Home ARTE E CULTURA Vanessa Gravina, una milanese adottata da Roma Nord

Vanessa Gravina, una milanese adottata da Roma Nord

vanessa gravina

A sei mesi è stata diretta dai fratelli Taviani in un “Carosello” TV per una pubblicità di passeggini. E, da quel lontano spot, non si è più fermata. E infatti Vanessa Gravina da bambina-immagine si è ritrovata a soli dieci anni a fianco di Jerry Calà e Ricky Tognazzi sul set del film “Colpo di fulmine”, un film di Dino Risi che le è valso la nomination al Nastro d’Argento come “miglior attrice esordiente”.

Malgrado il successo Vanessa ha continuato a studiare e si è diploma al liceo scientifico. Ma a 17 anni avviene l’incontro fatale con Giorgio Strehler che la chiama al Piccolo Teatro di Milano per il ruolo di Hilde nella “Donna del mare” di Henrik Ibsen. E quel ruolo ha dato una svolta al suo futuro.

“Quattro mesi a fianco di Streheler – ci dice Vanessa – sono stati fondamentali per la mia formazione artistica. Un maestro geniale che mi ha fornito le basi tecniche della recitazione e mi ha guidato con mano sapiente e generosa. Con Giorgio sono cresciuta.”

Attrice bellissima con due grandi occhi azzurro mare, un viso acqua e sapone e un fisico da adolescente nonostante i suoi 41 anni di età, Vanessa parla bene le lingue, suona il pianoforte e, prima di farsi conoscere ed apprezzare dal grande pubblico, ha fatto una lunga gavetta. “Ho sempre studiato tanto – continua – teatro, televisione, cinema.. non mi sono mai fermata..”

Ricorda il suo primo lavoro? “Sì, certo. Era a radio Rai di Corso Sempione a Milano in una trasmissione dal titolo “Torno subito” scritta da quel genio di Diego Cugia. Ero giovanissima a fianco di attori come Angela Finocchiaro, Lella Costa, Antonio Catania e interpretavo una figlia di un alto dirigente Rai, raccomandatissima e straviziata, che pretendeva di irrompere in radio e di suonare al pianoforte fuori tempo e sbagliando le note, il “Piccolo alpino”..Un ruolo molto divertente..”

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Al cinema ha lavorato con grossi registi, in televisione ha interpretato fiction di successo (La Piovra 4,Sospetti, Incantesimo, Gente di mare tanto per citarne alcune) ma da un po’ di anni ha sposato il teatro. Come mai? “In realtà il percorso parallelo col teatro c’è sempre stato ma solo intorno al 1996 ho cominciato a reinserire seriamente nella mia carriera. Il teatro mi piace, mi fa bene e mi permette di affrontare ruoli importanti e impegnativi che forse in televisione non ci sono. La signorina Giulia di Strinderg, Ersilia di Vestire gli ignudi di Pirandello o la Bisbetica domata di Shakespeare sono ruoli straordinari e intensi che ho avuto il piacere di interpretare..”

Quindi niente più televisione? “Ma no! Sarei un’ipocrita se dicessi che ho preferito il teatro alla televisione dove, peraltro ho girato sempre cose interessanti. Lo scorso anno è andata in onda la fiction”Madre aiutami” con Virna Lisi. Il mio era un personaggio molto bello e in progetto c’era anche una nuova serie. Poi, purtroppo, la grande Virna è mancata.. Se quindi capiterà un altro ruolo interessante, non mi tirerò certo indietro. La macchina da presa è un mezzo che adoro e che mi affascina tantissimo ma il teatro è un luogo più libero dove è più facile portare avanti i progetti senza avere dietro i “mezzi di sostegno”..”

Al cinema le piacerebbe lavorare con Ferzan Ozpetek? “Sarebbe un onore per me.. lo adoro così come mi piace molto Carlo Verdone e tanti altri grandi registi italiani. Ma seguo con interesse anche la nuova generazione di registi come Edoardo Falcone con il suo “Se Dio vuole” o Edoardo Leo. I suoi film “Smetto quando voglio” e “Io e la Giulia” sono straordinarie commedie e perle rare. Film non volgari e grevi e non per forza tragici e incomprensibili”.

Lei ha appena concluso con successo al Napoli Teatro Festival “Diario di sé” che racconta del rapporto tra la scrittrice di letteratura erotica, poetessa, modella e psicanalista Anais Nin e il padre. Cosa l’aspetta questa estate? “Una tournèe con “Lisistrata” di Aristofane, una commedia che parla di pace e del ruolo positivo della donna all’interno della società. Poi una serie di concerti e melologhi con orchestre in giro per l’Italia. L ‘anno prossimo, invece, porterò a teatro “Nina” di André Roussin con la regia del mio amico Pino Strabioli. Una commedia brillante che racconta di una donna che convive con ben due uomini, il marito e l’amante. Il classico ménage a trois..”.

