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Farnesina, sgomberata la stazione Farneto

area19240.jpgSgomberata questa mattina dalla Polizia l’ex stazione ferroviaria “Farneto”, in via dei Monti della Farnesina, alle spalle del Ministero degli Esteri. Realizzata per i mondiali di calcio del ’90 e utilizzata solo per pochi giorni, era stata occupata ad aprile 2008 da Casapound Italia che ne aveva fatto un centro di aggregazione per i suoi iscritti.

Una nota della Questura ha precisato che “nessuna presenza è stata rilevata all’interno e sono in atto le operazioni per la riconsegna dell’area”. Un intervento, quello di stamane, si fa presente, che rientra “nel più ampio progetto di legalità della Questura di Roma, condiviso con la Prefettura e messo a punto anche in previsione del prossimo Giubileo, riguardante lo sgombero di luoghi, a vario titolo, abusivamente occupati”.

Casapound: un regalo agli speculatori

Immediata la reazione di Andrea Antonini, vicepresidente di CsaPound Italia: “Il prefetto Gabrielli, con i suoi ‘superpoteri’, invece di salvare la città del degrado in cui è precipitata, apre le porte alle nuove speculazioni in vista del Giubileo. Con lo sgombero della Stazione Farneto i soliti noti già si fregano le mani”.

“Abbiamo occupato la Stazione Farneto nel 2008 – ricorda Antonini – per 18 anni era stata una struttura fantasma, un’area enorme abbandonata alla vegetazione selvaggia e ai rifiuti, un investimento milionario per centinaia di metri cubi di ferro, vetro e cemento lasciati nell’abbandono più completo. Abbiamo riqualificato la struttura, l’abbiamo ripulita dalla muffa e dai rifiuti abbandonati, l’abbiamo tenuta sotto controllo e, senza un euro di contributo pubblico, l’abbiamo trasformata in un luogo di aggregazione che in questi sette anni ha ospitato, sotto la sigla Area 19, manifestazioni, eventi sportivi e musicali”.

“Lo sgombero di oggi – conclude Antonini – è l’ennesima vergogna di un’amministrazione senza pudore, che lascia i malavitosi nelle case popolari, consente abusivismo e illegalità a tutti i livelli ma è pronta a sacrificare ad affaristi e palazzinari uno spazio di aggregazione e di solidarietà che per anni ha portato avanti attività nel campo del sociale”.

La storia della stazione Farneto

8 Giugno 1990: a Roma si inaugurano i campionati mondiali di calcio e per l’occasione si inaugura la stazione delle Ferrovie dello Stato “Farneto” (nome ufficiale: Olimpico-Farnesina) in via dei monti della Farnesina, giusto alle spalle del Ministero degli Esteri.

Stazione è un eufemismo perché altro non è che una semplice banchina con un solo binario dalla quale si snoda un tunnel pedonale di quasi 200 metri che sfocia all’aperto, nel meraviglioso verde del Parco di Monte Mario. Una stradina, asfaltata per l’occasione, la congiunge poi allo Stadio Olimpico, previo attraversamento della trafficatissima via Olimpica.

Farneto fu costruita in quattro e quattr’otto per l’occasione (unitamente alla stazione di Vigna Clara) ma il progetto fu così approssimativo che – ad esempio – l’attraversamento della via Olimpica fu possibile solo grazie ad un ponte di legno realizzato dal corpo del Genio dell’Esercito la notte prima dell’inaugurazione.

La stazione di Vigna Clara costò 75 miliardi di lire e quella di Farneto oltre 15, comprensivi della costruzione di un piano rialzato ad uso uffici delle Ferrovie dello Stato (mai utilizzati), di un ampio parcheggio e di un sistema elettronico per regolare l’afflusso dei passeggeri.

Farneto fu usata solo per 8 giorni, in occasione delle partite giocate allo stadio Olimpico, e si calcola che in tutto vi scesero e vi risalirono circa 60.000 persone. Al termine dei Mondiali la stazione venne chiusa, non venne mai più utilizzata e fu addirittura cancellata dal tracciato ferroviario dell´anello Roma Nord.

23 Aprile 2008: dopo 18 anni (nei quali si è tenuta anche un´inchiesta della magistratura finita con il proscioglimento degli indagati per sprechi “perché il fatto non sussiste”), la stazione fantasma torna alla ribalta a seguito della sua occupazione da parte di componenti dell’Associazione Area 19, un’associazione figlia di CasaPound Italia.

Quel mattino un centinaio di giovani abbatterono i cancelli insediandosi nelle centinaia di metri cubi di ferro, vetro e cemento ricoperti dalla vegetazione e dai rovi, fra montagne di copertoni, di rifiuti, cavi elettrici e strutture fatiscenti nelle quali regnavano muffa e umidità.

27 agosto 2015: da allora ad oggi l’area era diventata un centro di aggregazione sociale di destra, a volte contestato, a volte tollerato, nonostante la denuncia da parte delle Ferrovie dello Stato per occupazione abusiva. Occupazione che ha avuto termine oggi, giovedì 27 agosto 2015.

Che ne sarà da domani? Nel suo futuro non c’è più il ruolo di stazione. Nel progetto che vede la riapertura della tratta ferroviaria Vigna Clara – Valle Aurelia che dovrebbe essere attivata a Pasqua 2016 – stando alle ultime dichiarazioni del sindaco Marino – Farneto è stata cancellata, i treni vi transiteranno senza fermarsi.

Claudio Cafasso

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5 COMMENTI

  1. in oltre 20 anni la magistratura non è stata in grado di far rotolare una singola testa per quell’immane sperpero di denaro pubblico che furono le stazioni di Italia 90. Adesso – magicamente – si svegliano! Ci fosse almeno un progetto condiviso con la cittadinanza…..

  2. La “porcata” che ha mandato liberi i responsabili di questo scempio di denaro pubblico la dice lunga su questo paese e sulla sua classe politica priva di dignità e onore. Parlano di ristabilire la legalità proprio quelli che si sono fatti pagare la campagna elettorale da Buzzi e Carminati……
    Esprimo tutto il mio affetto e solidarietà ad Andrea Antonini e ai ragazzi di Casa Pound.

  3. Questa smania di legalità mai che arrivasse per situazioni tipo Via Gradoli e mai senza stanziamenti di nuovo denaro pubblico… .giù la maschera!

  4. L’unica cosa da sgomberare è il Campidoglio la cui giunta è del tutto inutile se non nociva.
    Perfino Francesco Rutelli (che non è certo uomo di destra) ha definito il Comune di Roma “inaffidabile, merita la mano dura”: meglio evacuarlo e “ripristinare la legalità”.
    Quanto al Sindaco Marino qualcuno al PD dovrebbe spiegargli che chi decide di amministrare una città come Roma non può andare il vacanza come fosse un qualsiasi cittadino. Un “capo” quando esercita il comando NON va in ferie: evidentemente il sindaco-sub del capo non ha nulla.

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