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Nuvole di fumo tossico coprono Labaro

fumo240.jpgLabaro sotto una coltre di fumo, un odore nauseabondo che ha impestato tutto il quartiere. La mattina presto e la sera, sulla via Flaminia, tra la Celsa e Labaro, per diversi giorni è stata ben visibile una nuvola grigia che saliva verso l’alto. Fumo provocato da falò accesi proprio sotto la rampa del viadotto Giubileo 2000.

Tantissime le segnalazioni degli abitanti soprattutto sulla pagina facebook di Sei di Labaro se dove per giorni c’è chi ha denunciato la cosa chiamando anche in causa il Presidente del XV Municipio, Daniele Torquati.

Proprio a seguito delle numerosissime segnalazioni, ci siamo recati sul posto per fare chiarezza e vedere da dove partissero i roghi percorrendo il tratto che è sotto al viadotto.

C’è una stradina di campagna che parte dal parcheggio de La Celsa. Ha da poco piovuto e a terra c’è solo fango.

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Procediamo lentamente e ad un tratto dopo una piccola curva troviamo un insediamento. Ci sono dei bimbi che giocano e donne che stendono i panni. C’è un frigorifero, delle sedie, delle poltrone, degli armadi, un tavolo con sopra bottiglie e piatti di plastica. Un insediamento abusivo in piena regola solo che a far da tetto c’è il viadotto e le mura non ci sono.

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Vediamo due uomini in procinto di salire su di un camioncino. Si fa avanti uno dei due e ci chiede cosa facciamo; fingiamo di esserci persi e di star cercando il laghetto per la pesca sportiva che è proprio lì vicino. Convinto dalla nostra risposta, ci indica la strada giusta e ce ne torniamo indietro, sempre lentamente a causa del pantano.

Non potendo proseguire in questa direzione, decidiamo di provare a percorrerlo dalla parte opposta, dal parcheggio della stazione di Labaro.

Se prima le cose si son fatte chiare poco alla volta, quello che vediamo da quest’altro lato, ci appare subito nella sua terribile chiarezza. Il percorso è quasi impraticabile, c’è una montagna di rifiuti. Situazione tristemente già nota e più volte denunciata.

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Ma quello che noi vogliamo capire è da dove partano le colonne di fumo e il cattivo odore provocati dai roghi tossici. Ci facciamo largo tra libri, legna, televisori, scarpe, pezzi di ferro, materassi di ogni grandezza, mobili, e una marea di videocassette, i vecchi vhs. Sì, una marea, contarle è impossibile anche perché sono sommerse da calcinacci.

Ecco che una volta superata la discarica, a terra troviamo i resti recenti di falò. Lo capiamo dall’odore di fumo che ancora si sente. Pioviggina e c’è quel tipico odore di bruciato bagnato.

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A terra ci sono due buche, preparate per bruciarvi dentro la roba; sono abbastanza grandi da contenere anche un materasso matrimoniale che evidentemente per via della pioggia ha solo una parte bruciata.

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Ci sono resti di videocassette, più che resti scheletri. Bruciare plastiche è altamente tossico. Ecco svelato l’arcano, è di certo questo il posto esatto dove avvengono i roghi che hanno coperto Labaro di nebbia e di un tanfo terribile.

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Ma se per via del maltempo avevamo pensato di non trovare nessuno, veniamo presti smentiti. Da una parte della stradina, quella che prosegue sotto il viadotto verso La Celsa, per intenderci, si fa avanti una donna adulta e dall’altra parte invece vediamo arrivare un piccolo camion che sosta proprio davanti alla stradina chiudendoci la strada.

La donna parla straniero con i tre uomini che nel frattempo scesi dal camion, si avvicinano. Non capiamo cosa si dicano, ma è chiaro che stiano parlando di noi perché ci guardano e ci indicano. Forse la storia della ricerca del lago può rifunzionare?

Non abbiamo alternative e allora alla domanda su cosa stiamo facendo, rispondiamo nuovamente che siamo alla ricerca del lago da pesca. Anche questa volta la nostra risposta sembra convincente. Torniamo indietro e i tre ci lasciano passare ai lati del camioncino.

Saliamo in macchina ma subito ci fermiamo dietro ad un muro; da quella posizione noi riusciamo a vederli, loro invece non possono. Non appena ci credono essere andati via, i tre uomini aprono il camioncino ed anche se non riusciamo a vedere esattamente cosa, dai rumori che sentiamo è chiaro che stiano lanciando cose che di peso cadono a terra.

Si sente un gran frastuono. Annotiamo la targa e stavolta ce ne andiamo sul serio.

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L’aria nei giorni precedenti era davvero irrespirabile; sulla pagina facebook “Sei di Labaro se” c’è chi addirittura aveva chiesto una mobilitazione generale invitando tutti a tempestare di telefonate la polizia municipale, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e coloro che sono preposti allo smantellamento dei campi rom abusivi.

Eppure che lì sotto ci sia un mondo coperto, era noto a tutti. Ma fin quando non sono arrivati i fumi tossici, in pochi si erano fatti avanti. Un altro aderente al gruppo risponde all’invito affermando che è cosa risaputa che sotto al viadotto ci dormono decine di barboni che con il freddo accendono fuochi che poi si trasformano in roghi.

