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Retakers a Labaro e Prima Porta, e i quartieri cambiano colore

reta240.jpgVernici colorate, pennelli, entusiasmo e desiderio di cambiamento: ecco gli ingredienti di “Retake Roma Labaro/Prima Porta”, movimento spontaneo di cittadini sorto nella periferia di Roma Nord per promuovere il decoro urbano rimuovendo il plumbeo anonimo grigiore che ne caratterizza edifici, strade e piazze.

Anche Labaro e Prima Porta aderiscono al progetto che da tempo coinvolge tanti quartieri della capitale: si chiamano gruppi retake e si prendono volontariamente cura di parti della propria zona attraverso la bonifica e pulizia delle aree verdi, la riqualificazione di quelle urbane abbandonate e la partecipazione a flash mob ecosostenibili.

Colorando Labaro e Prima Porta

Retake Labaro/Prima Porta è un progetto appena nato ma che sta già raccogliendo la partecipazione di tanti residenti di diverse etnie, età ed estrazioni sociali, tutti accomunati da un unico obiettivo.

“Il gruppo dei retakers di Labaro Prima Porta è sorto ad inizio ottobre con il desiderio di trasformare il grigio dei quartieri, soprattutto quelli popolari, in un’opera d’arte collettiva a cui i cittadini possano prendere parte attivamente, con l’energia di chi vuole nel suo piccolo promuovere un cambiamento”, ci racconta Barbara Linardi, ideatrice e promotrice del gruppo.

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“Scendi in strada, ripuliamo la città!”, questo infatti il monito del gruppo di volontari di Labaro e Prima Porta che, grazie al sostegno di commercianti ed associazioni culturali del XV Municipio, fino ad oggi ha realizzato ben 3 opere di riqualificazione nel quartiere.
Il tutto in un solo mese, per una media di circa un appuntamento a settimana a cui i cittadini hanno aderito prontamente.

I materiali, per esempio, sono stati offerti da un negozio di ferramenta di Prima Porta che durante l’alluvione del 31 gennaio 2013 ha perso quasi tutto della sua attività. Questo non ha fermato il suo desiderio di vivere in un quartiere migliore.
Lo stesso si può dire della Biblioteca Galline Bianche, che ha contribuito economicamente a molte delle opere del gruppo.

Le iniziative

“Rimuoviamo i graffiti, i poster abusivi e tutto quel che rovina il posto in cui viviamo. Retake Roma è il movimento dei romani che, divertendosi, vogliono ridare Roma a chi la ama”.
E’ sempre Barbara Linardi a spiegarci infatti che, attraverso una rete di collaborazioni su Roma, il gruppo di Labaro e Prima Porta non solo organizza delle iniziative nel XV Municipio, ma aderisce e trae forza anche dal sostegno dei gruppi r degli altri quartieri. Una rete di volontariato che rende il decoro urbano un esempio solidarietà civica.

Comunque, nell’arco del solo mese di ottobre, a Labaro il gruppo si è dato già un bel da fare: il 15 e il 22 ottobre, per esempio, la Biblioteca di Galline Bianche è stata messa a nuovo colorando il suo anfiteatro, pulendo i gradoni ed eliminando le erbacce.

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Nella giornata del 24 ottobre poi, i retakers hanno provveduto a colorare la ringhiera di arcobaleno, un orizzonte colorato che ravviva l’orto urbano, sorto anch’esso da poco.

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Fra i prossimi obiettivi anche il sottopasso di Labaro dalla Flaminia, una piazzola che attualmente brancola nell’immondizia e nel totale abbandono.

“Retake Roma – sottolinea Linardi – è l’esempio di come l’unione dei cittadini faccia forza contro il degrado. A Roma Nord questo è stato possibile grazie all’adesione spontanea di associazioni come Verde Labaro, il Comitato Colli D’Oro e Porta Aperta. Per proseguire l’impegno però, serve che tutte le associazioni, anche quelle mobilitate su altre questioni, prendano parte al nostro progetto. Solo così sarà possibile dare un nuovo volto al quartiere”.

Cultura e colori contro il degrado

L’occasione non tarda a presentarsi: l’11 novembre, Mario D’Amico, uno dei “pittori del Trullo”, farà visita a Labaro per una nuova iniziativa del gruppo.

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I ragazzi della Scuola Media Castelseprio, coordinati dal Comitato Pedibus Labaro e da tutti coloro che vorranno esserci, daranno infatti nuovamente colore a Galline Bianche.

“L’idea è quella di realizzare su una facciata della Biblioteca un gigantesco libro aperto da cui fuoriescano parole e colori verso lo spettatore. Come a significare che Labaro e Prima Porta hanno tanto da dire, tanto da mostrare ai suoi abitanti e tanto da raccontar loro attraverso la cultura”.

Barbara Polidori

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