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Il blu carpet di Tor di Quinto

blu240.jpgSe al Festival di Venezia il “red carpet” scatena la felicità dei fan del fascinoso Johnny Depp, a Roma Nord, più modestamente, ci si deve accontentare di un “blu carpet” dove al posto di stelle e divi a passeggiare sono gruppi di senza tetto che vanno e vengono da una favela ben organizzata e a modo sua dignitosa.

Stiamo parlando di viale Tor di Quinto e del cavalcavia della Tangenziale est, quello che affaccia sull’immonda discarica di Via del Baiardo e sull’ampio terreno contraddistinto dal civico 57B sgomberato da annosi insediamenti prima dell’estate.

Nascosta a sguardi indiscreti, al di sotto dell’ampia arcata di cemento della tangenziale, vive una comunità di senza tetto.
Il luogo è perfetto: facilmente raggiungibile, asciutto, poco distante da Ponte Milvio e il centro di Roma ma soprattutto nascosto agli sguardi dei frettolosi automobilisti.

Per renderlo più accogliente i residenti hanno disteso una lunga guida di moquette di colore blu che porta proprio all’interno dell’insediamento.

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Il blu carpet di Tor di Quinto è la porta di accesso ad una ordinata favela dove adulti e bambini vi vivono indisturbati; oltre al tappeto blu ci sono, sulla destra, i servizi igienici, l’area dove mettere ad asciugare i panni, quella delle baracche e infine, in zona baricentrica, il luogo di ritrovo con tavoli e seggiole.

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La disponibilità di una profonda e lunga trincea di cemento permette di eliminare in maniera rapida i rifiuti: meglio di così?

La presenza di adulti e bambini vestiti più che dignitosamente oltre ad un certo ordine ci ha consigliato di fermarci al “blu-carpet” e a non andare oltre; sicuramente si tratta di romeni arrivati a Roma in cerca di lavoro e che non hanno trovato altra sistemazione se non il cavalcavia in cemento armato.

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Una condizione tutt’altro che infrequente dal momento che si tratta a tutti gli effetti di appartenenti alla CE con pieno diritto di accesso al nostro paese ma che poi vivono in condizioni miserevoli; anche se a volte migliori di quelle che incontrano nei paesi di origine. Il commercio di materiali ferrosi oltre a lavori occasionali consentono a queste persone di sopravvivere e in alcuni casi di mandare perfino dei soldi a casa.

Resta però il fatto che ogni insediamento abusivo, blu carpet compreso, è fonte di grave degrado per il territorio romano e rappresenta un problema che vecchie e nuove amministrazioni capitoline non sembrano essere in grado di risolvere se non con estemporanei sgomberi.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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