Home ATTUALITÀ Cassia, quando il mercato si svolge in teatro…

Cassia, quando il mercato si svolge in teatro…

teatro patologico

Il Natale quando arriva, arriva. E al Teatro Patologico è arrivato sabato 19 dicembre con un mercatino tutto speciale. Un’occasione per scambiarsi gli auguri e salutare l’anno che volge al termine, ma soprattutto per ricordare che questa splendida realtà sulla Cassia è sempre presente e viva più che mai.

Il “Mercato in Teatro”, in via Cassia 472, è durato tutta la giornata e si è tenuto nella grande sala principale, dove per una volta al posto degli attori il centro della scena è toccato ai banchetti allestiti per l’occasione e ricolmi di prodotti d’artigianato di ogni tipo. Non solo. Nelle altre aree della struttura c’erano anche una sala per i bambini, un’altra dove poter gustare tè, cioccolata e dolci, e tavoli all’aperto per chi ha preferito godersi il clima straordinariamente mite di questi giorni.

Ma ovviamente era il mercatino a farla da padrone. Impossibile non restare ammirati dagli oggetti in vendita, tutti rigorosamente fatti a mano. E la giornata è stata un viavai di gente alla ricerca delle ultime idee per i pensierini di Natale. Perché spesso, oltre al tempo (e ai soldi), sono proprio le idee a mancare.

Su un banchetto facevano mostra di sé alcuni cuscini, tovaglie e tovaglioli decorati con splendidi ricami colorati, da apprezzare anche senza essere cultori in materia.

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Una delle due titolari, che organizza anche corsi di ricamo in zona Flaminio, ci spiega che si tratta di riproduzioni di quadri.
“Questo che vede qui – dice – trae origine da un lavoro di una pittrice e ricamatrice americana, che io ho conosciuto, di nome Katherine Shaughnessy. Ha esposto anche al MoMa di New York”.

Le creazioni sono tutte vostre ? “Sì, anche se queste non sono le cose migliori che ho realizzato. Quelle, nel corso degli anni, le ho regalate a figli e nipoti, quindi per venderle dovrei prima farmele restituire”, ci spiega ridendo. Su che tipo di tessuto lavorate di solito ? “In genere lana e seta, più raramente il lino”.

Il lavoro in effetti sembra di cesello, segno di grande dedizione nonché abilità e senso artistico, oltre che pazienza.”Per un cuscino o una tovaglia di media grandezza possono volerci anche tre settimane – ci spiega la simpatica e loquace signora – e lavorando 8-10 ore al giorno.”

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Che poi cucito e ricamo sembrano la stessa cosa ma non lo sono. “Non è detto che una che sappia ricamare sia anche una brava sarta, e viceversa. Anzi. Per cucire serve molta più pazienza. Io personalmente le confesso che non ho mai fatto un orlo in vita mia”. Sarà ma si potrebbe rinunciare tranquillamente ad un orlo se poi si sanno fare lavori come questi.

O basterebbe saper fare una delle splendide conchiglie in mostra sul banchetto che si trova proprio di fronte. Però sono conchiglie con qualcosa di speciale. “Come vede – ci fa notare la titolare, una ragazza sulla ventina – in ognuna sono stati impiantati semi di piccole piante che poi sono cresciute e fuoriuscite dal guscio”. Originalissimo. In effetti alcune sembrano lumache vegetali.

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Per il resto, gli altri banchetti sono un tripudio di candele profumate, libri artistici, palle di Natale decorate, collane, bracciali. Tutto originale, tutto hand-made e a misura d’uomo (e di portafogli).

Perché nell’ultimo week-end prima della Vigilia si può ancora scampare al delirio dello shopping in centro accaparrandosi qualche oggettino singolare e poco costoso in uno dei tanti mercatini di quartiere. E pazienza se verrà riciclato. Tanto conta il pensiero, o no?

Valerio Di Marco

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