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Siamo sedute a un caffè di Vigna Clara, il quartiere dove vive da tanti anni Vanessa. Così le chiediamo: Vanessa, lei è nata a Milano ma da molti anni vive a Roma. Come è stato il passaggio tra le due città? “Alla fine degli Anni Novanta, dopo anni di avanti-indietro, ho scelto di mettere le radici a Roma. Mi incantava l’idea di una città scaldata dal sole quasi tutto l’anno. All’inizio, devo essere sincera, non è stato facile. Ci ho messo un po’ a capire la Città e i suoi abitanti. Mi infastidivano l’approssimazione e la poca precisione dei romani. Con gli anni ho cercato di prendere il meglio della città che ha tante cose belle ma anche tante difficoltà..Io credo che a Roma tutti dobbiamo armarci di tanta pazienza..E poi, a parte il patrimonio artistico, Roma geograficamente è perfetta. A centro dell’Italia, ci si muove con estrema facilità..”

Quindi Roma è promossa a pieni voti? “Io mi ci trovo bene perchè riesco a viverla ancora da turista. La grande bellezza di Roma, per citare Sorrentino, è un qualcosa che non mi ha mai stancato. Ci vuole tolleranza, altruismo e tanto coraggio per affrontarla. E poi sa una cosa? Anche io mi sono adattata ai ritmi della città..”

Insomma, una milanese adottata da Roma..“Quando da piccola vivevo a Milano mi dicevano: “Ma tu non sei milanese, sei romana?” A Roma i primi tempi mi dicevano il contrario.. Quando poi per motivi personali e professionali ho vissuto cinque in Francia mi dicevano:”Lei non è francese..”. Insomma dopo un po’ di anni di totale confusione, adesso mi sento romana. E infatti quando vado a Milano non ho più la sensazione del ritorno a casa cosa che invece mi accade quando rientro a Roma”

Lei da sempre vive a Roma nord, perché ha scelto questa zona? “La cosa curiosa, e ho avuto modo di constatarlo negli anni, è che quasi tutti gli immigranti dal nord scelgono di vivere nella zona nord di Roma mentre molti che provengono dal sud decidono di abitare la zona sud della città. In realtà ho scelto Roma nord perché il mio primo fidanzato viveva qui e perché mi piaceva. Prima abitavo con mia madre ancora più a nord, in via Cassia, a “Orti della Sibilla”, Tuscia pura…”

Poi? “Nove anni fa ho cambiato e sono venuta ad abitare a Vigna Clara. Ho conosciuto bene questa zona e mi è piaciuta subito. C’è tanto verde ed è poco condizionata dal centro cittadino. Io potrei impazzire a vivere nel centro storico. Inoltre Vigna Clara ha un grande respiro. Avendo una vita con orari particolari mi succede di fare la spesa in tarda serata e ho il supermercato aperto, così come la notte capita di acquistare le sigarette o un farmaco..Se invece voglio fare un po’ di jogging o una bella passeggiata ci sono tanti parchi. Io vivo bene il quartiere per le grandi comodità che mi offre. E poi mi affascinano i terrazzi un po’ Anni Sessanta/ Settanta..A Milano non ho ricordi di terrazzi fioriti e verdeggianti…”

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Frequenta Ponte Milvio? “E’ un po’ troppo caotica per i miei gusti. In estate poi si affolla di gente, c’è confusione, i ragazzi bevono e la zona si trasforma con gente che orina per strada, bottiglie di birra ovunque.. A Vigna Clara mi sento più protetta. Io poi abito all’ultimo piano e quando chiudo la porta di casa mi sento lontano dalla confusione..”

Le note dolenti? “E’ un quartiere molto sporco. E la sera, dopo il fattaccio di Mafia Capitale, mi sembra si sia un po’ deteriorato.. Al mio compagno hanno rubato la macchina due volte in un mese..Ecco ,a volte mi sento poco tutelata.. Per non parlare di via Cortina d’Ampezzo dove tanti amici hanno avuto la visita di notte e di giorno di bande di ladri. Purtroppo bisognerebbe modificare la Legge sull’impunità. Non è possibile che chi delinque esca dopo tre giorni di galera. Rispetto gli immigrati ma occorrerebbe tutelare di più i diritti dei cittadini facendo rispettare le regole e le leggi..”

Il suo collega Alessandro Gassman ha lanciato un appello sul degrado di Roma: Armiamoci di scopa e ripuliamo ognuno il proprio angoletto della città”.. “Sono d’accordo: io credo sia questione di mentalità e di educazione civica. Occorre rispettare gli spazi comuni ma è un discorso lungo..In molte periferie ho visto più pulizia della nostra zona ..Mi dispiace, per esempio, constatare che la domenica sera, di fronte al cinema Odeon, per terra trovi di tutto come fosse appena terminata una guerra.. Il degrado e l’indifferenza non fanno bene a Roma e ai romani”.

Ilaria Galateria

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