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Giorno di tregua a Casale San Nicola

casale2401.JPGDopo gli scontri di venerdì 17 luglio, il giorno dopo a Casale di San Nicola c’è solo il sole cocente a far compagnia al gruppo di residenti riuniti sotto un gazebo per dimostrare che il presidio attivo da oltre ottanta giorni non molla, non vuole mollare. Tutto intorno il silenzio della campagna romana.

Scontri duri quelli di venerdì. Il bilancio è di due arresti – uno dei due era Giorgio Mori, esponente FDI del XV Municipio – quattordici poliziotti feriti, una persona denunciata, quindici identificate. Molti i filmati a disposizione della questura di Roma, che in un comunicato annuncia “saranno visionati per eventuali ulteriori provvedimenti”.

La cronaca

Nella mattinata di venerdì 17 luglio, 19 profughi sono stati scortati dalla Polizia all’interno della ex scuola Socrate, a Casale di San Nicola, adibita ad alloggio per richiedenti asilo politico. I residenti volevano impedirne l’accesso e lo scontro quindi è diventato inevitabile con blocco della strada, auto messe di traverso e donne sedute a terra ad impedire l’accesso del pullman con i profughi dentro.

La polizia ha caricato per sciogliere il blocco e ne è nata una vera e propria guerriglia alla quale hanno preso parte numerosi attivisti di Casapound con caschi sulla testa e viso coperto.

Una confusione di ruoli e presenze che ha fatto molto discutere.

Non ci sta, per esempio, Ilaria Murichelli, membro attivo del comitato di Casale San Nicola, che nella giornata di oggi così dichiara a VignaClaraBlog.it.
“La presenza di esponenti di Casapound non è dipesa da noi. Abbiamo accolto al nostro fianco chiunque volesse aiutarci e battersi per difendere i nostri diritti. Se qualche facinoroso c’è stato, non era di certo aderente al nostro gruppo di protesta che rappresenta solo ed esclusivamente un gruppo di cittadini che si vedono portare via i propri diritti, messi in pericolo dalla presenza di profughi in una zona poco controllata.”

Venerdì  VignaClaraBlog.it ha raccontato le fasi salienti della giornata man mano che accadevano, in diretta. Per ripercorrere gli eventi cliccare qui.

Gli arresti

Due gli arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale per aver tentato di impedire la rimozione di alcune donne che si erano sdraiate in terra con lo scopo di bloccare il transito del pullman con i profughi: Giorgio Mori, responsabile del dipartimento immigrazione di Fratelli d’Italia di Roma ed esponente politico di spicco nel XV Municipio di cui è stato consigliere fino al 2013, e Stefano Caradonio, appartenente al gruppo di estrema destra Militia.

Stamani doveva tenersi il processo per direttissima ma l’arresto di Mori non è stato convalidato e nessuna misura cautelare è scattata nei suoi riguardi. Ha lasciato Piazzale Clodio subito dopo accompagnato dai suoi amici che erano andati a manifestargli solidarietà.
“L’intenzione del mio assistito – ha dichiarato l’avvocato Amalia Capalbo, suo legale – era quella di salvaguardare l’incolumità delle cittadine. Il giudice ha ritenuto di non applicare nemmeno la misura precautelare perché non vi erano condotte di significativa violenza e Mori è assolutamente incensurato. Credo fermamente nell’innocenza del mio assistito e mi auguro di poterla provare già nella prossima udienza (ndr: pare sia il 26 ottobre) anche tramite i filmati dell’accaduto”.

Per quanto riguarda Stefano Caradonio il giudice ha convalidato l’arresto ma non ha disposto alcuna misura cautelare.

Questura al lavoro

Prosegue il lavoro degli investigatori della Polizia per arrivare all’ identificazione degli autori dei disordini avvenuti ieri.

Il questore Nicolò D’Angelo ha aperto un fascicolo “per l’erogazione del daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive)” per tutti coloro che saranno individuati in esito alle indagini. Lo comunica in una nota la Questura spiegando che “La normativa introdotta dal governo nell’agosto scorso prevede, infatti, che il divieto di assistere alle manifestazioni sportive può essere emesso anche a carico di coloro che si macchino di reati contro l’Ordine Pubblico e, quindi, a prescindere dalla effettiva partecipazione alle manifestazioni sportive”.

Gabrielli: “arriveranno altri profughi”

Intervistato da Il Messaggero, il prefetto Gabrielli alla domanda come si spiega proteste così violente, è razzismo o c’è una tensione sociale? così risponde: “In generale non escludo che su molte altre situazioni vi possano essere anche questioni riferite a tensioni sociali e al disagio dei residenti in zone della città dove è già complicato vivere. I profughi ospitatati in questa struttura provengono dal IV municipio, da un centro, quello di via Visso, che aveva già molte criticità denunciate dai residenti. Non voglio generalizzare, ma c’è una sindrome Nimby (ndr: Not In My Back Yard, “Non nel mio cortile”) che è reale.”

E alla successiva domanda arriveranno altri profughi a Casale San Nicola? la sua risposta è perentoria: “assolutamente sì, ne arriveranno degli altri. L’unico percorso serio è quello di un recupero del buon senso”.

