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Labaro, la morale del “signor Angelo”

like240.jpgUna storia banale, come tante: a Labaro, in zona Colli d’Oro, chiude un alimentari dopo 30 anni di attività. A gestirlo è il “signor Angelo”, beniamino del quartiere per gentilezza, educazione, amore per il lavoro e per i suoi clienti ai quali ha dedicato una vita. Tutto qui. Senza nulla togliere al signor Angelo, il fatto giornalisticamente rilevante però è un altro.

Il nostro articolo di ieri, scritto con garbo da chi è praticamente cresciuta “a pane e salame” comprato lì, in pochissime ore viene cliccato quasi 3mila volte. Su facebook i commenti sono centinaia, quasi mille i like ed oltre trecento le condivisioni. Insomma è diventato, come si suol dire, virale.

Sono numeri eclatanti. La morale?
Forse la nostra è retorica, ma questo è un segnale di quanto nella nostra città e nel nostro paese ci sia ancora amore per il territorio nel quale si vive, voglia di identità di quartiere, attaccamento ai valori di onestà e educazione, quanto il tessuto del commercio di vicinato, di cui il signor Angelo oggi è un’icona, sia ancora forte e aggregante alla faccia delle difficoltà economiche e di sopravvivenza e con buona pace dei mega centri commerciali.

E, detto con un pizzico di presunzione, quanto il lettore medio si appassioni alle news di cosa succede sotto casa o dietro l’angolo di casa, news che solo i quotidiani on-line di territorio come il nostro oggi gli danno.

Claudio Cafasso

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1 commento

  1. Angelo, un amico presso cui mi recavo volentieri a scambiare due chiacchiere, e godere, si proprio godere, di quel rapporto caldo e antico tra commerciante e cliente che non esiste più, che con il tempo si è trasformata in una vera e propria amicizia.

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