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Tiberina, nasce “Il Campetto” a Borgo S. Isidoro

campetto1240.jpgBorgo Sant’Isidoro, sulla Tiberina, potrà usufruire finalmente di uno spazio di socializzazione sorto grazie ai giovani che animano le sue vie e curato come bene comune dagli stessi ragazzi della zona. Un angolo verde ai margini di Roma, da respirare e vivere a pieni polmoni, con una vista mozzafiato sulle campagne laziali.

È un fazzoletto di terra quello inaugurato sabato 19 dicembre dai residenti e dai membri dell’associazione “I ragazzi del muretto”. Ma rappresenta una grande, meritatissima, vittoria sia per gli abitanti che per l’amministrazione locale.

Si parla di uno spazio polifunzionale in una zona che, come raccontammo in diversi nostri articoli, rasenta lo stato di necessità sotto numerosi aspetti: acqua corrente, luce, controlli e vigilanza, mezzi pubblici, luoghi di aggregazione e carenza di contatti con il centro urbano.

Almeno su un aspetto possiamo mettere una spunta: ora Borgo Sant’Isidoro ha un suo spazio ricreativo, “Il Campetto”, riservato esclusivamente agli abitanti che lo hanno visto nascere (perché, visto i precedenti “Aiutati che Dio t’aiuta”!) e gestito proprio dai ragazzi che, in questi mesi, si sono prodigati per finanziarlo di tasca propria.

“Da circa 20 anni il Borgo riesce a condurre diverse iniziative grazie al sostegno de Il Tiberino – racconta la Segretaria dell’Associazione “I ragazzi del muretto”, Annarita Pongetti – si tratta di un giornale che i ragazzi della zona pubblicano una volta al mese, coinvolgendo i bambini della parrocchia”.

Grazie alle offerte libere ricavate dal periodico, “I ragazzi del muretto” ed i residenti del Borgo sono riusciti a metter su un angolo tutto per loro, munendolo di area giochi, cucinino, panchine, attrezzature e, presto, anche di un campo di bocce.

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Il terreno rientra nei possedimenti dell’Arsial, ed è un ex loco agricolo di circa 54 case e 300 abitanti; l’agenzia regionale, con l’intento di dargli nuova vita e scopo, l’ha affidato all’associazione, permettendo ai ragazzi di utilizzarla per iniziative territoriali.

Un lotto di circa 700 metri che ieri, durante la festa di affidamento, ha visto la presenza del Presidente dell’Arsial, Antonio Rosati, il quale ha confermato dei prossimi miglioramenti per la ristrutturazione della rete di approvvigionamento idrico.

“Il prossimo passo è appunto quello di richiedere un preventivo all’ACEA per chiedere l’attacco dell’acqua corrente – prosegue Annarita Pongetti – attualmente ci stiamo dando molto da fare, munendo l’area di una rete protettiva e portando avanti le iniziative del Borgo. Questo spazio ci sarà sicuramente molto utile, siamo una comunità che non si ferma mai, che è sempre in festa tra rappresentazioni teatrali ed attività”.

A dirigere molte di queste attività è appunto Padre Igino Canestri, sacerdote molto legato al Borgo e Presidente dell’Associazione “I ragazzi del muretto”, sorta l’8 dicembre 2014; è lui il regista di molte idee che prendono vita nella parrocchia e a Sant’Isidoro, lui a coinvolgere i ragazzi del Borgo e ad invogliargli per il bene della comunità, come per la festa del Borgo il prossimo giugno, per cui i ragazzi si stanno già mettendo all’opera (sempre a proprie spese!).

Ma a Sant’Isidoro, comunque, c’è ancora da rimboccarsi le maniche.

“In questi anni siamo riusciti a collegare il borgo con la stazione di Prima Porta, attraverso la linea 020, a realizzare buona parte della rete fognaria e la condotta idrica lungo la Via Tiberina, e oggi siamo felici di aver aggiunto un nuovo tassello”, è quanto dichiarano in una nota Marco Tolli, dirigente del PD e Gina Chirizzi, consigliera del Municipio XV, ieri presenti alla festa del Borgo.

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A primavera, “Il Campetto” vedrà una festa d’inaugurazione ufficiale in cui l’area potrà finalmente presentarsi a lavori ultimati e nella sua miglior veste.

“Il Campetto rappresenta solo l’inizio delle tante idee che vogliamo realizzare. È nato quando abbiamo compreso che dovevamo prendere in mano la situazione del Borgo ed impegnarci per migliorare il posto in cui viviamo”, concludono i membri dell’Associazione.

Una realtà su cui c’è ancora molto da investire ed in cui credere, per le generazioni future.

Barbara Polidori

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