Voci non confermate e raccolte oggi a San Nicola, dove stiamo scrivendo questo articolo, dicono che gli altri profughi arriveranno a partire da lunedì prossimo così da lasciare che durante questo week end le acque si possano calmare.

Un sabato di tregua

I 19 rifugiati hanno passato la notte strettamente protetti e sorvegliati dalla Polizia che staziona lì da ieri. ” Stanno tutti bene – ci fa sapere un agente – ieri sera volevano perfino uscire per andare a prendere da bere o a fare compere, ma gli è stato impedito perché troppo pericoloso. Del resto erano abituati a farlo nel centro da dove vengono, quello sulla Tiburtina”.

I presidianti sono sempre al loro posto ma non vogliono parlare, sono tesi e amareggiati. Seduti sulle stesse sedie di plastica che ieri volano sopra le teste, son tutti intenti a cercare soluzioni alternative per impedire l’accesso di altri profughi.

Non rilasciano interviste. Ilaria e Luisa, due membri del Comitato con l’incarico di gestire i rapporti con la stampa, ci dichiarano: “Dopo tutta la confusione di ieri, temiamo che le nostre parole vengano fraintese e che qualcuno possa assimilare il nostro comportamento a quello di esponenti di Casapound; solo in serata, con l’aiuto dei nostri avvocati, rilasceremo un comunicato stampa dove ripeteremo ancora una volta le nostre ragioni e spiegheremo la triste giornata di ieri”.

Raccogliamo un’ultima voce: pare che nella serata di lunedì Gabrielli incontrerà i residenti per trovare un accordo. Vero o non vero ora di certo c’è solo che – come ha ribadito lo stesso prefetto – altri rifugiati arriveranno presto a Casale San Nicola. Quello che resta da capire è come verranno accolti.

Valentina Ciaccio

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7 COMMENTI

  1. Ieri a commento dell’articolo “La Storta, rivolta a Casale San Nicola: sono arrivati i profughi” di Valentina Ciaccio e Barbara Polidori relativo ai fatti del 17 Luglio, come Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio ho inviato un lungo testo purtroppo, per problemi di orario, pubblicato soltanto oggi.

    Ritengo opportuno segnalarlo (https://www.vignaclarablog.it/2015071733993/la-storta-tafferugli-casale-san-nicola/#comment-169221) anche a commento di questo nuovo articolo che parla di “tregua”, perchè ancora di più pertinente.

    La cosiddetta tregua, infatti, da una parte non cancella minimamente la gravità dei fatti accaduti e le diverse responsabilità di chi ha inscenato quella ignobile gazzarra.
    Dall’altra, conosciamo perfettamente (purtroppo) la profondità del radicamento di certe posizioni che mirano alla continua speculazione di situazioni oggettivamente complesse al solo scopo di fare esplodere tafferugli e disordini con meschini calcoli di bassissima politica.
    Tanto più grave e colpevole tale comportamento se si pensa che tutto questo accade per non accogliere nostri UGUALI (e non “simili”, perché il termine è riduttivo) alla disperata ricerca di una nuova speranza di vita, lontano da guerre, miserie, fame e persecuzioni.

    Le cronache ci insegnano che questi “dissidenti” paladini degli interessi dei cittadini, a volte più o meno mascherati anche da “tifosi”, sono sempre pronti, determinati e organizzati per ricompattarsi e riapparire, caschi e bastoni, nelle diverse situazioni nelle quali alimentare la paura nella speranza di accrescere il loro seguito politico.

    Paolo Salonia, Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

  2. Ecco la situazione di Roma: Campi Nomadi regolari: Barbuta, Salone, Castel Romano, Gordiani, River, Lombroso. Campi regolari, abusivi e per immigrati: Tor Sapienza, Romanina, Mostacciano, Muratella, Tormarancia, Tuscolano, Ottavia, Salaria.
    Non figurano campi a Vigna Clara, Fleming, Parioli, Ponte Milvio, Prati, Balduina, Camilliccia, Flaminio, Centro Storico.
    Conclusione: le “rogne” se le beccano i poveracci che vivono in periferia mentre chi risiede nei quartieri “bene” fa la parte del buono……..questa si che è umanità|

  3. Non credo che il tema dell’accoglienza debba essere motivo di scontro politico o sociale. Si tratta di applicare le leggi e amministrare con senso di responsabilità un fenomeno complesso difficile che va analizzato considerando e cause che lo provocano e l’aspetto globale che ha. Come forze democratiche del territorio organizziamo un lavoro di difesa della legalità e chiediamo spazi per formare e informare adeguatamente. Proponendo criticamente alle istituzioni di correggere sbagli e colmare carenze che senz’altro vi sono.

  4. Pira, sembra uscito da un collettivo degli anni ’70, peccato che siano passati “solo” 40 anni. C’e’ l’unicef che l’aspetta, non indugi oltre.

  5. E siccome Salonia ha perfettamente ragione, LucaV direi di cominciare a dare fattivamente il buon esempio ospitando un simile (o uguale) a casa sua.

  6. @Simone… ma voi sapete dire solo questa cosa di ospitarli a casa propria? Non sapete dire altro? Suvvia, qualche argomento in più, non appiattitevi su Salvini che abbaia ma non morde…

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