Home ARTE E CULTURA “Ciao” papà. Veltroni a Ponte Milvio

“Ciao” papà. Veltroni a Ponte Milvio

libri bar pallotta
foto di repertorio ante PMO

Venerdì 13 novembre, alle 19, da Libri&Bar Pallotta di Ponte Milvio Walter Veltroni presenterà “Ciao”, il suo ultimo libro edito da Rizzoli, un dialogo con il padre scomparso prematuramente nel 1956 che non ha potuto conoscere di persona. Interverrà Paolo Bonolis e a moderare la serata sarà Roberto Ippolito, giornalista e scrittore.

Presentato pochi giorni fa all’Auditorium alla presenza dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del presidente della Rai Monica Maggioni, del direttore de La Repubblica Ezio Mauro e di Massimo Gramellini giornalista de La Stampa, “Ciao” è il nuovo libro autobiografico di Walter Veltroni. Un libro che parla di un padre mai conosciuto, morto prima che l’autore nascesse.  “La morte di papà cambiò la vita di tutti noi. Perché era un ragazzo: aveva trentasette anni. Solo trentasette anni. Oggi potrebbe essere mio figlio, mio padre.”

Il libro. Un doppiopetto grigio, il Borsalino in mano, un velo di brillantina sui capelli, lo sguardo basso. Sotto un cielo che affonda nel rosa di un tramonto infinito, ciao.jpgun ragazzo degli anni Cinquanta torna dal passato, si ferma sul pianerottolo della casa di famiglia e aspetta il figlio, ormai adulto. Com’è possibile? E perché è tornato ora, dopo tanto tempo?
Sono due sconosciuti, ma sono padre e figlio. Insieme per la prima volta e solo per una sera, provano a raccontarsi le loro vite, quello che è stato e quello che poteva essere, la storia di due generazioni vicine eppure diversissime. Le parole dell’infanzia, i paesaggi, i volti trasformati dal tempo; e Roma, quella più bella. Quella della radio, e della televisione che quel ragazzo timido e geniale ha contribuito a fondare.

Ma qual è l’eredità di un padre che non c’è mai stato? Forse la malinconia, certe tristezze improvvise, la voglia di scherzare e di prendersi in giro, il ricordo commosso della donna che li ha amati. In un viaggio attraverso il dolore della perdita e la meraviglia della ricerca delle proprie radici, le parole si mescolano e si intrecciano fino a rivelare ciò che li unisce davvero. Perché non smettiamo mai di cercare il padre.

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