia disponibile per la celiachia. L’Italia è tra i pochissimi Paesi al mondo che concedono gratuitamente ai celiaci un certo quantitativo di alimenti senza glutine.

    Il Servizio sanitario nazionale contribuisce alla spesa alimentare dei celiaci tramite le ASL di residenza, dietro presentazione di una domanda, accompagnata dall’accertamento diagnostico più sopra descritto. Le ASL rilasciano i buoni da spendere nel territorio regionale nei negozi specializzati autorizzati, come l’Isola Celiaca Roma Cassia; alcuni supermercati e le farmacie.

    In questi negozi si potranno acquistare i prodotti dietetici privi di glutine, tra gli oltre 5mila prodotti contenuti in un Registro Ministeriale aggiornato periodicamente, ai quali il ministero della Salute ha rilasciato una certificazione di sicurezza.

    I tetti di spesa effettivamente riconosciuti per i prodotti senza glutine erogati gratuitamente, possono essere differenti a seconda della regione di residenza. Il tetto di spesa mensile nella Regione Lazio, cambia a seconda dell’età del paziente e, nella fascia adulta, secondo il sesso: da 6 mesi a 1 anno: € 45; fino a 3 anni e mezzo: € 62; fino a 10 anni: € 94; età adulta: € 140 per i maschi e € 99 per le femmine.
    Gli importi escludono l’IVA.

    L’erogazione del contributo avviene tramite 12 moduli necessari all’acquisizione dei prodotti senza glutine per il fabbisogno annuale, oppure, fornendo all’assistito il modulo mensile frazionato in due unità di uguale importo, ovvero 24 moduli.

    I moduli mensili potranno essere utilizzati dai pazienti in un’unica soluzione o in momenti diversi ed esercizi diversi, purché nel mese di competenza, oppure del mese precedente rispetto a quello in cui si effettua l’acquisto degli alimenti.

    Non sussiste la necessità del rinnovo annuale della certificazione dello specialista e da parte dell’ASL, quindi l’autorizzazione ha validità illimitata e prevede il rinnovo automatico.

    Il paziente con la celiachia diagnosticata da un presidio specializzato ha diritto, anche in caso di domicilio temporaneo presso la Regione Lazio, alla prescrizione dei buoni. Questo è valido se l’ASL dove risiede, dichiara che il celiaco non fruisce già dello stesso beneficio.

    Per quanto riguarda i buoni acquisto 2016 destinati ai cittadini affetti da celiachia residenti nel territorio dei Municipi XIV e XV appartenenti alla ASL Roma E ecco l’elenco e gli orari dei centri dove vengono distribuiti:

    Tor di Quinto – viale Tor di Quinto, 33 a – tel. 06 6835.3565
    lunedì – mercoledì – venerdì ore 8.30-12.30

    Trionfale/Monte Mario – piazza Santa Maria della Pietà, 5 – Padiglione I – tel. 06 6835.2871
    lunedì – mercoledì – venerdì 8.30-12.30

    Cesano di Roma – via della Stazione di Cesano, 838 – tel. 06 6935.6152
    lunedì – mercoledì – venerdì ore 8.30-12.30

    La rubrica Intolleranze Alimentari, di cui questo articolo fa parte, è curata dall’Isola Celiaca Cassia Roma.
    Via Al Sesto Miglio, 19, 00189 Roma – Tel: 06 4554 8106
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