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A Roma Nord il primo corso di laurea per chef

chef.jpgFinalmente anche lo chef avrà la sua laurea. La facoltà a cui iscriversi sarà “Scienza e arte culinaria” e il corso si terrà al Fleming, nella struttura “Coquis Ateneo italiano della cucina“. L’idea, assolutamente innovativa che rafforzerà sicuramente il settore dove si sente sempre più la necessità di professionisti con una formazione a tutto tondo, è dello chef Angelo Troiani che, tra l’altro, è anche il direttore didattico della scuola di cucina professionale Coquis.

Per entrare in questa università, che avrà una durata triennale, occorre il diploma delle scuole medie superiori. Il corso con frequenza è obbligatoria prevede 600 ore di lezioni l’anno, esami a parte.
Le iscrizioni per questo primo anno accademico 2015-2016 sono già aperte e le prime lezioni e i corsi inizieranno ad ottobre.

Sono sempre più i giovani che hanno grandi difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro. Questa laurea può rappresentare un’opportunità in più per i tanti appassionati di cucina che vedono in questi studi un’opportunità di crescita e di garanzia per il futuro.

Abbiamo chiesto allo chef Angelo Troiani come è nata l’idea di questa laurea:
“Pensando all’Italia – ci risponde – e a quello che il nostro Paese sa fare meglio. Abbiamo così voluto anticipare i tempi perché l’evoluzione della nostra professione passerà sempre più attraverso un “titolo” che certifichi a livello internazione questa professione”.

Anche per questo motivo qualche anno fa avete creato l’Ateneo Coquis?
“Certamente.Per noi è molto importante poter insegnare bene questo mestiere, non solo ai professionisti ma anche ad adulti e bambini. Crediamo fortemente che sia molto importante avvicinare i più piccoli al mondo della cucina”.

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Ci descrive meglio il triennio di “Scienza e arte culinaria”?
“Per cominciare, Coquis (dal latino, tu mangi), Ateneo Italiano della Cucina, prevede un percorso triennale al termine del quale si consegue un “Bachelor Degree”, ovvero un titolo di studio riconosciuto anche nel settore della ristorazione internazionale. Potremmo definirlo un biglietto da visita dal “made in Italy” per uno chef di livello.
E’ la prima volta che accade in Italia e questo ci rende molto orgogliosi. Il corso è tenuto da chef di caratura nazionale, di cui molti stellati. Ma, per rendere il corso di laurea ancora più di livello qualitativo, ci sarà anche la collaborazione con alcune delle più importanti realtà del panorama italiano come la “Fondazione Italiana Sommelier” e “Slow food” che offriranno la loro partecipazione collaborando alle docenze.
Secondo le nostre analisi al termine del corso l’accesso al lavoro è garantito. Analizzando i nostri corsi professionali di cucina, pasticceria o pizzeria, il tasso di occupazione di coloro che vi partecipano è superiore al 90%”.

Quali materie si studieranno?
“Le materie, che prevedono tutte un esame finale, sono divise in corsi pratici e teorici. Si studieranno così l’arte culinaria e le proprietà dei cibi, ma anche chimica ed agraria. A completare il profilo, non mancheranno lezioni di economia e management”.

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Marchigiano di origini, ha deciso di avviare le sue attività nella Capitale. Come mai?
“Marchigiano di Ascoli Piceno , sono il più piccolo di tre fratelli. Tutto è nato da un’occasione. Una sera del 1988 mia zia ci chiamò da Roma perché degli amici volevano darle in gestione il loro albergo-ristorante nel cuore della Città. Cercavano qualcuno di fiducia. Senza pensarci troppo, insieme ai miei fratelli Massimo e Giuseppe,il mattino seguente eravamo già a Roma..In pochi giorni avevamo già preso in mano il ristorante e dopo qualche mese il Gambero Rosso ci inserì tra i primi posti dei ristoranti di Roma e successivamente arrivò anche la Stella Michelin…”

Coquis, nel quartiere Fleming, è una bella realtà di Roma nord. Come mai avete scelto questa zona?
“Perché ritenevamo fosse il posto ideale sia per dei corsi amatoriali che professionali in quanto nella zona di Roma nord, all’epoca, mancava una scuola di questo livello”.

Cosa apprezza della Collina Fleming?
“Mi piace molto l’aria che si respira, è come stare in un piccolo-grande paese dove le abitudini, i riti, le tradizioni sono ancora molto vive (il bar come ritrovo ma anche il giornalaio o il negozio di fiducia..)..Se devo essere sincero, invece, l’unico neo è un certo atteggiamento snob di alcuni residenti..Ma, è solo un piccolo neo. In questo quartiere sto benissimo, la scuola mi dà grandi soddisfazioni e grandi stimoli per migliorarmi continuamente. E il nuovo corso di laurea è un grande salto di qualità.”

Ilaria Galateria

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