C’è chi propone un’opera di riqualificazione dell’area, da Labaro a Prima Porta passando per La Celsa, ripulendo tutto dal vergognoso degrado. Chiamato in causa, ha risposto il Presidente del Municipio dichiarando che più volte ha sollecitato l’Astral – Azienda Strade del Lazio – e il Dipartimento Simu – Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana – che sono i responsabili di quella zona.

Quello che può fare il Municipio, scrive sempre Daniele Torquati sulla pagina facebook, è interdire l’area. Solo l’Astral ha competenze su quell’area, sottolinea il Presidente. E’ partita comunque un’indagine per cercare di risalire ai responsabili dei roghi, conclude Torquati.

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Certo è che se fossero state installate le telecamere che erano state promesse solo il giugno scorso dall’ex sindaco Ignazio Marino, oggi il problema sarebbe in parte risolto; tra le tante iniziative infatti era stato annunciato l’accordo tra il Comune i vari municipi per contrastare il fenomeno delle discariche abusive attraverso l’uso di telecamere.

Il camioncino che abbiamo visto noi è di una società di noleggio furgoni senza conducente. Chiunque quindi potrebbe essere il mandante dell’atto vandalico. Straniero o italiano. I roghi partono da lì, questo è certo. Che i responsabili siano i nomadi che danno fuoco ai rifiuti per riscaldarsi o qualcuno che ha deciso di liberarsi di materiale ingombrante gettandolo lì e bruciandolo, il risultato è lo stesso.

Fumi altamente tossici e tanfo hanno invaso la zona e se non si interviene presto Labaro sarà come la Val Padana: nebbia fitta tutti i giorni…

Valentina Ciaccio

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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8 COMMENTI

  1. Abbiamo depositato questa mattina una interrogazione al Presidente del Municipio per conoscere i tempi di intervento e le misure che intende adottare per prevenire fenomeni di questa natura a garanzia del diritto alla salute e a tutela dell’ambiente.
    Confidiamo, prima ancora che in una risposta urgente, in un intervento urgente.
    Teresa Zotta
    Consigliere per il M5S

  2. Questa situazione è stata più volte segnalata in quasi tutte le forme, degli accampamenti abusivi ne esistono altri nella zona di Labaro, più che depositare una interrogazione al Municipio bisogna per tutela di tutti i regolari cittadini Italiani sapere chi sono questa gente, qua c’è in gioco ben altro che le vostre poltrone d’oro, la nostra salute, quella dei nostri figli, in un contesto generale potremmo dire che nulla viene fatto per tutelarci, il Presidente non è l’unico che gestisce la nostra zona, avrei capito di più se una interrogazione o segnalazione l’avesse depositata un Comitato, io non so se la Sig.ra Teresa Zotta è un Consigliere del nostro Municipio, se lo fosse vorrei sapere dalla stessa se bisogna sempre arrivare a delle situazioni critiche per agire con i mezzi opportuni, anche con questo stesso mezzo potremmo segnalare altri campi a cielo aperto che persistono nel nostro territorio, credo che il problema non sia solo del nostro Municipio ma sia esteso ad ogni periferia Romana, poi a noi ci fatte fare la raccolta differenziata, il porta a porta, il blocco della circolazione come dice il Sig. Simone, ma potremmo elencare tante di quelle assurdità che non basterebbe il tempo per scriverle tutte. Tutti i giorni potremmo raccontare qualcosa che ci allontana dalla nostra cultura, ma soprattutto dalla nostra integrità e moralità, solo con chi avete la certezza di prendere e perseguire fatte i leoni, con quest’altra gente sapete solo fare di loro il vostro cavallo di battaglia nella corsa nella Politica che sia essa di Municipio o ad alto livello. Mi raccomando fatevi impietosire dalle loro storie e date a loro quello che pian piano state levando a noi, fatevi un giro nelle cronache di tutto il Mondo per capire che questa gente vuole solo distruggere la nostra cultura e tutto ciò che ci appartiene.

  3. Oltre 2 anni fa ho scritto alla polizia municipale di Roma Capitale per evidenziare ildegrado sotto i ponti della flaminia fino alla giustiniana e per evidenziare anche la mancanza di SIcurezza per noi cittadini , la risposta : i residenti sotto i ponti sono tutti controllati e monitorati. Pertanto dobbiamo essere tranquilli !!!

  4. Voglio fare i complimenti per questo bel articolo, ed altrettanto a Teresa Zotta per l’interrogazione al Presidente del Municipio almeno vediamo cosa si riuscirà a fare questa volta.
    Torquati aveva detto, in merito a questa problematica che lui nel 2014 aveva richiesto uno sgombero nel sottopasso a Grottarossa.
    Ma non è così che è possibile immaginare una soluzione del problema, perchè fare uno sgombero ogni 2 anni serve a tamponare per un paio di mesi e poi tutto ritorna come prima, come avviene ormai da anni, e lo sappiamo tutti.
    Un area morta e degradata porta altro degrado, quindi va recuperata, risanata, messa in manutenzione, bisogna valorizzare proprio quei punti dove regna il degrado per vincerlo.

  5. Sono mesi che va avanti questa storia! Abito vicino alla celsa, fermata ormai tristemente nota per i fumi tossici che l’avvolgono! Il colmo é che noi cittadini dobbiamo sottostare alle targhe alterne e fare la differenziata! Che ipocrisia! Ma la nostra salute chi la tutela? Cosa dobbiamo fare per non beccarci un cancro? Vigili? Carabinieri e soprattutto il comune, dov’è?

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